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Il lento rientro di 8 milioni di rifugiati in Europa, ma l'Ucraina ha già cambiato geografia

(fotogramma)
Quasi sei milioni si sono spostati all'interno, verso Ovest, riempiendo Kiev e Leopoli. L'Italia ha ospitato 173.000 profughi e 19.000 ragazzi ora vanno nelle nostre scuole
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ROMA - Prima dell’invasione da tre lati, dei paracadutisti su Kiev, dei missili sui supermercati e i luoghi di produzione, l’Ucraina era un Paese di 43,8 milioni di abitanti. Su un territorio largo il doppio dell’Italia. Molto rapidamente - nei primi sette giorni di guerra sulle autostrade in uscita verso Occidente c’erano code anche di trenta chilometri - l’Ucraina si è svuotata. Sette milioni e settecentomila cittadini hanno varcato, e hanno riempito l’Europa. Tre milioni e due si sono stabilizzati in Polonia, una seconda patria naturale, facendo crescere la popolazione di quel Paese dell'8 per cento. Sono arrivate a Ovest molte donne, molti bambini, qualche uomo, pochi anziani. In Italia sono entrate, numeri del 13 gennaio scorso, 173.645 persone. Rifugiati, per statuto. In 167.000 hanno chiesto protezione. Diciannovemila bambini e preadolescenti e ragazzi, dei 61.000 arrivati da noi, hanno iniziato a frequentare le scuole pubbliche it…

ROMA - Prima dell’invasione da tre lati, dei paracadutisti su Kiev, dei missili sui supermercati e i luoghi di produzione, l’Ucraina era un Paese di 43,8 milioni di abitanti. Su un territorio largo il doppio dell’Italia. Molto rapidamente - nei primi sette giorni di guerra sulle autostrade in uscita verso Occidente c’erano code anche di trenta chilometri - l’Ucraina si è svuotata. Sette milioni e settecentomila cittadini hanno varcato, e hanno riempito l’Europa. Tre milioni e due si sono stabilizzati in Polonia, una seconda patria naturale, facendo crescere la popolazione di quel Paese dell'8 per cento. Sono arrivate a Ovest molte donne, molti bambini, qualche uomo, pochi anziani. In Italia sono entrate, numeri del 13 gennaio scorso, 173.645 persone. Rifugiati, per statuto. In 167.000 hanno chiesto protezione. Diciannovemila bambini e preadolescenti e ragazzi, dei 61.000 arrivati da noi, hanno iniziato a frequentare le scuole pubbliche italiane.

Un milione rientrato dai valichi polacchi

Da fine marzo, con l’Ovest Ucraina risparmiato dai carrarmati e dal Gruppo Wagner, con l’abbandono da parte dei russi di una capitale inespugnabile, si sono consolidati altri due fenomeni. Gli ucraini che non si erano allontanati troppo hanno iniziato a tornare in patria, e non solo per combattere. Solo dai varchi della Polonia, in rientro, si è via via contato un milione di persone. Diverse famiglie divise hanno lasciato l’Italia per ritrovarsi insieme, ma non avevano l'obbligo di avvisare e, quindi, non sappiamo quante esattamente siano. Altre, sospinte dai missili direttamente puntati sulle centrali elettriche, si sono spostate all'interno del loro Paese. Dall'invivibile Donbass a Dnipro. Da Dnipro a Kiev. Da Kiev a Leopoli, città asburgica sempre più rifugio. Sono 5,9 milioni gli sfollati interni, in tutto.

L’esodo si è fermato. Dall'uno al 13 gennaio, in Italia, sono arrivati 49 ucraini. Solo il 3 marzo 2022, sette giorni dopo la dichiarazione di guerra, erano stati 6.608. 

Nel Donbass niente istruzione da nove stagioni

Oggi il 50 per cento della popolazione dell’Est Ucraina è “in condizione di insicurezza alimentare”, dice l’organizzazione non governativa Intersos. Il 40 per cento della popolazione rimasta, pari a 14,5 milioni, ha bisogno di assistenza. La percentuale di bambini che vive in povertà è raddoppiata, passando dal 43 all'82 per cento. Un milione e mezzo di loro è a rischio salute mentale: hanno perso padre, madre, il fratello, la sorella, la nonna, la scuola, il parco giochi. “Vanno a dormire in luoghi freddi”, illustra l’Unicef. Sono cinque milioni gli studenti che, in Ucraina, hanno smesso di andare in classe. Ed è la terza stagione di fila dopo le prime due di Covid e didattica a distanza. Ci sono 2.619 istituti scolastici danneggiati, nel Paese, 406 interamente distrutti. Per gli alunni dell’Ucraina orientale l’istruzione è interrotta da nove anni. Migliaia non hanno ricevuto vaccini per essere protetti da polio, morbillo, difterite.

Nell’ultimo anno le bambine, i bambini e i ragazzi ucraini sono stati costretti a nascondersi sottoterra per 38 giorni, lo hanno fatto ogni volta che una delle 16.207 sirene ha suonato per segnalare attacchi aerei o missilistici. Si sono ormai abituati al gioco del rifugio. Racconta Svitlana, maestra di un asilo di Dnipro: “Ci vogliono tre minuti perché i bambini si preparino a scendere. Sono duecento in tutta la scuola. Il seminterrato del nostro istituto ora è attrezzato per poter disegnare, giocare, ballare. Ogni alunno ha un banco con uno zaino d’emergenza pieno di acqua, snack, vestiti caldi e giocattoli. Ai bambini piace raggungere il seminterrato: ‘Quand'è la prossima volta che andremo nella grotta?’, mi dicono. È così che la chiamano".

I minori hanno bisogno che questa guerra finisca, “e hanno bisogno di una pace duratura per riprendersi l’infanzia”, ha detto Catherine Russell, direttrice Unicef. Dall'inizio del conflitto, in Ucraina, sono stati uccisi 438 bambini e 851 sono stati feriti.

Servono 1,1 miliardi di dollari per rispondere ai bisogni immediati e di più lungo periodo di 9,4 milioni di persone. Ci sono duecento onlus italiane, o con sedi italiane, che lavorano in Ucraina o per l’Ucraina da lontano. L’architetto Mario Cucinella, per dire, ha progettato vicino a Kiev un nuovo “peace village” fatto di sala da pranzo-cucina, dormitorio e sala giochi. Ospita chi è rimasto senza casa.