Wang a Mosca incontra Putin: "Aperto al dialogo"
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - "Quanto più complicata è la situazione, tanto meno possiamo rinunciare agli sforzi per la pace. Speriamo che tutte le parti superino le difficoltà e trovino una modalità efficace per una soluzione politica. La Cina apprezza la volontà di Mosca di risolvere la questione ucraina con il dialogo e il negoziato e Pechino è pronta ad avere un ruolo costruttivo, mantenendo sempre una posizione obiettiva ed equa". Che stia in questa mezza riga - la disponibilità russa a risolvere la crisi con il negoziato - l'aver strappato qualche concessione sulla propria proposta?
Una lettura, questa, che è almeno quella che sperano - pur tra molto scetticismo - le cancellerie occidentali: che Pechino svolga un ruolo più incisivo in questa crisi. "Mosca accoglie con favore l'iniziativa della Cina di svolgere un ruolo significativo nella risoluzione della crisi ucraina", risponde il Cremlino. Anche se nega …
PECHINO - "Quanto più complicata è la situazione, tanto meno possiamo rinunciare agli sforzi per la pace. Speriamo che tutte le parti superino le difficoltà e trovino una modalità efficace per una soluzione politica. La Cina apprezza la volontà di Mosca di risolvere la questione ucraina con il dialogo e il negoziato e Pechino è pronta ad avere un ruolo costruttivo, mantenendo sempre una posizione obiettiva ed equa". Che stia in questa mezza riga - la disponibilità russa a risolvere la crisi con il negoziato - l'aver strappato qualche concessione sulla propria proposta?
Una lettura, questa, che è almeno quella che sperano - pur tra molto scetticismo - le cancellerie occidentali: che Pechino svolga un ruolo più incisivo in questa crisi. "Mosca accoglie con favore l'iniziativa della Cina di svolgere un ruolo significativo nella risoluzione della crisi ucraina", risponde il Cremlino. Anche se nega ci sia un "piano separato di pace: ci hanno esposto la loro visione per una soluzione politica". Più che un vero e proprio "piano di pace" quello che presenterà Pechino sarà un documento in cui ribadirà le sue posizioni: al di là di come lo si voglia chiamare la vera novità è l'aver affrontato ieri più direttamente il tema con i russi.
La visita del capo della diplomazia cinese Wang Yi a Mosca, a un anno dall'invasione ucraina ordinata da Putin, dimostra che la Cina non ha intenzione di abbandonare il suo "solido" partner, nonostante gli sforzi di Pechino per limitare i danni causati da una guerra "prolungata" che nemmeno i cinesi vogliono.
Qualche punto chiave si scorge: cessate il fuoco e stop alla fornitura di armi, no all'uso dell'atomica e di armi chimiche, protezione delle strutture nucleari, rispetto dell'integrità territoriale di tutti i Paesi (il concetto che più sta a cuore agli ucraini). Ma anche "le legittime preoccupazioni di sicurezza di tutti gli Stati" care a Mosca, quella "sicurezza indivisibile" che è l'architrave dell'Iniziativa di Sicurezza Globale che Pechino propone al mondo per plasmare un ordine alternativo.
"Mio caro amico, sono pronto a scambiare opinioni con te su questioni di reciproco interesse e non vedo l'ora di raggiungere nuovi accordi. Non importa come cambi la situazione internazionale, la Cina rimane impegnata a rafforzare ed approfondire le relazioni con Mosca". Si è aperto così, tra strette di mano e grandi sorrisi, l'incontro tra Wang Yi e il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov. Stesso copione qualche ora più tardi quando al Cremlino l'inviato di Xi Jinping ha incontrato Vladimir Putin. "Le nostre relazioni non possono essere influenzate da altri Paesi", dice Wang. La cooperazione tra Russia e Cina è "molto importante per stabilizzare la situazione internazionale", gli risponde il leader russo. "Le crisi influenzano le relazioni, ma le crisi possono essere opportunità", avverte il diplomatico cinese. Ed è proprio quello che spera Xi in questo slancio negoziale.
Il leader ha molti calcoli da fare. La guerra russa ha ricadute economiche negative per la Cina. Deve mantenere un rapporto con i partner commerciali europei cercando di proporsi come potenza responsabile, ma senza alienarsi la Russia, partner strategico dal punto di vista politico. Gli fa comodo una Russia meno forte ma non se ne fa niente di un Putin schiacciato completamente: si aprirebbe uno scenario da incubo alle porte di casa. Xi ha anche un pubblico ben preciso in mente: convincere il Sud globale, dove la presenza cinese avanza, che sono gli Stati Uniti a portare instabilità. "E se la minaccia di armare la Russia mettesse la Cina in condizione di influenzare l'esito della guerra? Questo potrebbe spaventare alcuni governi e indurli a trovare un accordo di pace prima che le cose si mettano male per l'Ucraina", scrive Anna Ashton, di Eurasia. Dunque, quale pace ha in mente Pechino?