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Ecco di che cosa si discute nei negoziati segreti in corso a Ginevra

Il ministro degli Esteri svizzero, Ignazio Cassis (ansa)
Dietro l'enigmatico annuncio del ministro degli Esteri svizzero Cassis, c'è il riferimento al lavoro del Centre for Humanitarian Dialogue specializzato in mediazioni nei conflitti. In discussione la possibilità di accordi su questioni limitate, come il rischio di contaminazione nucleare, mentre si prepara il terreno per intese più ampie
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PARIGI - Sono in corso “colloqui segreti” a Ginevra per lavorare sugli aspetti più tecnici di un ipotetico accordo di pace tra Ucraina e Russia, quando la strada di negoziati ufficiali potrà riprendere. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri di Berna, Ignazio Cassis. "Offriamo sempre i nostri servizi - ha spiegato - tuttavia, la questione è quale approccio adotteranno Russia e Ucraina". I negoziati tra russi e ucraini, ha spiegato il ministro svizzero, si tengono "non al livello più alto” e in condizione di "massima discrezione". Cassis, parlando al quotidiano Le Temps, non ha indicato chi stia partecipando ai colloqui. 

Si sa invece che dietro questa fase delicata di scambi informali c’è anche il Centre for Humanitarian Dialogue (Hd) di Ginevra, già protagonista di trattative ufficiose in diversi scenari di crisi internazionali. L'organizzazione ginevri…

PARIGI - Sono in corso “colloqui segreti” a Ginevra per lavorare sugli aspetti più tecnici di un ipotetico accordo di pace tra Ucraina e Russia, quando la strada di negoziati ufficiali potrà riprendere. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri di Berna, Ignazio Cassis. "Offriamo sempre i nostri servizi - ha spiegato - tuttavia, la questione è quale approccio adotteranno Russia e Ucraina". I negoziati tra russi e ucraini, ha spiegato il ministro svizzero, si tengono "non al livello più alto” e in condizione di "massima discrezione". Cassis, parlando al quotidiano Le Temps, non ha indicato chi stia partecipando ai colloqui. 

Si sa invece che dietro questa fase delicata di scambi informali c’è anche il Centre for Humanitarian Dialogue (Hd) di Ginevra, già protagonista di trattative ufficiose in diversi scenari di crisi internazionali. L'organizzazione ginevrina aveva già partecipato alle complesse trattative per sbloccare le esportazioni di grano ucraino attraverso il Mar Nero, raro esempio di mediazione tra russi e ucraini da quando è cominciata l'aggressione militare di Mosca contro Kiev. Gli specialisti del centro svizzero hanno approfondito gli aspetti più tecnici dell'accordo sul grano di luglio, includendo ad esempio l'export di ammoniaca russa, ingrediente chiave per la produzione di fertilizzanti

In passato, il Centre for Humanitarian Dialogue ha già partecipato ai lavori di mediazione per ottenere nel 2020 un cessate il fuoco in Libia e il trattato di pace tra Etiopia e Tigray, firmato lo scorso novembre. “La Confederazione ci offre una serie di privilegi e immunità che permettono di operare con discrezione e di lavorare con attori che normalmente non possono viaggiare” ha spiegato qualche settimana fa il direttore di Hd, David Harland. Sulle possibilità di un accordo di pace vero e proprio lo stesso Harland è prudente. “Esistono diverse possibilità di accordo su questioni limitate, tra cui il rischio di contaminazione nucleare” spiega il direttore di Hd secondo cui i negoziati in corso prendono in esame diverse ipotesi. “È molto importante esplorare le varie opzioni e riconoscere cosa comporterà ciascuna di esse quando saremo vicini a una conclusione negoziale”. Harland rivela inoltre che, nonostante Mosca abbia espresso di recente dubbi sulla neutralità elvetica, "i russi continuano a venire in Svizzera, per condurre una visibile o - in qualche caso - molto meno visibile azione diplomatica". In un momento in cui non appare nessuno spiraglio diplomatico ufficiale per la fine del conflitto, lo stesso ministro degli Esteri svizzero, dopo aver rivelato le discussioni segrete, ha invitato alla prudenza: “La costruzione della pace è un'impresa complessa che richiederà molta diplomazia. Ma - ha concluso Cassis - ci arriveremo, anche se al momento non è visibile a breve termine".