Mosca cancella la sovranità moldava e accusa: "Kiev prepara provocazione armata in Transnistria". Sale la tensione anche in Georgia
dal nostro inviato Paolo Brera e dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni , dal nostro inviato Paolo Brera e dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniKIEV-BERLINO - Vladimir Putin ha stracciato un decreto del 2012 precipitando mezza Europa nell'angoscia. Regolava, tra l'altro, i rapporti con i vecchi ex satelliti dell'Unione sovietica, quelli più minacciati dagli appetiti imperialisti del Cremlino. E la piccola Moldavia, con la sua testa rivolta verso l'Europa, si sente sempre più sotto assedio. Tanto più dopo l'ultima indiscrezione su un possibile assalto russo all'aeroporto di Chisinau e le voci su sanguinosi putsch orditi dal Cremlino che non si placano. Nel decreto si riconosceva la sovranità della Moldavia nella ricerca di una "soluzione pacifica" per la Transnistria, la regione a ovest del Nistro illegalmente occupata da truppe russe da 30 anni.
In vista dell'anniversario di domani di un anno di invasione dell'Ucraina aumentano i timori che il Cremlino possa annunciare qualcosa di clamoroso. Una fonte moldava ragiona sul fatto che "in manca…
KIEV-BERLINO - Vladimir Putin ha stracciato un decreto del 2012 precipitando mezza Europa nell'angoscia. Regolava, tra l'altro, i rapporti con i vecchi ex satelliti dell'Unione sovietica, quelli più minacciati dagli appetiti imperialisti del Cremlino. E la piccola Moldavia, con la sua testa rivolta verso l'Europa, si sente sempre più sotto assedio. Tanto più dopo l'ultima indiscrezione su un possibile assalto russo all'aeroporto di Chisinau e le voci su sanguinosi putsch orditi dal Cremlino che non si placano. Nel decreto si riconosceva la sovranità della Moldavia nella ricerca di una "soluzione pacifica" per la Transnistria, la regione a ovest del Nistro illegalmente occupata da truppe russe da 30 anni.
In vista dell'anniversario di domani di un anno di invasione dell'Ucraina aumentano i timori che il Cremlino possa annunciare qualcosa di clamoroso. Una fonte moldava ragiona sul fatto che "in mancanza di successi militari, forse Putin sarà tentato da riconoscere l'Ossezia del sud e Abkhazia, le regioni della Georgia occupate dalla Russia dal 2008, e la Transnistria, che neanche Mosca aveva finora mai riconosciuto ufficialmente".
Ma Daniel Voda, il portavoce del neo premier Dorin Recean, getta acqua sul fuoco. A Repubblica, pur ammettendo che "la situazione resta seria" ricorda che "anche il 9 maggio scorso o martedì ci aspettavamo disastrosi annunci da Mosca: non è successo. Quanto al decreto: per ora non ci preoccupiamo. Aspettiamo quello nuovo e lo leggeremo con attenzione. Per ora non abbiamo visto movimenti inusuali di truppe in Transnistria o al confine". Galia Saijn, deputata di "Azione e solidarietà", il partito di governo, ci ricorda al telefono che "Putin non ha mai rispettato gli accordi scritti. Pensate all'intesa di Istanbul del 1999 con cui Mosca si era impegnata a ritirare le truppe dalla Transnistria: carta straccia. Insomma, un decreto cancellato in più o in meno non mi sembra importante". Ma l'allerta, ammettono entrambi, resta alta.
E non è l'unico elemento di preoccupazione: russi e filorussi della Transnistria lanciano accuse simmetriche su siti e social, ribaltano la versione occidentale e sostengono siano gli ucraini a preparare "provocazioni" per gettare benzina sul fuoco. Osservano diffidenti i rapporti tra il presidente Zelensky e la presidente Sandu, con la promessa di "aiutare la Moldavia in caso di aggressione militare". Bollano come "bugia" la versione di Zelensky secondo cui i russi vogliano l'aeroporto di Chisinau perché "hanno già una buona pista di atterraggio a Tiraspol", in Transnistria, e la presidente Sandu avrebbe avallato la tesi "per alzare l'allarme".
"Kiev sta preparando una provocazione armata contro la Transnistria", ha affermato oggi il ministero della Difesa russo su Telegram, citato da Ria Novosti. "Secondo le informazioni disponibili, nel prossimo futuro il regime di Kiev sta preparando una provocazione armata contro la Repubblica Moldava transnistriana che sarà condotta dalle Forze Armate ucraine, anche con il coinvolgimento della formazione Azov", ha dichiarato il ministero. "Come pretesto per l'invasione, Kiev ha in programma di organizzare una offensiva dal territorio della Transnistria. I sabotatori indosseranno uniformi militari russe", ha detto il dipartimento.
Fantapolitica? Probabile, ma quando volano accuse incrociate è un gioco di cerini su un pagliaio. Per i filorussi è la gigantesca polveriera di Kolbasna, uno dei più grandi depositi di armi e munizioni di tutta Europa, l'obiettivo concreto per Kiev a corto di munizioni - come lo è la Wagner sull'altro fronte - da sparare a Bakhmut e dintorni, dove si tira al nemico anche di notte. Senza sosta, una carneficina di cui ieri il capo della Wagner, Prigozhin, ha diffuso un'immagine terrificante.
"Circolano molte voci secondo cui le forze armate ucraine stanno rafforzando la presenza nel nord della regione di Odessa - scrive il canale news filorusso Legittimo, il cui editore è rifugiato a Tiraspol - sono stati notati movimenti di blindati, mezzi da ricognizione e l'aumento del contingente della difesa territoriale". Mosse compatibili con una frontiera calda, ma l'ex colonnello dei servizi russi ed ex capo militare dei separatisti di Donetsk, Igor Strelkov, è sicuro che "basterà che la Moldavia venda ufficialmente all'Ucraina una parte delle munizioni stoccate e l'Ucraina avrà il diritto di andare a ritirare l'acquisto. Sono solo 2,3 km. E lo prenderanno, il contingente russo è solo decorativo; anche se resiste, non durerà a lungo", scrive. E l'ucraino New Voice ricorda che anche il capo dei Servizi, Kyrylo Budanov assicura che "l'Ucraina è pronta ad aiutare la Moldavia a sbarazzarsi degli occupanti".