Una Norimberga per Putin è possibile?
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni , dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO - Quanto è realistico che i generali russi e gli aguzzini che stanno decimando gli ucraini finiscano un giorno sul banco degli imputati? E si può istituire una Norimberga per Putin? Il paragone è improprio - e non solo perché quella fu una corte istituita dalle potenze vincitrici contro la Germania nazista sconfitta. Ma anche per i vincoli legali e diplomatici che imbrigliano ancora le corti internazionali. Qualche spiraglio, però, c'è.
La Corte penale internazionale (Cpi) sta già indagando i russi per crimini contro l'umanità, crimini di guerra e genocidio. Certo, come ci ha spiegato Oleksandra Matviichuk, direttrice del Centro per le libertà civili che ha vinto il Nobel per la Pace 2022: "Bisogna creare un Tribunale speciale dell'Aggressione". Una corte che condanni l'intera leadership russa per l'attacco militare all'Ucraina. Ma per istituirlo all'Aja bisognerebbe inc…
BERLINO - Quanto è realistico che i generali russi e gli aguzzini che stanno decimando gli ucraini finiscano un giorno sul banco degli imputati? E si può istituire una Norimberga per Putin? Il paragone è improprio - e non solo perché quella fu una corte istituita dalle potenze vincitrici contro la Germania nazista sconfitta. Ma anche per i vincoli legali e diplomatici che imbrigliano ancora le corti internazionali. Qualche spiraglio, però, c'è.
La Corte penale internazionale (Cpi) sta già indagando i russi per crimini contro l'umanità, crimini di guerra e genocidio. Certo, come ci ha spiegato Oleksandra Matviichuk, direttrice del Centro per le libertà civili che ha vinto il Nobel per la Pace 2022: "Bisogna creare un Tribunale speciale dell'Aggressione". Una corte che condanni l'intera leadership russa per l'attacco militare all'Ucraina. Ma per istituirlo all'Aja bisognerebbe incassare l'ok del Consiglio di sicurezza dell'Onu, superando il veto russo.
O cambiare la procedura per l'accusa di "aggressione". Attualmente si lavora quindi a due soluzioni: un Tribunale speciale per l'Aggressione "ad hoc", avviato con un accordo tra l'Ucraina e l'Onu. Per bypassare il veto russo al Consiglio, si potrebbe delegare la decisione ai due terzi dell'assemblea Onu. Non facile, politicamente. La seconda ipotesi, sulla falsariga di quanto avvenuto già in Cambogia o Kosovo, è un Tribunale ibrido, una Corte ucraina con elementi di internazionalità come dei giudici stranieri.
Nel frattempo ci sono anche singoli Paesi che hanno adottato il diritto internazionale e puniscono i criminali di guerra o i genocidi. E un modello è la Germania, che è già stata molto efficiente nella persecuzione dei terroristi Isis o degli aguzzini del regime siriano. E che sta indagando sui crimini russi. Come la Polonia. O la Lettonia.
Come ci rivela una delle massime esperte di diritto internazionale, Chantal Meloni, che è anche avvocato dell'Ecchr, lo studio di avvocati che ha un ruolo fondamentale nei processi tedeschi: "L'Italia aveva avviato sotto il governo Draghi un percorso di adeguamento al diritto internazionale. È importante che venga completato. Anche l'Italia può avere un ruolo nella ricerca della giustizia in Ucraina. Ma deve fare in fretta".