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Un anno di guerra tra Ucraina e Russia: il Cremlino e la lezione finlandese

Putin a colloquio con il suo ministro della Difesa, Sergei Shoigu, e Valery Gerasimov (reuters)
In Ucraina il generale Gerasimov sta ripetendo la stessa strategia usata nel 1940 da Timoshenko e Zhukov: rispondere alla qualità delle forze ucraine con la quantità. Una guerra di logoramento che può rivelarsi un azzardo, ma che resta l’unica partita possibile per il Cremlino
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“Negli attacchi frontali nessun nemico può sperare di paragonarsi a noi. Con una serie di assalti diretti lo obbligheremo a grondare sangue; in altre parole a perdere qualcosa che ha meno di noi. Ovviamente, avremo anche noi perdite enormi: in guerra però non bisogna calcolare i propri caduti ma quelli del nemico”. Sono le prime parole pronunciate dal maresciallo Timoshenko quando nel gennaio 1940 prese la guida dell’esercito sovietico sconfitto in Finlandia. Anche allora, l’Armata Rossa era stata clamorosamente battuta da un avversario molto più piccolo, che aveva combattuto con determinazione e con tattiche moderne. Davanti alla disfatta Stalin rimpiazzò i comandanti con Timoshenko e Zhukov, che prepararono rapidamente la riscossa. Pur essendo ufficiali brillanti che avevano sperimentato operazioni innovative contro i giapponesi in Mongolia, entrambi puntarono sull’antica forza della Russia: la massa. Un numero di uomini e me…

“Negli attacchi frontali nessun nemico può sperare di paragonarsi a noi. Con una serie di assalti diretti lo obbligheremo a grondare sangue; in altre parole a perdere qualcosa che ha meno di noi. Ovviamente, avremo anche noi perdite enormi: in guerra però non bisogna calcolare i propri caduti ma quelli del nemico”. Sono le prime parole pronunciate dal maresciallo Timoshenko quando nel gennaio 1940 prese la guida dell’esercito sovietico sconfitto in Finlandia. Anche allora, l’Armata Rossa era stata clamorosamente battuta da un avversario molto più piccolo, che aveva combattuto con determinazione e con tattiche moderne. Davanti alla disfatta Stalin rimpiazzò i comandanti con Timoshenko e Zhukov, che prepararono rapidamente la riscossa. Pur essendo ufficiali brillanti che avevano sperimentato operazioni innovative contro i giapponesi in Mongolia, entrambi puntarono sull’antica forza della Russia: la massa. Un numero di uomini e mezzi praticamente illimitato, sostenuti da un popolo abituato ai sacrifici.

In Ucraina il Cremlino sta ripetendo la stessa strategia. Risponde alla qualità delle forze ucraine con la quantità, scaraventando sul fronte una pioggia di cannonate, ondate di fanti e colonne di veicoli corazzati. Tira fuori dai depositi riserve enormi di tank e munizioni; mobilita le sue industrie per produrre giorno e notte altri armamenti. Sono gli elementi della guerra di logoramento, che Putin dichiara di volere portare avanti fino alla distruzione delle risorse di Kiev. Una scommessa che può rivelarsi un azzardo, che però resta l’unica partita possibile per il Cremlino.

Attenzione. Come in Finlandia nel 1940, Timoshenko e Zhukov non si limitarono a travolgere la resistenza con orde di baionette e semoventi: fecero tesoro degli errori dell’assalto iniziale, elaborando nuovi metodi di lotta e la riorganizzazione dei reparti, migliorando l’addestramento e l’equipaggiamento delle truppe. Quello che oggi il generale Gerasimov tenta di fare, tenendo lontano i depositi dalla portata dei razzi Himars e inventando lente manovre a tenaglia per logorare la resistenza ucraina. Helsinki fu lasciata sola e costretta a capitolare ai sovietici. Kiev invece sta contando sui rifornimenti di armi dall’Occidente, tali finora da compensare la spinta russa. Ed è da questa risorsa che dipende la sopravvivenza dell’Ucraina.