Vivek Ramaswamy, il miliardario anti-"Woke", annuncia la sua candidatura alle presidenziali Usa 2024
di Anna Lombardi , di Anna LombardiE tre. Dopo l'ex presidente Donald Trump e l'ex ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite Nikki Haley un nuovo candidato annuncia la sua discesa in campo, pronto a correre quelle primarie repubblicane che già si prospettano più affollate che mai. Martedì è toccato infatti a Vivek Ramaswamy annunciare la sua sfida elettorale, con un'apparizione nel programma condotto dall'ultraconservatore Tucker Carlson sulla rete Fox News e un video dove ha chiarito fin da subito quale sarà il leitmotiv della sua campagna: il rilancio di valori conservatori soffocati da quello che lui definisce "un nuovo secolarismo". "Siamo nel pieno di una crisi di identità nazionale" sostiene infatti all'inizio del suo videomessaggio, lungo tre minuti e mezzo. "La fede, il patriottismo e la cultura del lavorare duro sono scomparsi. Sostituiti da nuove ideologie secolari come il Covidismo, il climatismo e l'ideologia di …
E tre. Dopo l'ex presidente Donald Trump e l'ex ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite Nikki Haley un nuovo candidato annuncia la sua discesa in campo, pronto a correre quelle primarie repubblicane che già si prospettano più affollate che mai. Martedì è toccato infatti a Vivek Ramaswamy annunciare la sua sfida elettorale, con un'apparizione nel programma condotto dall'ultraconservatore Tucker Carlson sulla rete Fox News e un video dove ha chiarito fin da subito quale sarà il leitmotiv della sua campagna: il rilancio di valori conservatori soffocati da quello che lui definisce "un nuovo secolarismo". "Siamo nel pieno di una crisi di identità nazionale" sostiene infatti all'inizio del suo videomessaggio, lungo tre minuti e mezzo. "La fede, il patriottismo e la cultura del lavorare duro sono scomparsi. Sostituiti da nuove ideologie secolari come il Covidismo, il climatismo e l'ideologia di genere".
Chi è Vivek Ramaswamy
Nato a Cincinnati, Ohio, classe 1985, origini indiane (i suoi genitori sono nati entrambe in Kerala e sono approdati in America come "cervelli in fuga": papà ingegnere, mamma psichiatra), è autore di due saggi di successo contro il politicamente corretto e quella "teoria critica della razza" che è poi la rilettura del passato basata sull'idea che il razzismo è stata la caratteristica endemica della storia americana). Geriatra, è l'ex fondatore di una società di biotecnologia chiamata Roivant Sciences, attività successivamente ceduta nel 2021 per dedicarsi agli hedge fund. Nel frattempo Ramaswamy si è fatto un nome nei circoli conservatori opponendosi agli sforzi delle aziende per promuovere cause politiche, sociali e ambientali. Attaccando nello specifico gli investimenti nel cosiddetto Esg: acronimo che sta per Environmental (ambiente), Social (valori aziendali) e Governance (l'agire con trasparenza e accuratezza), criteri ormai sempre più diffusi per stabilire la quantità di rischio di un'azienda per gli investitori che non vogliono basarsi unicamente sul rendimento economico di una società, ma anche su valori che porta avanti e gli effetti sociali a lungo termine delle loro scelte e dei loro prodotti.
Critico della "wokeness"
Non basta: Ramaswamy, un patrimonio valutato 6 miliardi di dollari, si è già da tempo imposto come uno dei più riconosciuti critici della "wokeness": sostantivo che sta letteralmente per "non abbassare la guardia", "stare all'erta", entrato nel vocabolario politico americano nel 2017 come parola d'ordine del movimento antirazzista Black Lives Matter a indicare una sorta di stato di "consapevolezza" di fronte a problemi sociali come il razzismo e le disuguaglianze. Per Ramaswamy, le cose stanno diversamente: per lui il capitalismo americano - e con quello la teoria dell'eccezionalismo che permetterebbe a tutti di partire dal nulla - è semmai l'antidoto al sistema delle caste in India, perché offre opportunità economiche a chiunque (un'idea in realtà molto contestata dalle minoranze e da chi ritiene quella americana una società profondamente classista).
Contro il vittimismo (anche di Trump)
D'altronde, non è solo contro la "wokeness" che si scaglia l'aspirante presidente. Col suo più recente saggio Nation of Victims se la prende anche con quello che definisce "vittimismo contemporaneo": secondo lui radicato nel conservatorismo del profondo sud degli Stati Uniti, per intenderci negli ex Stati schiavisti, nostalgici di tempi migliori. E poi confluito nel vittimismo trumpiano, che imputa sempre agli altri i motivi del proprio insuccesso (vedi sconfitta elettorale del 2020), considerato in un certo senso anche la morte della meritocrazia.
Per carità: difficilmente una figura come la sua riuscirà a imporsi nelle certamente affollate primarie dove ci si aspetta la discesa in campo di figure come l'attuale governatore della Florida Ron DeSantis, dato per favorito, e l'ex vicepresidente Mike Pence, già in polemica coi suoi colleghi di partito (ha appena attaccato DeSantis per le sue posizioni intransigenti sulla Disney, dicendo che vanno al di là del necessario impegno legislativo conservatore). Di sicuro, il palcoscenico globale delle primarie potrà però dare un nuovo seguito al pensiero di Ramaswamy, tanto più fra quella base che ha sostenuto Trump in passato ma non lo rivoterebbe, non si riconosce nell'anima istituzionale del Partito dell'Elefante ed è caccia di nuove idee. A meno di non seguire la triste parabola dall'outsider democratico Andrew Yang, l'imprenditore di origine asiatica delle tecnologie digitali, che due anni fa suscitò grande entusiasmo fra i giovani e ottenne pochissimi voti alle urne. Ora ha fondato un partito terzo: che difficilmente smuoverà le acque del solido bipartitismo americano.