Macron sogna la pace in Ucraina (e magari il Nobel)
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - Difendere la strada della pace. È il ruolo che Emmanuel Macron si è scelto dall'inizio dell'aggressione russa in Ucraina. Il presidente francese lo ha fatto tra molte ambiguità e contraddizioni, con qualche passo falso e cambio di strategia in corsa ma senza rinunciare a una linea diplomatica che, in fondo, segue una tradizione gollista. Per Macron è diventata una sorta di ossessione personale che, sostengono alcuni macronisti, nasconde un sogno segreto: vincere il Nobel come altri leader politici che in passato sono stati protagonisti della firma di storici armistizi.
"Non schiantare la Russia"
“Macron è cambiato”, ha detto Volodymyr Zelensky arrivando a Parigi. Dopo aver invano cercato di mantenere un canale aperto con Vladimir Putin, ora Macron usa parole più definitive nel sostegno al leader ucraino “fino alla vittoria” e si è guadagnato credibilità sblocc…
PARIGI - Difendere la strada della pace. È il ruolo che Emmanuel Macron si è scelto dall'inizio dell'aggressione russa in Ucraina. Il presidente francese lo ha fatto tra molte ambiguità e contraddizioni, con qualche passo falso e cambio di strategia in corsa ma senza rinunciare a una linea diplomatica che, in fondo, segue una tradizione gollista. Per Macron è diventata una sorta di ossessione personale che, sostengono alcuni macronisti, nasconde un sogno segreto: vincere il Nobel come altri leader politici che in passato sono stati protagonisti della firma di storici armistizi.
"Non schiantare la Russia"
“Macron è cambiato”, ha detto Volodymyr Zelensky arrivando a Parigi. Dopo aver invano cercato di mantenere un canale aperto con Vladimir Putin, ora Macron usa parole più definitive nel sostegno al leader ucraino “fino alla vittoria” e si è guadagnato credibilità sbloccando l'invio di armamenti. Il presidente ucraino non aveva apprezzato le dichiarazioni del leader francese a proposito della necessità di “non umiliare la Russia” e a proposito della sua insistenza per una soluzione diplomatica con Putin ha commentato con Repubblica: “Perde il suo tempo”. Eppure anche durante l'incontro a Parigi Macron, accompagnato da Olaf Scholz, ha promosso l'idea del piano di pace in 10 punti presentato da Zelensky. E poco importa se per Kiev oggi la priorità è l'invio di armi, tank e jet in vista della nuova offensiva russa. "Voglio che la Russia sia sconfitta in Ucraina e voglio che l'Ucraina sia in grado di difendere la sua posizione”, ha commentato il leader francese qualche giorno fa, tornato dalla conferenza di Monaco. Subito dopo, però, Macron ha aggiunto: “Non penso, come fanno alcune persone, che dobbiamo mirare a una sconfitta totale della Russia, attaccando la Russia sul suo stesso territorio". "Costoro - ha insistito - vogliono soprattutto schiantare la Russia. Non è mai stata la posizione della Francia e non lo sarà mai".
La sponda del Vaticano
Già in ottobre, partecipando alla conferenza interreligiosa organizzata dalla comunità di Sant’Egidio, era uscito dal coro, dichiarando: “La pace è possibile”. In Vaticano aveva poi chiesto a Papa Francesco di intercedere con Putin, attraverso il patriarca ortodosso russo Kirill. Ma anche di fare pressioni sul presidente americano Joe Biden affinché gli Usa si “siedano intorno al tavolo per favorire la pace in Ucraina”. Macron continua a volersi distinguere nel fronte occidentale, ribadendo la necessità di raggiungere una "pace" negoziata "attorno a un tavolo" con "il nemico di oggi". Succederà, precisa sempre, solo "quando il popolo ucraino e i suoi leader lo decideranno, nei termini da loro stabiliti”.
Difendere la pace, ha spiegato Macron, non significa essere neutrali. "Oggi c'è un popolo aggredito, un popolo attaccato. E dall'altra parte ci sono dei dirigenti che hanno deciso di attaccare, assaltare invadere ed umiliare”, aveva ricordato nel suo discorso a Roma. “Quindi rimanere a margine di tutto questo pensando che bisogna rimanere neutrali vorrebbe dire accettare un ordine internazionale dove vige la legge del più forte che diverrebbe la legge di tutti e dove il dominio e lo stato di fatto potrebbero sostituire i nostri diritti. Questo non lo condivido", ha concluso. In patria il leader francese può ancora contare su un forte sostegno all’Ucraina. Un anno dopo l’inizio del conflitto, i francesi restano favorevoli alla fornitura di armi al governo di Kiev: 56% secondo un sondaggio Ipsos. I sostenitori più convinti sono gli elettori di Macron (77% degli intervistati). Seguono da vicino i Verdi (76%) e i socialisti (70%). Fanalino di coda gli elettori di Marine Le Pen: solo 42%.