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Oslo, arrestato per rissa il disertore della Wagner Andrey Medvedev

Il primo incontro tra Medvedev (a sinistra) e Vladimir Osechkin, della Ong Gulagu, che l'ha aiutato a fuggire in Norvegia (ansa) 
È la seconda volta che l'ex mercenario rifugiatosi in Norvegia viene fermato. Questa volta, ubriaco, ha colpito l'avventore di un bar e poi un poliziotto. È già stato rilasciato
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Ha preso a pugni l'avventore di un bar nel centro di Oslo e subito dopo anche uno dei poliziotti intervenuti per fermarlo. Sì, Andrey Medvedev, colpisce ancora. Ex comandante del gruppo mercenario russo Wagner, 26 anni, era penetrato in Norvegia lo scorso 13 gennaio dopo una rocambolesca fuga dalla Russia. E qui aveva fatto immediata richiesta d'asilo, promettendo di rivelare particolari sugli orribili crimini di cui è accusato il suo ex battaglione.

Intervistato da Repubblica il 5 febbraio nel corso di un lungo incontro nella capitale norvegese, ci aveva raccontato di essersi arruolato nel gruppo paramilitare finanziato da Yevgeny…

Ha preso a pugni l'avventore di un bar nel centro di Oslo e subito dopo anche uno dei poliziotti intervenuti per fermarlo. Sì, Andrey Medvedev, colpisce ancora. Ex comandante del gruppo mercenario russo Wagner, 26 anni, era penetrato in Norvegia lo scorso 13 gennaio dopo una rocambolesca fuga dalla Russia. E qui aveva fatto immediata richiesta d'asilo, promettendo di rivelare particolari sugli orribili crimini di cui è accusato il suo ex battaglione.

Intervistato da Repubblica il 5 febbraio nel corso di un lungo incontro nella capitale norvegese, ci aveva raccontato di essersi arruolato nel gruppo paramilitare finanziato da Yevgeny Viktorovich Prigozhin, - l'oligarca cosiddetto "cuoco di Putin" in virtù delle sue attività nel mondo della ristorazione - perché "uno come me, cresciuto in un orfanatrofio ed ex carcerato, sarebbe stato precettato a forza lo stesso. E almeno quelli pagavano meglio". Ma di essere poi fuggito con l'aiuto degli attivisti della ong russa Gulagu.net dopo aver capito "che eravamo considerati alla stregua di carne da macello", sottoposti alle angherie di uno squadrone punitivo "formato da ex Kgb" ed essersi accorto che "il mio contratto di quattro mesi era stato rinnovato senza consenso".

Sottostare alle rigide regole del Paese che lo ha accolto, è però stato per lui difficile fin dall'inizio: il 23 gennaio era stato infatti arrestato per aver "violato le regole sull'immigrazione". All'epoca il suo avvocato Brynjulf Risnes aveva spiegato che Medvedev "trova difficile conformarsi alle tante misure di sicurezza che gli sono state imposte". Il nuovo episodio, avvenuto invece all'alba del 22 febbraio, sempre secondo l'avvocato Risnes è stato frutto di "una incomprensione linguistica avvenuta dopo aver consumato molto alcol". Aggiungendo che il suo cliente, che appunto parla unicamente russo, "al momento dell'arresto non capiva cosa stesse accadendo". Eppure, ha reagito violentemente pure nei confronti dei poliziotti. Prendendone a pugni uno, mentre diversi uomini cercavano di farlo scendere dall'auto della polizia per portarlo in commissariato.

Della sua tempra "nervosa", eravamo d'altronde stati testimoni anche noi: "Lo hanno accolto, lo proteggono, sanno che la sua testimonianza è importante. Ma lo monitorano costantemente. Costretto a indossare un gps che ne controlla i movimenti e perfino il sonno, deve rispondere alle autorità e pure ai medici che vegliano sulla sua salute mentale. Si sente soffocato. Non lo sopporta", ci aveva raccontato allora Vladimir Osechkin, fondatore di Gulagu, presente durante l'intera intervista. Raccontandoci a margine che pure per chi cerca di aiutarlo il rapporto con Medvedev è problematico: "Sospetta di tutti, pure di chi gli sta dando una mano. Ha già revocato il suo avvocato più volte salvo poi richiamarlo. Ha fatto scenate terribili anche a me, accusandomi di occuparmi di lui per mero interesse". Avrebbe bisogno, insomma, di cure particolari. "Per gestire tanta aggressività assimilata, persone come lui avrebbero bisogno di un aiuto speciale. Bisognerebbe creare un organismo internazionale per curarli: perché è certo, ne arriveranno altri", aveva allargato le braccia Osechkin, scoraggiato.

Nel frattempo, e grazie alla cura del suo avvocato e all'attenzione da parte della Corte Penale Internazionale verso la sua potenziale testimonianza, Medvedev è stato nuovamente rilasciato. Fino alla prossima intemperanza...