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La Nigeria vota per scegliere il nuovo presidente. Occhi puntati sull'outsider laburista Obi

Peter Obi (afp)
Urne aperte nella più grande democrazia africana per le seste elezioni presidenziali dalla fine della dittatura militare tra crisi economica e minacce per la sicurezza. La sfida dell'imprenditore Peter Obi al "vecchio sistema" galvanizza i più giovani
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Tra crescenti tensioni e violenze la Nigeria, la più grande democrazia africana, va al voto per le elezioni presidenziali e parlamentari, le seste dalla fine della dittatura militare nel 1999. Un appuntamento elettorale importante che è stato già macchiato dal sangue di alcuni candidati. L'ultima vittima, Oyibo Chukwu, correva per un seggio senatoriale tra le fila del Partito laburista.

Chukwu è stato ucciso a colpi di arma da fuoco e il suo corpo dato alle fiamme nell'auto della campagna elettorale nello stato sud-orientale di Enugu. L'omicidio, di cui è sospettata l'ala militante dei separatisti dell'Indigenous People of Biafra (Ipob), è solo uno dei molteplici atta…

Tra crescenti tensioni e violenze la Nigeria, la più grande democrazia africana, va al voto per le elezioni presidenziali e parlamentari, le seste dalla fine della dittatura militare nel 1999. Un appuntamento elettorale importante che è stato già macchiato dal sangue di alcuni candidati. L'ultima vittima, Oyibo Chukwu, correva per un seggio senatoriale tra le fila del Partito laburista.

Chukwu è stato ucciso a colpi di arma da fuoco e il suo corpo dato alle fiamme nell'auto della campagna elettorale nello stato sud-orientale di Enugu. L'omicidio, di cui è sospettata l'ala militante dei separatisti dell'Indigenous People of Biafra (Ipob), è solo uno dei molteplici attacchi mirati a membri di altri partiti del gruppo armato.

Il più popoloso tra i Paesi africani sta vivendo una grave crisi economica con la svalutazione della naria - la moneta nigeriana - e deve fare i conti con l'affluenza alle urne in costante calo da due decenni. Anche se si intravede uno spiraglio di cambiamento, soprattutto per il crescente interesse per la politica dei giovani, che puntano sul laburista Peter Obi, e ad alcuni miglioramenti apportati al processo elettorale.

Il candidato che convince i più giovani

Il candidato che tanto piace alla fascia giovanile degli elettori - i suoi supporter si definiscono "OBIdients" - appare come la figura più credibile per attuare quello "sradicamento del vecchio sistema" professato da gran parte dei 18 contendenti alla presidenza. Uomo d'affari di successo e miliardario, il sessantunenne laburista racconta di essersi fatto da solo e di non aver mai sperperato denaro.

"Ho due figli, sono laureati e non hanno interesse verso la vita pubblica. Non possiedono un'auto perché vogliono comprarla da soli", ha detto Obi tra gli applausi dei suoi sostenitori in uno dei suoi ultimi e affollati comizi. Espressione del Sud-Est cristiano, Obi piace agli "Igbo", uno dei più grandi gruppi etnici in Nigeria che si è sentito escluso dalla politica presidenziale per decenni.

Nonostante due mandati come governatore dello stato sud-orientale di Anambra, l'esponente laburista è ancora visto dall'establishment politico come un outsider. Anche per questo la decisione dell'ex presidente della Nigeria Olusegun Obasanjo di appoggiare lui piuttosto che l'uomo del Pdp, il suo partito durante i mandati come capo di stato, ha sorpreso la nazione.

I sondaggi, in particolare quelli effettuati tra i cittadini delle zone rurali, danno il terzo incomodo della corsa alla presidenza in vantaggio. Ma alcuni analisti politici ritengono improbabile che vinca. Il sistema elettorale nigeriano, simile a quello statunitense, rende difficile il successo di candidati  di "terze parti".

I favoriti alla guida 

Bola Ahmed Tinubu, che si candida per il partito al governo, l'All Progressives Congress, e Atiku Abubakar, leader del Partito democratico popolare, il principale movimento d'opposizione, hanno una rilevanza politica nazionale di lunga data, entrambi legittimati dalla stagione elettorale 1992/1993. Chi è nato politicamente in quegli anni oggi è considerato espressione della rinomata "classe 1993". Queste elezioni sono le prime in cui nessun generale in pensione corre per la presidenza. 

Obasanjo, presidente dal 1999 al 2007, ha rivestito l'incarico di capo di stato maggiore della Difesa dal 1976 al 1979, e anche l'uscente, Muhammadu Buhari, aveva raggiunto il più alto grado da ufficiale dell'esercito prima gi assumere la guida del Paese.

In uno Stato con la popolazione giovanile più numerosa al mondo - il 70% dei cittadini ha meno di 30 anni - i partiti hanno compreso che bisognava puntare su figure senza influenze militari. Il prossimo voto presidenziale sarà importante per l'economia e la sicurezza nazionale della Nigeria, ma influirà anche su equilibri e rapporti commerciali internazionali.

L'avanguardia del continente

La Nigeria oltre a essere la nazione più popolosa del continente africano è anche la più ricca. Il suo sviluppo economico ha conseguenze anche per il resto del pianeta. In primis per l'Europa, che nell'ultimo anno ha puntato sulla Nigeria per la possibilità di sostituire almeno in parte i rifornimenti di gas russo preclusi dalle sanzioni per l'invasione dell'Ucraina.

Con le sue immense riserve di petrolio, la Nigeria è la principale economia dell'Africa ed è il Paese con il Prodotto interno lordo nazionale più alto. Ricchezza che però non è equamente distribuita. L'affermazione di una leadership con ampio consenso popolare potrebbe rafforzare la stabilità del Paese. Al contrario, se la crisi perdurasse alimenterebbe sempre di più i già importanti flussi migratori.