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Cina, riappare Bao Fan, il banchiere dell'industria tech: "Collabora con le autorità"

Bao Fan (reuters)
Del presidente e fondatore della banca d'affari China Renaissance Holdings si erano perse le tracce all'inizio di febbraio. Negli ultimi anni sono stati diversi gli uomini d'affari svaniti nel nulla per un periodo di tempo 
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Del miliardario cinese Bao Fan si erano già perse le tracce all'inizio del mese, quando la sua China Renaissance Holdings, banca d'investimento privata specializzata nel settore tech, aveva annunciato il 17 febbraio di aver perso i contatti con il suo fondatore. Nel documento, depositato il 17 febbraio presso la Borsa di Hong Kong, la società spiegava di non essere a conoscenza di alcuna informazione che indicava che l'indisponibilità fosse legata alle attività del gruppo. Oggi, in un nuovo rapporto, la banca ha fatto sapere di aver finalemente localizzato il signor Bao: "Sta collaborando a un'indagine condotta da alcune autorità della Repubblica popolare cinese".

La notizia aveva avuto contraccolpi sul mercato finanziario con il crollo delle azioni della società - fino al 50% nel giorno in cui è stata annunciata la scomparsa - che ora però assicura che la sua attività e le sue operazioni continu…

Del miliardario cinese Bao Fan si erano già perse le tracce all'inizio del mese, quando la sua China Renaissance Holdings, banca d'investimento privata specializzata nel settore tech, aveva annunciato il 17 febbraio di aver perso i contatti con il suo fondatore. Nel documento, depositato il 17 febbraio presso la Borsa di Hong Kong, la società spiegava di non essere a conoscenza di alcuna informazione che indicava che l'indisponibilità fosse legata alle attività del gruppo. Oggi, in un nuovo rapporto, la banca ha fatto sapere di aver finalemente localizzato il signor Bao: "Sta collaborando a un'indagine condotta da alcune autorità della Repubblica popolare cinese".

La notizia aveva avuto contraccolpi sul mercato finanziario con il crollo delle azioni della società - fino al 50% nel giorno in cui è stata annunciata la scomparsa - che ora però assicura che la sua attività e le sue operazioni continuano normalmente e che "coopererà e assisterà con qualsiasi richiesta legittima da parte delle autorità cinesi competenti, se e quando verrà presentata". La China Renaissance Holdings, fondata nel 2005 da Bao Fan, è tra le più grandi banche d'investimento del Paese e negli anni ha supervisionato l'ingresso in borsa di diverse imprese digitali, come la piattaforma per l'e-commerce JD.com. Fan ha portato avanti importanti processi di fusione, come quello nel 2015 tra due dei principali servizi di consegna di cibo a domicilio del Paese, Meituan e Dianping. Oggi, la piattaforma combinata delle società è ovunque in Cina.

Sulla sua improvvisa scomparsa, o i motivi della collaborazione con le autorità, non sono stati forniti ulteriori dettagli. Ma pochi giorni fa, il 21 febbraio, Reuters aveva scritto di un possibile collegamento tra Bao e l'arresto di Cong Lin, ex presidente della China Renaissance Holdings, risalente allo scorso settembre. Secondo alcune fonti citate dall'agenzia di stampa, anonime per ragioni di sciurezza, le autorità avrebbero portato via il miliardario agli inizi di febbraio per assistere all'indagine sul suo ex collega. Nella ricostruzione del Financial Times, invece, si legge di come il miliardario fosse pronto a trasferire parte della sua fortuna dalla Cina e da Hong Kong a Singapore.

Ma la vicenda che ha coinvolto uno dei principali investitori tecnologici cinesi non è una novità nel Paese. L'episodio ricorda un modello frequente negli ultimi anni, in cui si spesso si sono perse le tracce di importanti dirigenti e uomini d'affari senza alcuna spiegazione. Salvo poi riapparire sospettati, o indagati, per corruzione, frode o altri comportamenti illeciti. Questo è accaduto, per esempio, al ricco imprenditore Guo Guangchang, al magnate sino-canadaese Xiao Jianhua e al fondatore di Alibaba, Jack Ma. 

Come Bao Fan, infatti, anche Guo Guangchang nel 2015 è ricomparso dal nulla dopo un'assenza non spiegata di alcuni giorni, durante la quale si ritiene che abbia "collaborato a un'indagine" della polizia. Ma il caso del presidente e fondatore della Fosun International, il più grande conglomerato privato della Cina continentale, è solo uno di una serie di sparizioni di quell'anno. La stessa sorte, infatti, è toccata ad almeno cinque tra dirigenti e manager, parte di un'ampia campagna anti-corruzione che da allora viene portata avanti dal presidente cinese Xi Jinping. 

Qualche anno dopo, nel 2017, è toccato a Xiao Jianhua. Il famoso consulente d'investimenti, vicino alla leadership del Partito, era stato visto per l'ultima volta mentre veniva portato via dal lussuoso Hotel Four Seasons di Hong Kong, anche se allora a Pechino non era concesso operare nell'ex colonia britannica. Di lui non si erano più avute notizie ufficiali, tanto che la sua famiglia aveva presentato una denuncia di scomparsa subito ritirata, fino a quando nel luglio 2022 l'ambasciata canadese ha annunciato che sarebbe stato processato. Ad agosto,infatti, Xiao è stato condannato a 13 anni di carcere per reati finanziari. 

Alla fine del 2020, anche il famoso fondatore del portale di e-commerce Alibaba, Jack Ma, è scomparso dalla vista del pubblico per tre mesi, dopo aver espresso commenti critici nei confronti delle autorità di regolamentazione del mercato dal palco del Bund Summit di Shanghai. Da allora è ricomparso in poche occasioni, spesso all'estero, e a novembre dello scorso anno il Financial Times ha rivelato che da mesi vive a Tokyo, in Giappone. Dopo due anni di pressioni, a inizio gennaio Ma ha rinunciato alla maggioranza della sula fintech Ant, azienda che gestistice il servizio di pagamenti online Alipay. 

Anche se le vere ragioni dietro il caso di Bao Fan non sono ancora chiare, la sua scomparsa arriva sullo sfondo di oltre due anni di pressioni da parte del governo sul settore finanziario e tecnologico. E vista l'importanza della sua figura nell'industria tech cinese riaccende le preoccupazioni su una possibile nuova ondata di strette da parte del governo.