Due fratelli israeliani uccisi, raid punitivo dei coloni nel villaggio palestinese di Huwara. Ecco perché in Cisgiordania la situazione sta precipitando
di Rossella Tercatin , di Rossella TercatinGERUSALEMME – Ore di sangue e violenza in Cisgiordania, proprio mentre rappresentanti israeliani e palestinesi si incontrano ad Aqaba insieme ad americani ed egiziani per cercare di riportare la regione alla calma.
L'attacco a Huwara
Nelle prime ore del pomeriggio di ieri, un terrorista palestinese ha crivellato di colpi la macchina su cui viaggiavano Hallel and Yagel Yaniv, 22 e 19 anni, che percorrevano la strada 60 attraverso la cittadina di Huwara, pochi chilometri da Nablus. I due ragazzi, che provenivano dal vicino insediamento israeliano di Har Bracha, sono stati trasportati in ospedale in gravissime condizioni e hanno perso la vita poco dopo. Le forze di sicurezza hanno avviato una caccia all’uomo. Solo poche ore dopo decine di israeliani provenienti da vari insediamenti in Cisgiordania si sono radunati a Huwara e in altri villaggi palestinesi nella zona di Nablus.
La cittadina che conta circa 5mila abitanti è stata messa a ferro e…
GERUSALEMME – Ore di sangue e violenza in Cisgiordania, proprio mentre rappresentanti israeliani e palestinesi si incontrano ad Aqaba insieme ad americani ed egiziani per cercare di riportare la regione alla calma.
L'attacco a Huwara
Nelle prime ore del pomeriggio di ieri, un terrorista palestinese ha crivellato di colpi la macchina su cui viaggiavano Hallel and Yagel Yaniv, 22 e 19 anni, che percorrevano la strada 60 attraverso la cittadina di Huwara, pochi chilometri da Nablus. I due ragazzi, che provenivano dal vicino insediamento israeliano di Har Bracha, sono stati trasportati in ospedale in gravissime condizioni e hanno perso la vita poco dopo. Le forze di sicurezza hanno avviato una caccia all’uomo. Solo poche ore dopo decine di israeliani provenienti da vari insediamenti in Cisgiordania si sono radunati a Huwara e in altri villaggi palestinesi nella zona di Nablus.
La cittadina che conta circa 5mila abitanti è stata messa a ferro e fuoco, con almeno venti edifici dati alle fiamme, e decine di automobili distrutti e proprietà danneggiate. Negli attacchi è stato anche ucciso il trentasettenne Sameh Aqtash nel vicino villaggio di Za'tara, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa palestinese Wafa, mentre oltre cento persone sono rimaste ferite.
L'appello di Natanyahu
Vano l’appello del primo ministro Benjamin Netanyahu, che nell’esprimere il dolore per la morte dei fratelli Yaniv aveva invitato gli israeliani a non farsi giustizia da soli. “Mentre il sangue ribolle e gli animi sono surriscaldati, chiedo di non farvi giustizia con le vostre mani,” ha detto Netanyahu. “Chiedo di consentire all'IDF e alle forze di sicurezza di svolgere il proprio lavoro”.
E tuttavia, proprio nelle ore successive all’attentato le polemiche divampano. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, che ha anche la responsabilità di alcune delle attività militari e civili delle autorità israeliane in Cisgiordania che in precedenza si trovavano sotto esclusivo controllo del Ministero della Difesa, mette mi piace a un tweet del vice capo del Consiglio regionale della Samaria - nome biblico della Cisgiordania del Nord - Davidi Ben Zion, che invoca la distruzione di Huwara.
“Qui a Huwara il sangue dei nostri figli è stato versato sulla strada,” scrive Ben Zion. “Huwara deve essere spazzata via oggi stesso. Basta parlare di costruire e rafforzare gli insediamenti. La deterrenza che è stata persa deve essere ricostituita, non c'è spazio per la pietà.”
Mentre i vandali israeliani assaltavano la cittadina, anche Smotrich – esponente del gruppo di ultradestra Partito Sionista Religioso - corregge il tiro e si rivolge anche lui ai suoi concittadini abitanti degli insediamenti chiedendo di non farsi giustizia da soli, mentre l’esercito israeliano interviene per sedare le violenze e arresta sei dei facinorosi, anche se l’Autorità palestinese attacca descrivendo i disordini come commessi sotto la protezione dell’esercito.
“Le milizie di Smotrich hanno deciso di bruciare Huwara per silurare il vertice di Aqaba di Netanyahu e Gallant. Questo governo è pericoloso per la sicurezza di Israele,” la dura reazione di Yair Lapid.
L'incontro ad Aqaba
Nella città giordana sul Mar Rosso infatti rappresentanti di Israele, Autorità nazionale palestinese, Usa ed Egitto (oltre che del governo ospite) si erano ritrovati per cercare di riportare la calma, dopo che gli ultimi dodici mesi hanno rappresentato uno dei periodi più difficili nella storia recente della regione, con quasi cinquanta israeliani che hanno perso la vita in attentati terroristici palestinesi e oltre 220 palestinesi uccisi in scontri con le truppe israeliane, in maggioranza miliziani, ma anche molti civili.
“L'incontro di oggi ad Aqaba è un passo positivo per israeliani e palestinesi. È fondamentale che le parti seguano i passaggi per ridurre le tensioni e ripristinare la calma,” ha twittato il segretario di Stato americano Antony Blinken.
Secondo quanto è emerso dal vertice a porte chiuse, Israele e Anp si impegnano a cooperare per ridurre la tensione e a fermare ogni misura unilaterale per un periodo di tre-sei mesi, a preservare lo status quo di Gerusalemme e dei luoghi sacri e a ritrovarsi il mese prossimo in un vertice a Sharm El Sheikh in Egitto per continuare a discutere.
Tuttavia, immediatamente scoppiano le polemiche. Subito dopo la pubblicazione della nota congiunta infatti, diversi esponenti del governo israeliano si affrettano a negare che Israele si sia impegnata a congelare l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania, mentre il comunicato menziona una sospensione della “discussione di eventuali nuove unità abitative per quattro mesi” e “l'autorizzazione di eventuali avamposti per sei”.
“Non ho idea di cosa abbiano detto o non abbiano detto in Giordania,” scrive Smotrich. “Ma una cosa la so: non ci sarà alcun congelamento degli insediamenti. Nemmeno per un giorno”.
Un concetto simile viene espresso poco dopo da Netanyahu (facendo leva sul fatto che l’accordo non prevede la sospensione di decisioni già approvate, inclusa la legalizzazione di nove avamposti al momento illegali annunciata qualche giorno fa).
“Non è possibile che lo Stato di Israele invii una delegazione ufficiale al più alto livello a un summit sponsorizzato dagli americani, raggiunga accordi e poi alti ministri del governo twittino contro gli stessi accordi”, la critica di Lapid. “Questo non è un governo, questo è un caos pericoloso.”
Mentre nelle stesse ore del vertice di Amman e dell’assassinio dei fratelli Yaniv, il Consiglio dei ministri israeliano approva una proposta di disegno di legge per introdurre la pena di morte per i terroristi, che dovrebbe approdare alla Knesset per l’inizio dell’iter parlamentare già questa settimana.
L’assalto a Huwara inizia poche ore dopo. A poche settimane dall’inizio del Ramadan, mese sacro per l’Islam e periodo spesso carico di tensione nella regione, la situazione pare pronta ad esplodere.