Blinken in Asia centrale per assicurare ai Paesi dell'ex Urss il sostegno americano contro Putin
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - Togliere la terra sotto ai piedi di Putin, cominciando dai paesi dell'ex Unione Sovietica che gli sono geograficamente più vicini. Così si spiega il primo viaggio che il segretario di Stato Americano Tony Blinken ha fatto in Asia centrale, per incontrare i leader di Kazakhstan, Uzbekistan, Kyrgyzstan, Tajikistan e Turkmenistan. Il capo della diplomazia americana ha annunciato lo stanziamento di 25 milioni di dollari, per finanziare lo sviluppo della regione, che si aggiungono ad altri 25 milioni già consegnati negli anni scorsi, mentre sul piano politico ha assicurato il sostegno per l'indipendenza di questi paesi, mettendoli in guardia dai rischi che corrono dopo l'invasione dell'Ucraina lanciata dal Cremlino.
Kazakhstan, Uzbekistan, Kyrgyzstan, Tajikistan e Turkmenistan, anche noti come i C5, facevano tutti parte dell'Urss e finora hanno scelto una posizione di neutralità, non appoggiando l'aggressione di Putin, ma nean…
NEW YORK - Togliere la terra sotto ai piedi di Putin, cominciando dai paesi dell'ex Unione Sovietica che gli sono geograficamente più vicini. Così si spiega il primo viaggio che il segretario di Stato Americano Tony Blinken ha fatto in Asia centrale, per incontrare i leader di Kazakhstan, Uzbekistan, Kyrgyzstan, Tajikistan e Turkmenistan. Il capo della diplomazia americana ha annunciato lo stanziamento di 25 milioni di dollari, per finanziare lo sviluppo della regione, che si aggiungono ad altri 25 milioni già consegnati negli anni scorsi, mentre sul piano politico ha assicurato il sostegno per l'indipendenza di questi paesi, mettendoli in guardia dai rischi che corrono dopo l'invasione dell'Ucraina lanciata dal Cremlino.
Kazakhstan, Uzbekistan, Kyrgyzstan, Tajikistan e Turkmenistan, anche noti come i C5, facevano tutti parte dell'Urss e finora hanno scelto una posizione di neutralità, non appoggiando l'aggressione di Putin, ma neanche unendosi alla coalizione che aiuta Kiev a difendersi. La settimana scorsa all'Onu si sono astenuti, quando l'Assemblea Generale ha approvato a larga maggioranza la risoluzione che condannava l'invasione e chiedeva il ritiro dei soldati russi.
Blinken è andato ad Astana, dove ha incontrato il presidente Tokayev, che lo ha salutato così: "Abbiamo costruito una partnership molto buona, affidabile e di lungo termine, in così tante aree strategiche importanti come sicurezza, energia, commercio e investimenti".
Il segretario di Stato ha risposto che "da quando siamo stati la prima nazione a riconoscere il Kazakhstan nel dicembre del 1991, gli Stati Uniti si sono fermamente impegnati per la sovranità, l'integrità territoriale e l'indipendenza del vostro paese e di tutti quelli della regione", cioè gli altri membri del gruppo C5. Quindi ha spiegato: "Nelle nostre discussioni odierne, ho riaffermato il fermo sostegno degli Stati Uniti al Kazakhstan, come a tutte le nazioni, affinché possano determinare liberamente il proprio futuro, specialmente mentre ricorre un anno da quando la Russia ha perso la propria invasione su vasta scala dell'Ucraina, nel tentativo fallito di negare ai suoi cittadini quella stessa libertà".
Blinken perciò ha avvertito: "Se permettiamo che questi principi vengano violati impunemente, ciò apre la prospettiva che la Russia continui a prendere in considerazione ulteriori aggressioni contro altri paesi, oppure altre nazioni impareranno la lezione sbagliata di poter essere aggressori in ogni parte del mondo: "Se la Russia può farla franca - diranno - allora possiamo riuscirci anche noi". Questa è la ricetta per un mondo di conflitti, un mondo di instabilità, un mondo in cui non credo che nessuno di noi voglia vivere. Quindi ecco perché è stato così importante che tanti paesi si siano alzati per dire no, non lo accettiamo".
Il ministro degli Esteri del Kazakhstan Muhtar Tileuberdi ha ringraziato Blinken per l'impegno degli Stati Uniti a favore della libertà, ma ha segnalato che il suo paese non adotterà una posizione filo-russa o filo-occidentale: "Data la complessa situazione internazionale, continueremo una politica estera multilaterale equilibrata, sulla base dei nostri interessi nazionali". Astana ha il più lungo confine di terra con la Russia, ma al momento dice di non temere un'invasione. Nello stesso tempo però vuole un rapporto stretto con gli Usa, proprio per dissuadere Putin da altre avventure. Blinken ha incontrato anche i ministri degli Esteri degli altri quattro paesi dei C5, andando poi in Uzbekistan, da dove proseguirà per l'India. Non sembra immediata la possibilità di portare tutta l'Asia centrale sulle posizioni in difesa dell'Ucraina, ma è importante porre le basi per farlo e comunque tenere la regione separata da Putin.