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Il giorno dei droni in Russia: "Avrebbero potuto colpire il Cremlino". L'ira di Putin

Il presunto drone ucraino in immagini diffuse dalla stampa russa 
Velivoli senza pilota in varie regioni del Sud: Belgorod, Krasnodar, Brjansk, Kuban e Adighezia. E persino a 100 km dalla capitale. Tv e radio hackerate. Aeroporto di San Pietroburgo fermo. Mosca si scopre vulnerabile per la prima volta in un anno
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MOSCA - All'improvviso tv e radio mandano in onda il suono di una sirena e l'allerta: "Attenzione, attenzione: minaccia di attacco missilistico. Procedere nei rifugi immediatamente". Succede nelle regioni di Mosca e Leningrado (San Pietroburgo) e in quelle meridionali di Voronezh e Belgorod. È un hackeraggio, ma chi ascolta non lo sa.

Intanto arrivano notizie a raffica di droni avvistati o abbattuti. Non solo in varie regioni del Sud del Paese, Belgorod, Krasnodar, Brjansk, Kuban e Adighezia, dove non è una novità, ma persino a Gubastovo, circa cento chilometri a Sud-Est dalla capitale. "Se non si fosse schiantato, avrebbe potuto raggiungere il Cremlino in meno di un'ora", scrivono i media. Per la prima volta in un anno di offensiva contro Kiev, Mosca si scopre vulnerabile. Contro i droni, nulla possono i sistemi Pantsir di difesa aerea installati un mese fa. L'attacco coordinato su più fronti getta scompiglio tra le aut…

MOSCA - All'improvviso tv e radio mandano in onda il suono di una sirena e l'allerta: "Attenzione, attenzione: minaccia di attacco missilistico. Procedere nei rifugi immediatamente". Succede nelle regioni di Mosca e Leningrado (San Pietroburgo) e in quelle meridionali di Voronezh e Belgorod. È un hackeraggio, ma chi ascolta non lo sa.

Intanto arrivano notizie a raffica di droni avvistati o abbattuti. Non solo in varie regioni del Sud del Paese, Belgorod, Krasnodar, Brjansk, Kuban e Adighezia, dove non è una novità, ma persino a Gubastovo, circa cento chilometri a Sud-Est dalla capitale. "Se non si fosse schiantato, avrebbe potuto raggiungere il Cremlino in meno di un'ora", scrivono i media. Per la prima volta in un anno di offensiva contro Kiev, Mosca si scopre vulnerabile. Contro i droni, nulla possono i sistemi Pantsir di difesa aerea installati un mese fa. L'attacco coordinato su più fronti getta scompiglio tra le autorità russe locali. Tanto che l'aeroporto di San Pietroburgo viene chiuso ai voli per circa un'ora.

Putin contro la "feccia"

E se è vero - come ha detto ieri il suo portavoce Dmitrij Peskov in un'intervista al quotidiano Izvestia - che Vladimir Putin "riceve informazioni da molte fonti... dai ministeri, dai servizi, dai media, dalle organizzazioni pubbliche e... nel caso dell'offensiva in Ucraina, dal campo di battaglia", devono essere state ore di trambusto anche nelle dorate stanze del Cremlino.

Lo dimostra anche l'infuocata reazione del presidente russo. Soltanto una settimana fa, nel suo discorso sullo stato della nazione, aveva detto che non ci sarebbe stata una "caccia alle streghe". Ieri, invece, riunendosi con i vertici dei servizi di sicurezza interni Fsb, Putin ha invitato il dipartimento a "tenere sotto controllo speciale" i confini con l'Ucraina per impedire le infiltrazioni di "gruppi di sabotatori" e ha accusato Kiev di usare "metodi terroristici". Bisogna essere vigili per sventare i tentativi della "feccia" che cerca di provocare divisioni interne usando le armi del "separatismo, del nazionalismo, del neonazismo e della xenofobia", ha tuonato.

Da Belgorod a Krasnodar, gli attacchi nel Sud del Paese

Il caos è scoppiato già nella notte tra lunedì e martedì quando droni sono stati segnalati nelle regioni meridionali di Brjansk e Belgorod, al confine con l'Ucraina, così come nel Territorio di Kuban e nella Repubblica di Adighezia. I residenti di un condominio di Belgorod, capoluogo dell'omonima regione al confine col Donbass, sono stati costretti a evacuare nel cuore della notte dopo che uno dei quattro droni si era schiantato contro l'edificio. Un altro drone era atterrato sul tetto di un supermercato ed esploso, incendiando i locali. "La gente è stata trasferita in un luogo sicuro. A tutti è stata offerta la possibilità di soggiornare in un hotel mentre i servizi speciali svolgono il loro lavoro", ha annunciato il sindaco di Belgorod Valentin Demidov su Telegram.

Intorno alle 2 del mattino due droni carichi di esplosivo sono invece piombati su un deposito petrolifero di Rosneft a Tuapse, nella regione di Krasnodar, sul Mar Nero, provocando un incendio che è stato "rapidamente spento". Solo alcune ore più tardi il ministero della Difesa ha comunicato che erano stati i sistemi elettronici di intercettazione a far precipitare i due droni lontano dal reale bersaglio: una caserma.

L'aeroporto di San Pietroburgo fermo

Ore dopo, in mattinata, l'aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo si è fermato quando le autorità hanno chiuso lo spazio aereo circostante. Media e canali Telegram rilanciavano notizie di un "oggetto volante non identificato" avvistato nell'area e del dispiegamento di caccia per abbatterlo. Poco dopo, tuttavia, il ministero della Difesa affermava che l'intera operazione era stata semplicemente un'esercitazione e che lo spazio aereo era stato riaperto.

Il drone "precipitato" nella regione di Mosca

Ma a portare la tensione alle stelle è stata la notizia del drone "precipitato" a Gubastovo, nella regione di Mosca, a 600 chilometri dal territorio ucraino e un centinaio scarso dalla capitale. L'obiettivo era probabilmente una stazione di compressione del gas di Gazprom. "Un attacco fallito. Non ci sono vittime o danni. Non vi è alcuna minaccia per la sicurezza dei residenti", ha provato a rassicurare il governatore della regione di Mosca Andrej Vorobiov, sottolineando che "Fsb e altre autorità competenti" stavano gestendo la situazione".

La reazione dei blogger militari

Non è bastato a placare l'ira dei blogger militari nazionalisti. "Il nemico ha intrapreso un attacco audace oggi", ha commentato il canale Telegram  "Zona Grigia" vicino ai mercenari Wagner. Per un altro popolare canale filo-Cremlino, Rjabar, "l'attacco di massa di droni", com'è stato definito altro non è che "il preludio dell'offensiva primaverile da parte delle forze armate ucraine, il cui scopo è quello di destabilizzare il fronte interno e diffondere il panico di massa tra i russi"