Accordo Ue tra Serbia e Kosovo, primo passo verso la normalizzazione dei rapporti
dal nostro corrispondente Claudio Tito , dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES - A un passo dallo scontro anche militare, Serbia e Kosovo siglano la tregua. Ieri, con la mediazione dell'Unione europea e in particolare dell'Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell, i due Paesi - rappresentati dal presidente serbo Aleksandar Vucic e dal premier del Kosovo, Albin Kurti - hanno accettato di firmare un verbale che di fatto pone fine, almeno per ora, ad un conflitto potenzialmente esplosivo. E che nasceva dal mancato riconoscimento del Kosovo da parte di Belgrado.
BRUXELLES - A un passo dallo scontro anche militare, Serbia e Kosovo siglano la tregua. Ieri, con la mediazione dell'Unione europea e in particolare dell'Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell, i due Paesi - rappresentati dal presidente serbo Aleksandar Vucic e dal premier del Kosovo, Albin Kurti - hanno accettato di firmare un verbale che di fatto pone fine, almeno per ora, ad un conflitto potenzialmente esplosivo. E che nasceva dal mancato riconoscimento del Kosovo da parte di Belgrado.
"La pace e la cooperazione - ha detto il premier albanese Edi Rama - sono fondamentali per il futuro che dobbiamo ai nostri figli in questa regione devastata da secoli dalla mancanza di pace e cooperazione. Accolgo con favore il consenso delle due parti per l'accordo sul percorso verso la normalizzazione tra Kosovo e Serbia. Questa è una pietra miliare importante per la pace regionale". Le minoranze kosovare, in realtà, hanno fermamente criticato l'accordo. Segno che la "normalizzazione" non è ancora definitiva.