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Alla ricerca del denaro di Putin, in Svizzera attesa per il processo contro Gazprombank: alla sbarra anche il violoncellista Rodulgin

(ansa)
A partire dall’8 marzo un tribunale di Zurigo potrebbe smascherare parte dell’immensa fortuna detenuta dall’autocrate russo
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Nei giorni scorsi Der Spiegel ha pubblicato un duro articolo contro la Svizzera, affermando che Putin può ancora contare sul suo sostegno. Eppure, a partire dall’8 marzo, proprio in Svizzera, un tribunale di Zurigo potrebbe smascherare parte dell’immensa fortuna detenuta dall’autocrate russo. Sotto accusa sono il direttore e tre dirigenti della filiale elvetica della banca russa Gazprombank, alla sbarra per riciclaggio, avendo aperto e gestito, tra il 2014 e il 2016, due conti per un ammontare complessivo di 50 milioni di franchi, più o meno l’equivalente in euro.

Nell’atto d’accusa, ha rivelato il quotidiano zurighese Tages Anzeiger, il nome di Vladimir Putin viene espressamente menzionato. Questo perché il titolare dei due conti all’origine dell’inchiesta, il violoncellista Sergei Rodulgin, è una persona molto vicina all’entourage putiniano, così vicina da aver fatto da padrino alla 36 enn…

Nei giorni scorsi Der Spiegel ha pubblicato un duro articolo contro la Svizzera, affermando che Putin può ancora contare sul suo sostegno. Eppure, a partire dall’8 marzo, proprio in Svizzera, un tribunale di Zurigo potrebbe smascherare parte dell’immensa fortuna detenuta dall’autocrate russo. Sotto accusa sono il direttore e tre dirigenti della filiale elvetica della banca russa Gazprombank, alla sbarra per riciclaggio, avendo aperto e gestito, tra il 2014 e il 2016, due conti per un ammontare complessivo di 50 milioni di franchi, più o meno l’equivalente in euro.

Nell’atto d’accusa, ha rivelato il quotidiano zurighese Tages Anzeiger, il nome di Vladimir Putin viene espressamente menzionato. Questo perché il titolare dei due conti all’origine dell’inchiesta, il violoncellista Sergei Rodulgin, è una persona molto vicina all’entourage putiniano, così vicina da aver fatto da padrino alla 36 enne Katerina Thikonova, secondogenita del Presidente russo, che tra l’altro è stata vista più volte a Zurigo.

Il violoncellista Rodulgin

Quanto al violoncellista è, per sua stessa ammissione, poco più di uno spiantato, avendo dichiarato al New York Times di possedere “un appartamento, un’auto e una dacia, ma assolutamente non dei milioni”. Eppure, nel 2016, quando grazie ai Panama Papers si scoprì uno dei più grandi scandali di evasione fiscale mai venuti alla luce, Sergueï Roldouguine risultò essere l’avente diritto di due società offshore, una panamense l’altra cipriota, entrambe domiciliate presso Gazprombank Suisse a Zurigo.

Dopo la pubblicazione dei Panama Papers si mosse la Finma, equivalente svizzero della Consob, che prese di mira i dirigenti di Gazprombank Suisse, Denunciandoli alla Procura del Distretto di Zurigo per scarsa vigilanza e riciclaggio. Nell’atto d’accusa del Procuratore incaricato del caso si può leggere un passaggio inequivocabile. ”Si sa da tempo- viene scritto -che Vladimir Putin ufficialmente non è ricco ma che, in realtà, dispone di un’enorme fortuna, gestita da persone a lui vicine. Gazprombank avrebbe dovuto esaminare Sergueï Roldouguine molto più attentamente, cosa che non è stata fatta”.

La fortuna di Putin

Insomma, la risposta alla domanda che si stanno ponendo da tempo in tanti, ovvero dove si trova la fortuna di Putin o parte di essa, potrebbe fornirla la giustizia svizzera. Convinta che Sergei Rodulgin altro non fosse se non una “testa di legno” al servizio del despota del Cremlino. Quanto ai dirigenti di Gazprombank Suisse, che nel frattempo è stata chiusa, negano le accuse ma c’è chi scommette che dal processo usciranno verità inequivocabili sul malloppo che ha messo insieme Putin in anni di potere.