LARISSA - "Sono uno dei fortunati". Lazaros Papazisis ha 39 anni e stava viaggiando per lavoro da Atene a Salonicco sul treno che, poco prima della mezzanotte tra martedì e mercoledì, si è schiantato contro un treno merci vicino alla cittadina di Tempe, presso Larissa, nel centro della Grecia, in quello che è il più grave incidente ferroviario che il Paese ricordi e che ha causato almeno 40 morti e 130 feriti, di cui 6 in rianimazione.
Lazaros ha le costole rotte, tagli all'occhio e alla mano ed è ricoverato presso l'ospedale di Larissa. "Ero seduto e ho sentito una grande scossa e poi delle urla - racconta a Repubblica - Tutto stava andando in pezzi, ma non il finestrino accanto a me. Con altri passeggeri ho provato a romperlo non appena il vagone si è fermato, fino a quando non abbiamo trovato un estintore. Poi siamo scesi. C'erano sangue e persone morte ovunque intorno a me".
Uno dei primi soccorritori, Yiannis Xanthopoulos, ha raccontato a Kathimerini che "sembrava la scena di un bombardamento". E a colpire era che per la maggior parte le vittime sono giovani: "In quel groviglio di ferro, plastica e borse sentivamo che stavamo portando fuori i nostri figli".
Tra le 354 persone presenti sui due treni (352 su quello passeggeri, appartenente a Hellenic Train, che dal 2017 è controllata dalle italiane Ferrovie dello Stato, e solo due membri dell'equipaggio sul treno merci), c'erano infatti tanti studenti universitari che tornavano a casa dopo i festeggiamenti per il weekend lungo di Carnevale: lunedì era festa nazionale in Grecia, primo giorno di Quaresima, e molti hanno approfittato del ponte e del bel tempo. Le operazioni dei vigili del fuoco si sono svolte in condizioni molto difficili a causa della gravità della collisione: i due treni non sapevano che l'altro stesse arrivando e viaggiavano a grande velocità. Dopo l'incidente diversi vagoni del treno passeggeri Intercity 62 sono deragliati e almeno tre hanno preso fuoco, raggiungendo temperature fino a 1.300 gradi: i primi due sono stati descritti come "polverizzati", e infatti alcuni dei corpi rinvenuti dovranno essere sottoposti al test del dna per essere identificati, mentre altri sono stati scagliati a una distanza di 30-40 metri.
Nell'ambito delle indagini, è stato subito arrestato il capostazione di Larissa. Ha 59 anni ed è accusato di omicidio colposo e lesioni personali per negligenza. "Ho premuto il pulsante come al solito, ma il sistema non ha funzionato", avrebbe dichiarato alle autorità.
L'inchiesta è appena iniziata, ma si starebbe verificando in realtà il comportamento dei responsabili delle stazioni di Larissa e di Paleofarsala, per accertare quale dei due treni sia stato inviato sul binario sbagliato. Dalle prime indicazioni sembra si trattasse di quello su cui viaggiavano i passeggeri, che non era uno dei due Freccia Bianca ad alta velocità che ogni giorno collegano Atene e Salonicco, ma un treno più lento.
Grecia, scontro fra treni: il luogo dell'incidente visto da drone
All'origine della tragedia potrebbe esserci dunque un errore umano. Lo dicono apertamente i sindacati, che sottolineano come il sistema di controllo dei treni sia ancora manuale: ovvero il traffico viene regolato telefonicamente dai capi stazione, che danno il via libera al passaggio dei convogli. Un sistema obsoleto, reso ancora più complicato dal fatto che, secondo i sindacati, nelle ferrovie greche sono in servizio solo 750 dei 2.100 dipendenti di cui ci sarebbe bisogno. Kostas Genidounias, il presidente del sindacato dei macchinisti dell'Ose, il gestore dell'infrastruttura ferroviaria nazionale, ha affermato che la rete elettrica Atene-Salonicco non funziona da anni. E lo scorso 15 febbraio la Grecia era stata deferita alla Corte di giustizia europea per non aver adempiuto agli obblighi previsti dalla direttiva sulla creazione dello spazio ferroviario europeo unico.
Nel primo pomeriggio, mentre montavano le prime polemiche e arrivavano le condoglianze anche del Papa e del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, si è poi dimesso il ministro dei Trasporti Kostas Karamanlis, per "responsabilità politica e come minimo segno di rispetto per la memoria delle vittime". Poche ore prima, visibilmente commosso, aveva accompagnato sul luogo dell'incidente il primo ministro Kyriakos Mitsotakis, che ha deciso tre giorni di lutto nazionale e promesso di fare tutto il possibile "per garantire che nulla di simile accada di nuovo".