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Ucraina, la denuncia degli investigatori internazionali: "Le camere di tortura a Kherson parte di un preciso piano russo"

(reuters)
Secondo le prove raccolte dal Mobile Justice Team i centri servivano a "terrorizzare, sottomettere ed eliminare la resistenza e distruggere l'identità ucraina" dichiarano i legali
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Una squadra internazionale di avvocati ha appena concluso un'indagine sui venti centri di tortura scoperti dopo la liberazione nella regione di Kherson, occupata dai soldati russi per otto mesi dal 2 marzo all'11 novembre. I legali, che fanno base all'Aja nei Paesi Bassi quando non sono in Ucraina, sostengono di avere trovato i piani originali dell'esercito di Mosca per creare, gestire e finanziare le camere della tortura nelle regioni appena conquistate. Secondo le prove raccolte, le torture contro i civili ucraini non erano la reazione disordinata da parte di forze d'occupazione che non sapevano come tenere a bada la popolazione, ma facevano parte del piano d'invasione fin dall'inizio.

 

Cancellare l'identità ucraina

I centri di tortura erano sotto il controllo dell'intelligence russa (Fsb) e di collaborazionisti locali e servivano a "terrorizzare, sottomettere ed eliminare la resistenza e distruggere l'identità…

Una squadra internazionale di avvocati ha appena concluso un'indagine sui venti centri di tortura scoperti dopo la liberazione nella regione di Kherson, occupata dai soldati russi per otto mesi dal 2 marzo all'11 novembre. I legali, che fanno base all'Aja nei Paesi Bassi quando non sono in Ucraina, sostengono di avere trovato i piani originali dell'esercito di Mosca per creare, gestire e finanziare le camere della tortura nelle regioni appena conquistate. Secondo le prove raccolte, le torture contro i civili ucraini non erano la reazione disordinata da parte di forze d'occupazione che non sapevano come tenere a bada la popolazione, ma facevano parte del piano d'invasione fin dall'inizio.

 

Cancellare l'identità ucraina

I centri di tortura erano sotto il controllo dell'intelligence russa (Fsb) e di collaborazionisti locali e servivano a "terrorizzare, sottomettere ed eliminare la resistenza e distruggere l'identità ucraina" dichiarano i legali. I prigionieri erano rieducati oppure, se non accettavano la cancellazione dell'identità ucraina, erano uccisi e fatti sparire. Tra loro c'erano attivisti, manifestanti, giornalisti, insegnanti e chiunque avesse una connessione con lo Stato ucraino o con la società civile. Altri hanno raccontato di essere finiti nelle camere di tortura soltanto perché erano stati fermati per strada e sui loro telefoni era stato scoperto materiale considerato "pro Ucraina".

Torturati col waterboarding

Dopo la liberazione, più di mille abitanti di Kherson hanno testimoniato davanti ai procuratori ucraini cosa hanno sofferto dentro ai centri di tortura. Quattrocento prigionieri sono scomparsi, ma non è ancora chiaro quanti siano stati trasferiti durante il ritiro e quante invece siano stati uccisi.

I prigionieri, uomini e donne, erano picchiati, torturati con scosse elettriche e sottoposti al waterboarding - una pratica che simula l'annegamento. Erano anche costretti a imparare e a recitare slogan russi, poesie e canzoni.

 

Il piano di Putin

La squadra che ha condotto l'inchiesta si chiama Mobile Justice Team ed è stata fondata nel maggio 2022 da Gran Bretagna, Unione europea e dipartimento di Stato americano per affiancare i procuratori ucraini nelle indagini sui crimini commessi dalle forze d'occupazione russe. Il capo della squadra, l'inglese Wayne Jordash, ieri ha detto che "il piano di Putin è occupare l'Ucraina, sottomettere la popolazione ucraina alla Russia e distruggere l'identità ucraina. Il piano sta diventando sempre più evidente mentre il nostro lavoro va avanti e troviamo sempre più prove di crimini di guerra".