Ucraina, riprendono voli militari italiani verso l'aeroporto polacco di Rzeszow: a bordo armi e munizioni
di Floriana Bulfon , di Floriana BulfonI voli dei cargo che trasferiscono aiuti militari dall'Italia all'Ucraina sono ripresi con maggiore frequenza da metà febbraio. Gli spotter che analizzano il traffico nei cieli attraverso siti web come Flightradar24 hanno segnalato negli ultimi giorni diversi passaggi dei quadrimotori C-130 J Hercules dell'Aeronautica. Missioni dirette sempre sull'aeroporto polacco di Rzeszow, il più vicino alla frontiera ucraina che da un anno è stato trasformato nell'hub dei rifornimenti militari. Lì - stando alle foto diffuse su Twitter - soldati ucraini partecipano allo scarico degli aerei assieme al personale della Nato.
Almeno due Hercules sono atterrati lo scorso weekend: ognuno può portare 19 tonnellate di aiuti. Ma sono state registrate trasferte anche dei più capienti Boeing KC-767, che da Pratica di Mare vanno a Pisa per imbarcare i materiali e poi ripartono verso la Polonia. Nella grande stiva del Boeing entrano 19 pallet…
I voli dei cargo che trasferiscono aiuti militari dall'Italia all'Ucraina sono ripresi con maggiore frequenza da metà febbraio. Gli spotter che analizzano il traffico nei cieli attraverso siti web come Flightradar24 hanno segnalato negli ultimi giorni diversi passaggi dei quadrimotori C-130 J Hercules dell'Aeronautica. Missioni dirette sempre sull'aeroporto polacco di Rzeszow, il più vicino alla frontiera ucraina che da un anno è stato trasformato nell'hub dei rifornimenti militari. Lì - stando alle foto diffuse su Twitter - soldati ucraini partecipano allo scarico degli aerei assieme al personale della Nato.
Almeno due Hercules sono atterrati lo scorso weekend: ognuno può portare 19 tonnellate di aiuti. Ma sono state registrate trasferte anche dei più capienti Boeing KC-767, che da Pratica di Mare vanno a Pisa per imbarcare i materiali e poi ripartono verso la Polonia. Nella grande stiva del Boeing entrano 19 pallet Nato da quattro tonnellate e sette container di tipo civile.
Tutti i velivoli seguono una rotta che evita lo spazio aereo dell'Ungheria: l'unico Paese della Nato che ha vietato il passaggio degli equipaggiamenti bellici per l'Ucraina. Viene invece permesso il viaggio dei cargo noleggiati da compagnie civili con aiuti umanitari, come i gruppi elettrogeni e le apparecchiature mediche.
Il sostegno al governo di Kiev è coperto dal segreto di Stato e non vengono date informazioni sulle forniture. A quanto risulta a Repubblica nell'ultimo periodo l'Italia ha donato altre munizioni d'artiglieria, le più richieste da Zelensky. Proiettili per i cannoni da 155 millimetri sono stati consegnati in quantità maggiore durante l’estate per sostenere la resistenza nel Donbass: l’Italia ha trasferito un numero imprecisato – pare 15 – di cannoni FH70 in questo calibro. Tra i mezzi da combattimento fatti arrivare a Kiev anche semoventi Pzh2000, M109; lanciarazzi mobili Mlrs, cingolati blindati M-113 e fuoristrada Lince. Il trasporto di questi sistemi sarebbe avvenuto lungo le strade, utilizzando speciali rimorchi.
L'esame dei voli tracciati sul web mostra un boom delle trasferte italiane verso lo scalo di Rzeszow lo scorso settembre-ottobre, coincidente con la fase finale del governo Draghi e un crollo nei mesi successivi al giuramento dell'esecutivo guidato da Giorgia Meloni. A dicembre e gennaio sono stati notati solo un paio di voli militari, con velivoli più piccoli come i bimotori C27. Evidentemente in preparazione della visita della premier a Kiev le consegne si sono intensificate, concretizzando le promesse fatte al presidente Zelensky.