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Contatto Blinken-Lavrov, ma Mosca frena sulla pace: “Non c’è alcuna trattativa”

(afp)

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Il primo (breve) incontro tra i due ministri dall’inizio della guerra a margine del G20 in India. Salta il comunicato del summit. Gli Usa agli alleati: sanzioni contro Pechino se arma Putin
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NEW YORK - Si sono parlati, per la prima volta da una fugace telefonata sullo scambio di prigionieri avvenuta mesi fa. Però non c'è molto altro da segnalare, sul piano dei progressi verso una soluzione della guerra in Ucraina, dopo il colloquio di ieri fra Tony Blinken e Sergei Lavrov, a margine del G20 dei ministri degli Esteri in India.

Il capo della diplomazia americana ha detto di aver sottolineato tre punti: primo, l'appoggio degli Usa all'Ucraina continuerà per tutto il tempo necessario; secondo, Mosca deve tornare a rispettare il trattato sul disarmo nucleare New Start; terzo, bisogna liberare il detenuto Paul Whelan. Il rivale russo ha risposto che non si sente isolato, non c'è un negoziato in corso e l'invasione continua. Intanto Washington, secondo la Reuters, sta parlando con gli alleati del G7 affinché aderiscano a nuove sanzioni contro la Cina, se facesse il passo di fornire armi letali al Cremlino.

L'inco…

NEW YORK - Si sono parlati, per la prima volta da una fugace telefonata sullo scambio di prigionieri avvenuta mesi fa. Però non c'è molto altro da segnalare, sul piano dei progressi verso una soluzione della guerra in Ucraina, dopo il colloquio di ieri fra Tony Blinken e Sergei Lavrov, a margine del G20 dei ministri degli Esteri in India.

Il capo della diplomazia americana ha detto di aver sottolineato tre punti: primo, l'appoggio degli Usa all'Ucraina continuerà per tutto il tempo necessario; secondo, Mosca deve tornare a rispettare il trattato sul disarmo nucleare New Start; terzo, bisogna liberare il detenuto Paul Whelan. Il rivale russo ha risposto che non si sente isolato, non c'è un negoziato in corso e l'invasione continua. Intanto Washington, secondo la Reuters, sta parlando con gli alleati del G7 affinché aderiscano a nuove sanzioni contro la Cina, se facesse il passo di fornire armi letali al Cremlino.

L'incontro dei ministri degli Esteri del G20 a New Delhi è sostanzialmente fallito, come quello precedente dei colleghi finanziari. Il padrone di casa Jaishankar ha amesso che non è stato possibile accordarsi su un comunicato congiunto per le divergenze sull'Ucraina. Mosca e Pechino si sono opposte anche a ripetere il linguaggio del G20 di Bali a novembre, che aveva denunciato le sofferenze provocate dalla guerra e bocciato l'uso di armi nucleari come inammissibile. "Dobbiamo continuare a chiedere alla Russia - ha detto Blinken - di porre fine alla sua guerra di aggressione e ritirarsi dall'Ucraina, per il bene della pace internazionale e della stabilità economica". Quando è diventato chiaro che non ci sarebbe stata una dichiarazione congiunta, ha denunciato Mosca e Pechino: "Sono stati gli unici due paesi che hanno chiarito che non avrebbero approvato il testo". Lavrov gli ha risposto così: "Un certo numero di delegazioni occidentali ha trasformato il lavoro sull'agenda del G20 in una farsa, volendo trasferire la responsabilità dei loro fallimenti economici sulla Federazione Russa".

A margine di questo scontro, i due si sono parlati per dieci minuti. L'incontro non era previsto, e la portavoce di Lavrov ha detto che lo hanno chiesto gli americani, precisando però che non ha avviato alcun negoziato sulla fine della guerra. Il dipartimento di Stato ha risposto che Mosca come al solito punta solo sulla propaganda, invece della sostanza.

Dopo l'incontro, Blinken ha detto ai giornalisti di aver spiegato a Lavrov che l'appoggio di Washington a Kiev non finirà mai, e "per porre fine a questa guerra di aggressione bisogna impegnarsi in una diplomazia seria che possa produrre una pace giusta e duratura, ma Putin ha dimostrato di non aver alcun interesse a farlo, dicendo che non ce nulla di cui parlare fino a quando l'Ucraina non accetterà la nuova realtà territoriale". Il segretario di Stato ha esortato la Russia a revocare "la sua decisione irresponsabile e tornare alla partecipazione al trattato sul nucleare New Start". Sulla liberazione dell'ex marine Whelan ha rivelato che "gli Stati Uniti hanno avanzato una proposta seria e la Russia dovrebbe accettarla".

Lavrov ha scrollato le spalle: "Non ci sentiamo isolati. È l'Occidente che si è isolato, e alla fine se ne renderà conto". Quindi ha ripetuto che l'invasione continua, senza dare alcun segno di essere interessato ad una soluzione diplomatica che non parta dalla resa incondizionata di Kiev.

Fonti del dipartimento di Stato hanno poi spiegato che l'obiettivo principale del colloquio era chiarire a Putin di non farsi illusioni, se la sua strategia è puntare sulla stanchezza dell'Occidente: "L'intenzione era dissuadere Mosca da qualsiasi nozione che il nostro supporto e quello degli alleati per Kiev possa vacillare". Come confermerà oggi il vertice alla Casa Bianca tra il presidente Biden e il cancelliere tedesco Scholz. La proposta di pace giusta a cui si riferiva Blinken "sono i dieci punti avanzati dal presidente Zelensky", testo di partenza per una trattativa che non riconosce alcuna conquista militare russa. Ma le speranze di andare verso una soluzione negoziata sono praticamente nulle, al momento. La Casa Bianca ha detto che "Biden sarebbe pronto a parlare con Putin, se fosse serio sulla trattativa", però il dipartimento di Stato ha chiarito che il colloquio di ieri non aperto la porta ad alcun seguito.