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Olaf Scholz 
Olaf Scholz
  (ansa)

Il faccia a faccia "confidenziale" di Scholz e Biden a Washington: sul tavolo Ucraina e il bastone contro la Cina. Ma non solo

Oggi il cancelliere tedesco dal presidente Usa a Washington. Le spine commerciali

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WASHINGTON – Un faccia a faccia “confidenziale” con Joe Biden a Washington per Olaf Scholz. Oggi alle 20 (ora italiana) il cancelliere tedesco vedrà a tu per tu il presidente Usa. Sul tavolo la guerra in Ucraina e i rapporti con la Cina, ma non solo: anche i dossier commerciali sono caldi tra i due partner transatlantici.

Scholz è partito per la missione di un giorno, che insolitamente non include una delegazione della stampa. La sua visita arriva pochi giorni dopo che il consigliere per la sicurezza di Biden, Jake Sullivan, ha detto che la Casa Bianca ha dato il via libera ai carri armati Abrams per l’Ucraina solo perché Scholz ha posto l’invio Usa come condizione preliminare per la fornitura dei Leopard tedeschi.

La questione tank

La decisione di Biden è arrivata contro il consiglio dei suoi militari, ha spiegato Sullivan all'emittente statunitense ABC. Berlino ha insistito che la decisione è stata consensuale.

I due leader dovrebbero incontrarsi per un'ora, compreso un significativo "faccia a faccia" dei due da soli, ha detto un alto funzionario statunitense, aggiungendo che la situazione confidenziale darebbe loro la possibilità di "scambiarsi appunti" sui rispettivi recenti incontri con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e lo stato della guerra.

"Entrambi i leader volevano che questo fosse un incontro a livello di lavoro”, ha detto ancora il funzionario.

Le sanzioni a Pechino

Scholz arriva mentre gli Stati Uniti cercano alleati solidi per cercare di imporre sanzioni alla Cina, nel caso in cui Pechino decida di fornire supporto militare alla Russia per la sua guerra in Ucraina.

Né Washington né Berlino dicono esplicitamente di avere prove della fornitura di armi da parte di Pechino a Mosca, ma funzionari statunitensi hanno ripetuto più volte che la situazione viene monitorata costantemente.

La Germania - che in genere rispetto agli Usa ha assunto una posizione molto meno aggressiva nei confronti della Cina, suo principale partner commerciale - insiste che la Cina potrebbe svolgere un ruolo nel portare la pace: una prospettiva che la maggior parte degli osservatori guarda con scetticismo.

Washington ha accolto con favore l’intervento di Scholz in Parlamento giovedì, un discorso in cui ha esortato la Cina a non fornire armi a Mosca e ha chiesto a Pechino di esercitare pressioni sulla Russia affinché ritiri le sue forze.

“I responsabili politici statunitensi nutrono una preoccupazione cronica che le potenze industriali europee come la Germania consentiranno ai loro interessi commerciali in Cina di mitigare la volontà di assumere posizioni dure su questioni di sicurezza e geopolitiche”, commenta con Reuters Daniel Russel, che è stato il principale diplomatico statunitense per l'Asia orientale sotto il presidente Barack Obama ed è ora con l'Asia Society: “L'amministrazione Biden utilizzerà la visita di Scholz per cercare di spostare l'equilibrio della Germania nella direzione di maggiori pressioni su Pechino”.

Il mese scorso una vasta delegazione di funzionari statunitensi, tra cui la vicepresidente Kamala Harris e il segretario di Stato Antony Blinken, ha partecipato a un incontro annuale sulla sicurezza a Monaco, e ha molto elogiato la Germania per il suo sostegno all'Ucraina, un sostegno che ha richiesto una revisione del suo approccio alla Difesa e alla politica estera.

Joe Biden
Joe Biden (ansa)

Un rapporto personale

Per Sudha David-Wilp, capo dell'ufficio di Berlino del think tank German Marshall Fund, il colloquio a “tu per tu” tra i due leader è il segnale della volontà di costruire un “rapporto più personale”. “Washington guarda ancora a Berlino come prima potenza militare in Europa. E' un'opportunità per fare il punto”, spiega a Reuters.

La questione commerciale

Dal punto di vista commerciale il timore a Washington è però che Scholz possa sollevare preoccupazioni sulle sovvenzioni per le tecnologie rispettose del clima ai sensi dell'Inflation Reduction Act (IRA): per la Germania si tratta di misure che potrebbero mettere le aziende tedesche in una posizione di svantaggio. Per i critici l'IRA è stato uno schiaffo in faccia all'Europa dal suo più grande alleato in un momento in cui l'Europa sta già lottando con i prezzi dell'energia nettamente più alti a causa della guerra in Ucraina.

Una task force USA-UE continua a riunirsi sulla questione, ma Washington insiste sul fatto che i crediti d'imposta ridurranno i costi per l'energia pulita a livello globale.

"Il governo dovrebbe spingere espressamente per condizioni di concorrenza eque nei colloqui", dice Peter Adrian, presidente delle Camere di commercio e industria tedesche (DIHK).

L'IRA sta già attirando aziende tedesche negli Stati Uniti, mostra un recente sondaggio DIHK. "Entrambe le parti dovrebbero garantire che non si finirà in una guerra commerciale", ha dichiarato il capo dell'Associazione industriale tedesca BDI Siegfried Russwurm.