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Hong Kong, vietato ricordare: tre attivisti condannati per le veglie per il massacro di Tiananmen

(reuters)
L’accusa è di non aver fornito alla polizia informazioni sui propri iscritti, rischiano sei mesi di carcere: si tratta di Tang Ngok-kwan, Tsui Hon-kwong e Chow Hang-tung, uno dei volti più conosciuti nel campo democratico dell’ex colonia britannica
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PECHINO - Tre condanne per Tiananmen. Il tribunale di Hong Kong questa mattina ha ritenuto colpevoli tre ex attivisti della Alliance in Support of Patriotic Democratic Movements of China - scioltasi dopo l’imposizione della legge sulla sicurezza nazionale - organizzatrice della tradizionale veglia per ricordare quella strage del 1989. L’accusa è di non aver fornito alla polizia informazioni sui propri iscritti. Una sentenza è attesa la prossima settimana, l’11 marzo, e i tre rischiano sei mesi di carcere.

Si tratta di Tang Ngok-kwan, Tsui Hon-kwong e Chow Hang-tung: quest’ultima uno dei volti più conosciuti nel campo democratico dell’ex colonia britannica. "L'esistenz…

PECHINO - Tre condanne per Tiananmen. Il tribunale di Hong Kong questa mattina ha ritenuto colpevoli tre ex attivisti della Alliance in Support of Patriotic Democratic Movements of China - scioltasi dopo l’imposizione della legge sulla sicurezza nazionale - organizzatrice della tradizionale veglia per ricordare quella strage del 1989. L’accusa è di non aver fornito alla polizia informazioni sui propri iscritti. Una sentenza è attesa la prossima settimana, l’11 marzo, e i tre rischiano sei mesi di carcere.

Si tratta di Tang Ngok-kwan, Tsui Hon-kwong e Chow Hang-tung: quest’ultima uno dei volti più conosciuti nel campo democratico dell’ex colonia britannica. "L'esistenza di un'organizzazione indipendente come la nostra, in grado di controllare il potere, è essenziale per la sicurezza di una nazione, non è una minaccia", ha dichiarato la 38enne davanti alla corte.

Chow, ex vicepresidente dell’organizzazione, è in custodia cautelare dal settembre 2021 ed è imputata anche in un altro caso di sicurezza nazionale: accusata di incitamento alla sovversione del potere statale.

Hong Kong era rimasto l’unico posto in territorio cinese dove il ricordo di quella tragedia avveniva ancora. Ci si ritrovava a Victoria Park per commemorare gli studenti, gli operai e tutti coloro che persero la vita la notte tra il 3 e il 4 giugno del 1989 quando il Partito comunista decise di mandare i carri armati per fermare la protesta nella piazza cuore politico della capitale cinese. Non è più così ormai dal 2019: quei raduni non si possono più fare. Lo scorso anno, per la prima volta, pure le chiese cattoliche di Hong Kong non hanno tenuto le annuali celebrazioni: troppo rischioso. 

La nuova legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino nel 2020 dopo le grandi proteste democratiche dell’anno precedente, punisce la secessione, la sovversione, la collusione con forze straniere e il terrorismo con pene fino all’ergastolo.