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Il fisico del Clima Antonello Pasini: "Senza interventi non riusciremo più a fermare la siccità"

I suoli fanno sempre più fatica ad assorbire acqua. Se piove, accade in maniera violenta e se invece non scende acqua si crea un effetto "accumulo" per cui, una stagione arida dopo l'altra, la natura non riesce più a fornire risposte
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Lacrime in terra sperando che inizi a piovere dal cielo. Non c'è pace in questo inverno per i suoli europei: la siccità che nel 2022 fu definita fra le peggiori degli ultimi 500 anni, nel 2023 potrebbe risultare ancor più devastante. I paesi europei oggi sono "a secco" già a marzo e i suoli fanno sempre più fatica ad assorbire acqua. Se piove, accade in maniera violenta, se invece non scende acqua si crea un effetto "accumulo" per cui, una stagione arida dopo l'altra, la natura non riesce più a fornire risposte. Sul perché dovremmo smetterla di programmare solo in emergenza per adattarci alla carenza d'acqua, e al contrario ideare un strategia per il futuro, Antonello Pasini, fisico del Clima del Cnr, è molto chiaro: "Senza interventi - dice - non sapremo più come fermare questa siccità".

Perché l'Europa già ad inizio 2023 si trova in condizioni di siccit&…

Lacrime in terra sperando che inizi a piovere dal cielo. Non c'è pace in questo inverno per i suoli europei: la siccità che nel 2022 fu definita fra le peggiori degli ultimi 500 anni, nel 2023 potrebbe risultare ancor più devastante. I paesi europei oggi sono "a secco" già a marzo e i suoli fanno sempre più fatica ad assorbire acqua. Se piove, accade in maniera violenta, se invece non scende acqua si crea un effetto "accumulo" per cui, una stagione arida dopo l'altra, la natura non riesce più a fornire risposte. Sul perché dovremmo smetterla di programmare solo in emergenza per adattarci alla carenza d'acqua, e al contrario ideare un strategia per il futuro, Antonello Pasini, fisico del Clima del Cnr, è molto chiaro: "Senza interventi - dice - non sapremo più come fermare questa siccità".

Perché l'Europa già ad inizio 2023 si trova in condizioni di siccità così allarmanti?

"Se osserviamo quanto accaduto in Europa finora, a parità di precipitazioni rispetto al passato, è chiaro che se continua ad aumentare la temperatura ci si aspetta un continuo impoverimento di umidità del suolo. Questo perché aumentano due fattori: l'evaporazione dal suolo stesso e l'evapotraspirazione delle piante. Ciò significa che anche con le stesse piogge del 2022, l'acqua disponibile ora è comunque minore. In più c'è il fatto che l'Europa risente sempre più spesso del cambio di circolazione: ci sono stati tanti anticicloni africani, che portano un generale aumento delle temperature, e addirittura questo inverno quando si ritirava l'anticiclone dell'Africa è arrivato quello delle Azzorre che noi avevamo abitualmente solo in estate. Tutti questi cambiamenti, portano a minori piogge e maggiore siccità".

Nel 2022 l’Italia ha sfiorato i 6 miliardi di euro di danni per l’agricoltura. La prossima estate andrà peggio?

"Difficile a dirsi, speriamo nella primavera, ma i dati ci dicono che se partiamo da una situazione già complessa ci vuole poco per spingersi in una condizione ancor peggiore. Il problema infatti è che noi abbiamo già il deficit idrico dall'anno prima. Anche se questa del 2023 non fosse la peggiore siccità,  andrebbe comunque ad accumularsi a quella del 2022, con l'abbassamento delle falde acquifere. L'effetto accumulo è uno dei volti della crisi del clima: così come c'è per le emissioni di CO2 in atmosfera, esiste anche per le condizioni di estrema siccità".

Cosa dicono oggi le previsioni?

"Come Cnr le prime previsioni stagionali ci danno una primavera appena un po' più calda della media e quello che si comincia a vedere per l'estate è l'indicazione di una estate calda.  Diciamo che è ancora molto presto per sapere, ma se le previsioni invernali sono spesso incerte, quelle estive sono più affidabili. Resta comunque il problema grave della carenza delle risorse idriche legate all'assenza di neve".

Anche se tornasse a piovere, molto dipende da che precipitazioni avremo.

"Sì, perché se arriva una pioggia violenta - intensificazione tipica della crisi del clima - oggi si abbatte su un terreno già secco e non si infiltra nelle falde ma scorre in superficie e finisce subito nei fiumi. Dunque porta pochi benefici. Uno dei problemi dell'Italia è che non abbiamo la capacità di captare questa acqua "violenta" che scende, perché abbiamo invasi scarsi. Se guardiamo la Spagna ad esempio loro hanno una capacità di captazione dell'acqua con invasi che è quattro volte superiore alla nostra. È chiaro che nella penisola iberica sono da sempre più sensibili al problema, visto che il sud del paese è desertico, ma ormai la stessa cosa vale anche per noi e dovremmo seriamente pensare a regolarci su questo per non agire sempre e solo in situazioni di emergenza. Bisogna ragionare in maniera più strutturale".

Servono anche restrizioni all'uso dell'acqua per i cittadini?

"Probabilmente sì. Mi pare che ci stiamo già muovendo in tal senso, o forse ci arriveremo presto".

Oltre ad adattarci cosa serve per fronteggiare la siccità?

"Ormai dobbiamo iniziare a pensare a lunga scadenza, a non arrivare agli scenari peggiori, perché in tal caso sarà difficilissimo adattarci davvero. Pensiamo alle Alpi: se perdono il 30% della superficie dei volumi dei ghiacciai forse possiamo ancora pensare di cavarcela, ma se arrivano a perdere l'80%  non ci sarà più nulla da fare. Dobbiamo dunque aumentare le azioni di contrasto a emissioni e crisi del clima a livello globale, altrimenti situazioni di siccità come quella in corso si ripeteranno sempre di più e non sapremo più come fermarle".