Cina, al via l'Assemblea del popolo: dalla sicurezza alle banche, così Xi ridisegna la mappa del potere
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Tutto è pronto nella Grande Sala del Popolo su Piazza Tiananmen per l'apertura domani dei lavori dell'Assemblea Nazionale, il massimo organo legislativo della Repubblica Popolare cinese. Dopo essersi aggiudicato lo scorso ottobre al Congresso del Pcc la carica di segretario generale comunista per la terza volta consecutiva, Xi Jinping si appresta a ricevere formalmente anche quella di presidente della Repubblica. Sarà un Partito (e un governo) ancora di più a immagine e somiglianza del nuovo timoniere quello che uscirà al termine degli otto giorni di lavoro dell'Assemblea. Dagli obiettivi economici alle spese militari, dalla regolamentazione del settore privato alle tecnologie, dalla sicurezza alla questione di Taiwan, il conclave che terminerà il 13 marzo darà risposte sulla strada che la Cina ha intenzione di intraprendere in questo 2023 e nel quinquennio a venire.
PECHINO - Tutto è pronto nella Grande Sala del Popolo su Piazza Tiananmen per l'apertura domani dei lavori dell'Assemblea Nazionale, il massimo organo legislativo della Repubblica Popolare cinese. Dopo essersi aggiudicato lo scorso ottobre al Congresso del Pcc la carica di segretario generale comunista per la terza volta consecutiva, Xi Jinping si appresta a ricevere formalmente anche quella di presidente della Repubblica. Sarà un Partito (e un governo) ancora di più a immagine e somiglianza del nuovo timoniere quello che uscirà al termine degli otto giorni di lavoro dell'Assemblea. Dagli obiettivi economici alle spese militari, dalla regolamentazione del settore privato alle tecnologie, dalla sicurezza alla questione di Taiwan, il conclave che terminerà il 13 marzo darà risposte sulla strada che la Cina ha intenzione di intraprendere in questo 2023 e nel quinquennio a venire.
Che cosa sono le Due Sessioni?
Le "lianghui" sono l'evento più importante della vita politica cinese. Da oggi e fino all'11 marzo si riunisce la Conferenza Consultiva del Popolo: 2.172 delegati provenienti dalla società civile mandarina che hanno, appunto, soltanto compiti consultivi. L'evento principale delle Due Sessioni - che si tengono soltanto una volta l'anno - è invece la riunione dell'Assemblea Nazionale del Popolo (sorta di "parlamento" con caratteristiche cinesi) che prende il via domani e durerà fino al 13 marzo. Qui i delegati (nominati dalle varie province e municipalità) sono 2.977. Xi farà un discorso introduttivo in entrambe le camere. Nemmeno l'Assemblea ha però in realtà molto potere, piuttosto è una grande cerimonia molto coreografata: le decisioni sono già state prese con mesi in anticipo nelle segrete stanze del Partito e i delegati si limitano ad approvarle, alzarsi in piedi ed applaudire. Ci fu un solo precedente di "dissenso": all'inizio degli anni '90 quando un terzo dei delegati votò contro la costruzione della diga delle Tre Gole. La diga, alla fine, venne costruita lo stesso.
Perché l'appuntamento di quest'anno è particolarmente importante?
Perché arriva dopo il Congresso del Partito dello scorso ottobre dove sono stati scelti i nuovi uomini (e le poche donne) nei ruoli di vertice del Pcc. Dopo quel rimpasto, ora tocca alle nomine delle cariche statali e governative.
Il nuovo premier
Occhi puntati su Li Qiang, nuovo numero due nel Comitato permanente del Politburo, che prenderà il posto del dimissionario premier Li Keqiang. Ex capo del Partito a Shanghai, 63 anni, Li Qiang è stato paracadutato dentro il gotha del potere rosso lo scorso ottobre, senza mai aver avuto ruoli a livello centrale nella macchina del Partito-Stato. È l'uomo della disastrosa gestione del lockdown nella metropoli finanziaria della scorsa primavera, chiusa a chiave per due mesi. Ma anche, secondo un retroscena dell'agenzia Reuters di qualche giorno fa, l'uomo che ha spinto per una rapida riapertura e l'abbandono della politica zero-Covid dopo le proteste di fine novembre dello scorso anno.
Le altre posizioni da tenere d'occhio
Tutti i ministeri e le istituzioni chiave avranno una nuova leadership, compresa la banca centrale. Andrà in pensione una generazione di leader considerati più orientati alle riforme, come il premier uscente Li Keqiang e lo zar dell'economia Liu He, attuale vicepremier che dovrebbe essere sostituito da He Lifeng, fedelissimo di Xi e capo del potente organo di pianificazione della politica economica cinese. Ding Xuexiang, il capo staff di Xi, la sua ombra, è destinato a diventare il primo vicepremier esecutivo. L'attuale vicepremier Han Zheng è destinato a diventare il prossimo vicepresidente della Repubblica. Zhu Hexin, navigato banchiere, potrebbe essere scelto per dirigere la banca centrale cinese.
Anche la sicurezza nelle mani del Partito
Xi ha già annunciato che il Partito sta pianificando cambiamenti "di vasta portata", che oltre alla riforma del settore finanziario includeranno un controllo più stretto sui settori della tecnologia e della scienza e un maggiore coinvolgimento del Pcc nelle "imprese non pubbliche". Verrà aumentata la centralizzazione trasferendo responsabilità dagli organi governativi a quelli che dipendono direttamente dal Comitato Centrale del Partito, soprattutto in materia di sicurezza dove le responsabilità del Ministero della Pubblica Sicurezza, responsabile della polizia, e del Ministero della Sicurezza di Stato, che gestisce l'intelligence interna ed estera, potrebbero essere assunte da commissioni di Partito: una mossa che potrebbe dare alla leadership ulteriore controllo sull'ordine pubblico dopo le proteste anti-Covid dei mesi scorsi.
Il target di crescita
Nel suo discorso di domani, il premier uscente Li Keqiang annuncerà il target di crescita economica, che secondo gli analisti si aggirerà tra il 5 e il 6%: un bel balzo rispetto alla crescita reale dello scorso anno, che fu del 3% a causa delle continue chiusure per il Covid, della crisi immobiliare e dell'indebolimento della domanda interna.
Le spese militari
Uno dei focus del discorso del premier di domani sarà anche quello sulla difesa. Lo scorso anno la Cina ha speso il 7,1% del budget: 1,45 trilioni di yuan (216 miliardi di euro). In costante crescita negli ultimi anni.
Le altre proposte che verranno discusse
Quelle relative a come stimolare la natalità, visto il primo calo demografico che quest'anno ha colpito la Cina: non succedeva dal 1961. La riforma delle pensioni, alzando l'asticella dell'età. La questione di Taiwan, sempre più pressante nell'agenda comunista: già al congresso di ottobre era stato approvato un emendamento allo statuto del Partito in cui bisogna "opporsi con determinazione e scoraggiare i separatisti che cercano di ottenere l'indipendenza".