Toblerone e Gruyère, la globalizzazione divora i prodotti fatti in Svizzera
di Franco Zantonelli , di Franco ZantonelliLUGANO - In pochi giorni due famosi marchi svizzeri, il cioccolato Toblerone e il formaggio Gruyère, da noi detto groviera, hanno perso la loro pluriennale "svizzeritudine". Per il Toblerone, ormai di proprietà della multinazionale alimentare statunitense Mondelez, galeotta è stata la delocalozzazione di parte della produzione a Bratislava, in Slovacchia, decisa sia per la richiesta d’aumento di stipendio del 6 per cento da parte del personale svizzero, sia per star dietro alle sempre crescenti richieste del mercato. La produzione, in Svizzera, nei pressi di Berna, rimane. Ma per le severe regole dello Swiss Made, introdotte a partire dal 2017 con la legge Swissness per proteggere chi produce esclusivamente nella Confederazione, dalla confezione del celebre cioccolato creato nel 1908 dai cioccolatieri Theodor Tobler e Emil Baumann, sparirà il disegno stilizzato che rappresenta il massiccio del Cervino.
LUGANO - In pochi giorni due famosi marchi svizzeri, il cioccolato Toblerone e il formaggio Gruyère, da noi detto groviera, hanno perso la loro pluriennale "svizzeritudine". Per il Toblerone, ormai di proprietà della multinazionale alimentare statunitense Mondelez, galeotta è stata la delocalozzazione di parte della produzione a Bratislava, in Slovacchia, decisa sia per la richiesta d’aumento di stipendio del 6 per cento da parte del personale svizzero, sia per star dietro alle sempre crescenti richieste del mercato. La produzione, in Svizzera, nei pressi di Berna, rimane. Ma per le severe regole dello Swiss Made, introdotte a partire dal 2017 con la legge Swissness per proteggere chi produce esclusivamente nella Confederazione, dalla confezione del celebre cioccolato creato nel 1908 dai cioccolatieri Theodor Tobler e Emil Baumann, sparirà il disegno stilizzato che rappresenta il massiccio del Cervino.
Solo i prodotti esclusivamente made in Switzerland potranno ancora fregiarsi di emblemi che richiamano, esplicitamente, simboli svizzeri: quali il Cervino, appunto, l'eroe Guglielmo Tell e la croce bianca in campo rosso della bandiera. Il disegno del Cervino, che figurava sul Toblerone dal 1970 - fa sapere Mondelez - verrà sostituito dal logo di una generica montagna triangolare che richiama vagamente i contorni della celebre vetta. Dalle confezioni sparirà pure la menzione “of Switzerland”. Gli americani vorrebbero sostituirla con “established in Switzerland”, ma dovranno vedersela con l’Istituto svizzero per la proprietà intellettuale.
L’esperto di marketing Stefan Vogler ha dichiarato al portale watson.ch che “la scomparsa del Cervino dalla confezone del Toblerone non è un buon segno per la Svizzera”. Aggiungendo tuttavia che “per buona parte dei consumatori rimarrà un prodotto svizzero”. Se la vicenda con al centro il Toblerone si è consumata in poco tempo, per quella relativa e per certi versi analoga del formaggio Gruyère ce ne è voluto un pò di più. Qui alla fine è passat la tesi della FDA, la Food and Drug Administration statunitense, per la quale non bastano i buchi in un formaggio per stabilirne la provenienza geografica. Un viatico alla produzione di Gruyère da parte di un caseificio del Wisconsin.
I casari svizzeri, ma anche quelli francesi, visto che la regione della Gruyère si trova a cavallo dei due paesi, si sono appellati alla giustizia americana ma questa, in prima e seconda istanza, ha dato loro torto sostenendo la tesi della Federazione americana dei produttori di latte, che ha sempre sostenuto che il Gruyère altro non è se non “un nome comune di alimento”.
Persa la titolarità di due celebri marchi alimentari la Svizzera si sente un po' sottosopra e si tiene stretta le banche e gli orologi. Ma anche i suoi carri armati Leopard 2, che la Germania le ha chiesto, finora invano, per rafforzare il dispositivo bellico ucraino.