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Dai microchip all'intelligenza artificiale: Biden pensa a un piano per bloccare gli investimenti tech Usa in Cina

(reuters)
L'obiettivo è preservare la circolazione di competenze e fondi americani che i cinesi potrebbero utilizzare per accelerare la propria capacità militare, scrive il Wall Street Journal
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New York - Dollari, microchip e 007. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden sta preparando un nuovo piano che prevede il blocco degli investimenti americani nelle compagnie tecnologiche cinesi legate alla produzione e ricerca nel campo dei microchip, super computer e intelligenza artificiale.

L'obiettivo è preservare la circolazione di competenze e fondi americani che i cinesi potrebbero utilizzare per accelerare la propria capacità militare. La notizia, riportata dal Wall Street Journal, alza il livello di diffidenza tra i due Paesi e arriva nelle ore in cui Donald Trump, nel suo infiammato discorso alla convention repubblicana, sabato sera, ha minacciato di bloccare l'import di prodotti cinesi, se diventerà presidente.

New York - Dollari, microchip e 007. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden sta preparando un nuovo piano che prevede il blocco degli investimenti americani nelle compagnie tecnologiche cinesi legate alla produzione e ricerca nel campo dei microchip, super computer e intelligenza artificiale.

L'obiettivo è preservare la circolazione di competenze e fondi americani che i cinesi potrebbero utilizzare per accelerare la propria capacità militare. La notizia, riportata dal Wall Street Journal, alza il livello di diffidenza tra i due Paesi e arriva nelle ore in cui Donald Trump, nel suo infiammato discorso alla convention repubblicana, sabato sera, ha minacciato di bloccare l'import di prodotti cinesi, se diventerà presidente.

Il report del Tesoro

Già in ottobre si era parlato di possibili restrizioni agli investimenti Usa in Cina, e a cui l'ambasciata cinese a Washington aveva risposto con tono di sfida: "Nessuna repressione può fermare lo sviluppo scientifico e tecnologico cinese". Adesso, oltre ai proclami, ci sono documenti ufficiali. I legislatori repubblicani e democratici di Capitol Hill, e i dipartimenti del Tesoro e del Commercio hanno redatto un report in cui si parla per la prima volta di un nuovo regolamento che punta a bloccare gli investimenti in Cina. Al momento non ci sono dettagli ma la volontà è quella di non fornire vantaggi a Pechino nel potenziare le sue capacità militari e di intelligence, sfruttando le startup americane e i soldi degli investitori.

Sequoia Capital China è uno dei fondi che potrebbero essere colpiti dal provvedimento: l'anno scorso ha raccolto 8,5 miliardi di dollari, di cui larga parte arrivati dagli Stati Uniti. Sequoia investe in aziende cinesi specializzate nei semiconduttori di ultima generazione. Il dipartimento del Tesoro ha spiegato che il programma si concentrerà sul "prevenire che capitale americano ed expertise vengano sfruttati per minacciare la nostra sicurezza nazionale". La Cina non viene citata, ma è quasi superfluo.

I colloqui con i partner del G7

"Questo report - ha confermato al Wsj Rosa DeLauro, deputata democratica della Camera - è un buon primo passo per garantire che gli Stati Uniti non alimentino le capacità del Partito comunista cinese che crei una pericolosa dipendenza". I tempi di attuazione del piano dovrebbero essere brevi. L'amministrazione Biden sta lavorando a un ordine esecutivo che regolamenterà gli investimenti all'estero nei prossimi mesi. La Casa Bianca ne ha parlato con gli alleati del G7 per raggiungere un consenso internazionale. Altri Paesi seguiranno l'esempio? A maggio sono in programma una serie di appuntamenti del G7. Quello potrebbe essere il mese chiave per chiudere il cerchio.