La denuncia dei servizi segreti russi: "Gli ucraini hanno tentato di uccidere Malofeev"
di Riccardo Ricci , di Riccardo RicciIl magnate russo Konstantin Malofeev, fondatore del canale televisivo di ispirazione nazionalista Tsargrad, torna a far parlare di sè. In mattinata il Servizio federale di sicurezza, Fsb, ha annunciato di aver sventato un attentato ai suoi danni. Stando alle ricostruzioni dell'Fsb a installare sotto l'auto di Malofeev l'ordigno che avrebbe dovuto ucciderlo sarebbero stati elementi del Corpo volontario russo, il gruppo di militanti ucraini guidato da Denis Kapustin, responsabile dell'incursione di alcuni giorni fa nella regione di Brjansk.
Le autorità russe accusano il gruppo paramilitare anche di un fallito sabotaggio di un oleodotto nella regione di Volgograd, condotto nell'agosto dello scorso anno. Nel video diffuso in rete l'Fsb accosta le immagini del presunto attentatore che installa l'ordigno sulla Mercedes di Malofeev a quelle ormai note al pubblico del recente raid a Bryansk, costato la vita a due civili.
Il magnate russo Konstantin Malofeev, fondatore del canale televisivo di ispirazione nazionalista Tsargrad, torna a far parlare di sè. In mattinata il Servizio federale di sicurezza, Fsb, ha annunciato di aver sventato un attentato ai suoi danni. Stando alle ricostruzioni dell'Fsb a installare sotto l'auto di Malofeev l'ordigno che avrebbe dovuto ucciderlo sarebbero stati elementi del Corpo volontario russo, il gruppo di militanti ucraini guidato da Denis Kapustin, responsabile dell'incursione di alcuni giorni fa nella regione di Brjansk.
Le autorità russe accusano il gruppo paramilitare anche di un fallito sabotaggio di un oleodotto nella regione di Volgograd, condotto nell'agosto dello scorso anno. Nel video diffuso in rete l'Fsb accosta le immagini del presunto attentatore che installa l'ordigno sulla Mercedes di Malofeev a quelle ormai note al pubblico del recente raid a Bryansk, costato la vita a due civili.
L'oligarca e i legami con la Lega
Soggetto a sanzioni da parte degli Stati Uniti con l'accusa di aver sostenuto le azioni dei filorussi nel Donbass, Malofeev ha creato nel 2015 la Tv Tsargrad, conservatrice, sostenitrice dei valori del cristianesimo ortodosso e fedele a Putin. Il 48enne, ultraortodosso, filantropo e nostalgico del passato zarista, è divenuto noto al pubblico italiano in seguito allo scandalo del Metropol di Mosca. Sospettato di aver sostenuto negli anni i partiti euroscettici d'Europa, in seguito a un'inchiesta de L'Espresso è stato accusato di aver partecipato nel 2018 con l'esponente della Lega Gianluca Savoini alla trattativa per una compravendita di petrolio che avrebbe dovuto mascherare finanziamenti al partito in cambio di posizioni politiche favorevoli.
Lo schema del fallito attacco non può non ricordare la dinamica dell'attentato nel quale ha perso la vita la figlia del filosofo ultraconservatore, Aleksander Dugin, Daria. Il 20 agosto del 2022 la ventinovenne, nella vita analista politica, è rimasta vittima dell'esplosione della Toyota Land Cruiser della quale era alla guida nella periferia di Mosca. Lo stesso Malofeev, nel commentare l'accaduto ha fatto riferimento all'omicidio della giornalista. "Spero che i responsabili dell'omicidio di Dasha Dugina vengano finalmente scoperti e arrestati", e ha assicurato che "né minacce né attacchi terroristici" influenzeranno la sua "ardente e sincera posizione patriottica". "La logica dei terroristi della Nato e dei loro mercenari diretti, i nazisti di Kiev, è comprensibile: la distruzione dei principali ideologi del Rinascimento russo", ha scritto a sua volta Dugin su Telegram.
Le accuse a Kiev e ai Paesi Nato
La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Marija Zakharova ha puntato il dito contro le autorità di Kiev, che sarebbero indirettamente coinvolte attraverso il sostegno alle formazioni paramilitari e non ha risparmiato i Paesi occidentali "che solitamente sono iperattivi in ogni occasione di oppressione dei giornalisti" . Il "silenzio" in relazione all'attentato alla vita del fondatore del canale televisivo Tsargrad "significherà il loro tacito coinvolgimento nel sostenere tali crimini, nonché la cura ideologica delle azioni estremiste dei banditi di Kiev".
La presidenza ucraina dal canto suo nega il coinvolgimento nell'incidente e il consigliere capo dell'ufficio del presidente ucraino, Mikhail Podolyak, ha suggerito che possa trattarsi di azioni condotte da "partigiani russi" che "iniziano a smantellare il regime di Putin". Ma lo stesso Kapustin, a cui l'Fsb attribuisce sia l'organizzazione dell'attentato a Malofeev che l'attacco a Brjansk, ha fatto sapere che senza l'appoggio di Kiev non avrebbe potuto portare a termine il raid.