Stati Uniti, per il Pentagono ora anche le super gru nei porti sono potenziali strumenti di spionaggio cinese
di Anna Lombardi , di Anna LombardiUn “cavallo di Troia” in ogni porto americano. Non più solo i palloni aerostatici e la app amata dai giovanissimi TikTok: ora le autorità americane temono che il Dragone spii anche attraverso le gigantesche gru '"Made in China" che troneggiano in tutti i principali porti degli Stati Uniti, inclusi quelli militari. Lo hanno detto al Wall Street Journal alcuni funzionari statunitensi che preferiscono restare anonimi. Molto preoccupati del fatto che le gru capaci di muovere i container dalle navi alla terra, prodotte dalla multinazionale statale cinese Zpmc, siano una sorta di “strumento di spionaggio nascosto anche se alla luce del sole". Tanto che al Pentagono qualcuno li ha già addirittura definiti potenziali “cavalli di Troia” .
Un “cavallo di Troia” in ogni porto americano. Non più solo i palloni aerostatici e la app amata dai giovanissimi TikTok: ora le autorità americane temono che il Dragone spii anche attraverso le gigantesche gru '"Made in China" che troneggiano in tutti i principali porti degli Stati Uniti, inclusi quelli militari. Lo hanno detto al Wall Street Journal alcuni funzionari statunitensi che preferiscono restare anonimi. Molto preoccupati del fatto che le gru capaci di muovere i container dalle navi alla terra, prodotte dalla multinazionale statale cinese Zpmc, siano una sorta di “strumento di spionaggio nascosto anche se alla luce del sole". Tanto che al Pentagono qualcuno li ha già addirittura definiti potenziali “cavalli di Troia” .
Le “crane ship-to-shore” – come si chiamano queste gru in inglese - sono relativamente semplici e poco costose. Ma contengono sensori sofisticati in grado di registrare e tracciare la provenienza e la destinazione dei container che muovono. Il timore, non è chiaro basato su cosa, è che le attrezzature di sollevamento pesi siano dotati di software-spia capaci di mandare al Dragone informazioni precise su cosa arriva e cosa parte, mettendo Pechino in grado di tracciare ogni spedizione in entrata e in uscita dai porti statunitensi. E dunque anche su eventuale materiale spedito per supportare operazioni militari nel resto del mondo. Non solo: se quel tipo di controllo esiste, un giorno i cinesi potrebbero perfino essere in grado di interrompere il flusso delle merci.
Bill Evanina, ex alto funzionario del controspionaggio statunitense si è addirittura spinto a dire al Wsj che “le gru potrebbero essere la nuova Huawei": riferendosi evidentemente allo scontro fra Stati Uniti e il colosso cinese delle telecomunicazioni, che dal 2019 ha portato a forti limitazioni delle vendite e delle licenze d'uso. "Affari legittimi" ha detto "possono celare la raccolta di informazioni clandestine".
A Pechino, non l’hanno presa bene: “Sospetti totalmente infondati e fuorvianti” ha subito commentato la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning. “Americani sempre più paranoici” ha invece tuonato il tabloid ultra-nazionalista Global Times, che su Twitter hs affermato: "Non sono le gru cinesi ad essere cambiate, ma la mentalità americana verso la Cina". Mentre per un rappresentante dell'ambasciata cinese a Washington le nuove presunte preoccupazioni degli Stati Uniti verso le gru sono un malcelato tentativo di ostacolare il commercio e la cooperazione economica fra i due paesi. "Giocare la carta cinese e sventolare la teoria della minaccia è irresponsabile e danneggerà gli interessi degli stessi Stati Uniti".
Di sicuro, a scatenare le nuove ansie, contribuiscono le tensioni provocate dall’abbattimento di un pallone ad alta quota, presunto mezzo di spionaggio e i conseguenti abbattimenti di diversi "oggetti non identificati". Tutto questo ha messo in luce il modo in cui le nazioni si tengono sotto controllo a vicenda, al di là dei più convenzionali strumenti di raccolta di informazioni di spie e satelliti.