✕

Svetlana Tikhanovskaja condannata a 15 anni in Bielorussia

Svetlana Tikhanovskaja (ansa)
La leader dell'opposizione a Lukashenko colpita dal provvedimento in contumacia. L'attivista ha lasciato il Paese nel 2020 e oggi vive in Lituania con i figli
2 minuti di lettura

MOSCA - Il tribunale della città di Minsk ha condannato l'ex candidata alla presidenza della Bielorussia, Svetlana Tikhanovskaja, a 15 anni di colonia penale a regime ordinario. Sono state emesse condanne simili anche nei confronti dell'ex ministro della Cultura della Bielorussia, Pavel Latushko, e di alcuni membri del Consiglio di coordinamento dell'opposizione, Maria Moroz, Olga Kovalkova e Sergei Dylevsky, rispettivamente 18 anni di carcere per il primo, dodici per i restanti tre. Gli oppositori sono accusati cospirazione tentativi di rovesciare "il potere statale con mezzi incostituzionali", di creazione di "formazioni estremiste", di incitamento ad azioni "volte a danneggiare la sicurezza nazionale della Bielorussia". 

MOSCA - Il tribunale della città di Minsk ha condannato l'ex candidata alla presidenza della Bielorussia, Svetlana Tikhanovskaja, a 15 anni di colonia penale a regime ordinario. Sono state emesse condanne simili anche nei confronti dell'ex ministro della Cultura della Bielorussia, Pavel Latushko, e di alcuni membri del Consiglio di coordinamento dell'opposizione, Maria Moroz, Olga Kovalkova e Sergei Dylevsky, rispettivamente 18 anni di carcere per il primo, dodici per i restanti tre. Gli oppositori sono accusati cospirazione tentativi di rovesciare "il potere statale con mezzi incostituzionali", di creazione di "formazioni estremiste", di incitamento ad azioni "volte a danneggiare la sicurezza nazionale della Bielorussia". 

La portavoce dell’ex candidata, Anna Krasulina, ha riferito al quotidiano russo Kommersant che il quartier generale non ha seguito l'avanzamento del processo, i cui esiti erano scontati. Il processo contro la leader dell’opposizione si è svolto in contumacia, dal momento che l’attivista ha deciso di lasciare il Paese nel 2020 e ad oggi vive in Lituania con i figli. Una decisione sofferta ma necessaria, come ha detto ai suoi sostenitori alcuni giorni dopo la partenza: “Dio non voglia che ti troviate di fronte a una scelta del genere. Nessuna vita vale quello che sta accadendo ora. I figli sono la cosa più importante della nostra vita”.

Una decisione che si è rivelata sensata alla luce del destino di altri oppositori del presidente, Aleksandr Lukashenko. È il caso dell'ex banchiere Viktar Babariko, escluso dalle presidenziali del 2020, ed accusato di reati economici in un processo dalla probabile connotazione politica, o del capo del suo staff elettorale, Marija Kaleshnikova, che non è riuscita ad abbandonare in tempo il Paese e attualmente sta scontando una pena di undici anni. 

Le accuse mosse contro Tikhanovskaja e Latushko sono le medesime che hanno portato all’arresto del marito Sergej, che nel 2020 ha tentato senza successo di presentare la propria candidatura contro Lukashenko, in carica dal 1994. 

Dopo il blocco della candidatura del marito, forte di un’esperienza politica all’opposizione che l’ha vista protagonista nel 2019 della creazione del canale YouTube “Strana dlja Zhizny”, Svetlana ha provato a guidare in prima persona l’opposizione, ottenendo il secondo posto dopo il presidente in carica. Secondo i risultati ufficiali delle elezioni 2020 Tikhanovskaja ha ottenuto poco più del 10 per cento dei voti, contro l'80,1 per cento delle preferenze per Lukashenko.

L'opposizione ha contestato la validità del voto, ha formato un Consiglio di coordinamento, presieduto da Latushko, e chiesto che si tornasse alle urne. Lukashenko ha annunciato che non avrebbe rinunciato al potere, perché "non è per questo che sono stato eletto dal popolo". Il clima di tensione del momento ha spinto il presidente rieletto per la sua sesta volta a tenere quasi segreto la cerimonia inaugurale, solo con qualche centinaio di fedelissimi.

Il mancato riconoscimento dei risultati da parte dell'opposizione ha però innescato proteste di massa, che si sono trasformate in rivolte e scontri con la polizia sedate a fatica nel corso dei mesi. Secondo le stime dell’organizzazione per i diritti umani "Viesna" dall'inizio della campagna elettorale fino alla fine del 2020, in Bielorussia sono state arrestate oltre 33 mila persone. Quando era già all’estero, nel 2021, il Comitato per la sicurezza dello Stato della Bielorussia ha incluso Tikhanovskaja e Latushko nell’elenco delle persone coinvolte in attività terroristiche.

Dall’esilio nel 2020, la carriera politica di Tikhanovskaja si è sviluppata in ambito europeo, conservando il ruolo di leader riconosciuto delle forze democratiche. Ha incontrato numerosi leader di paesi democratici ed è intervenuta all'Onu, all'Osce, alla Conferenza di Monaco e al Parlamento europeo. A dicembre del 2022 con la consegna del Premio Sakharov per la libertà di pensiero, è stata definitivamente consacrata come uno dei simboli dell'opposizione democratica nello spazio ex Sovietico.