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Cina, la nuova mappa del potere: tutti i fedelissimi di Xi nelle posizioni cruciali

(reuters)
Li Qiang sarà il nuovo premier e avrà in mano i dossier economici. Zhu Hexin si incammina verso la banca centrale. He Lifeng è il possibile vicepremier e l'ideologo Wang Huning si occuperà di affari etnici e religiosi
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PECHINO - È stato il suo canto del cigno, l’ultimo atto da premier prima di andare in pensione e sparire dalla scena politica, dopo essere stato spesso eclissato durante il suo mandato da un Xi Jinping sempre più accentratore di potere. Negli ultimi dieci anni, ogni marzo, è toccato a Li Keqiang aprire i lavori dell’Assemblea Nazionale del Popolo, “parlamento” con caratteristiche cinesi che deve tracciare le linee guida per l’anno in corso. Lo ha fatto anche domenica, per l’ultima volta. Al termine del conclave, che si chiuderà il 13 marzo, al suo posto arriverà un altro Li, quel Li Qiang che il segretario comunista Xi lo scorso anno ha promosso a numero due del Politburo: uomo fidato ma che prima d’ora non ha mai avuto ruoli a livello centrale nella macchina del Partito-Stato. 

PECHINO - È stato il suo canto del cigno, l’ultimo atto da premier prima di andare in pensione e sparire dalla scena politica, dopo essere stato spesso eclissato durante il suo mandato da un Xi Jinping sempre più accentratore di potere. Negli ultimi dieci anni, ogni marzo, è toccato a Li Keqiang aprire i lavori dell’Assemblea Nazionale del Popolo, “parlamento” con caratteristiche cinesi che deve tracciare le linee guida per l’anno in corso. Lo ha fatto anche domenica, per l’ultima volta. Al termine del conclave, che si chiuderà il 13 marzo, al suo posto arriverà un altro Li, quel Li Qiang che il segretario comunista Xi lo scorso anno ha promosso a numero due del Politburo: uomo fidato ma che prima d’ora non ha mai avuto ruoli a livello centrale nella macchina del Partito-Stato. 

Dopo aver riempito il Pcc già al Congresso di ottobre di fedelissimi compagni alla linea del Capo, Xi - che verrà nominato per la terza volta anche presidente della Repubblica - dovrà presentare pure gli altri alti funzionari in ruoli chiave per affrontare le sfide che attendono Pechino. Sarà un Partito (e un governo) ancora di più a immagine e somiglianza del nuovo timoniere. Una generazione di leader considerati più orientati alle riforme e spesso formatisi all’estero lascerà la scena.

Ecco chi è Li Qiang

Come da tradizione, il premier avrà in mano i dossier economici. E ieri Li Qiang si è già calato nel ruolo, in attesa dell’ufficialità. “La Cina si impegnerà a raggiungere gli obiettivi e promuovere uno sviluppo di alta qualità”. Ex capo del Partito a Shanghai, è l’uomo della disastrosa gestione del lockdown nella metropoli della scorsa primavera. Ma anche, secondo un retroscena di Reuters, colui che ha spinto per una riapertura dopo le proteste contro il Covid di fine novembre. Molti analisti concordano che, nonostante la sua ascesa sia dovuta ai legami con Xi, sia un tecnocrate capace che gode di buona reputazione tra gli imprenditori. 

Altri fedelissimi andranno ad occupare poltrone cruciali. Zhu Hexin, che potrebbe essere scelto per la Banca centrale. He Lifeng che dovrebbe aggiudicarsi il ruolo di vicepremier, prendendo il posto di Liu He, economista formatosi ad Harvard che guidò i negoziati con gli Usa durante le trattative commerciali del 2018 e 2019: "un ponte tra Oriente e Occidente”, come lo hanno definito in passato. Ponte che oggi sta rischiando di crollare. E poi ci saranno Zhao Leji, in pole per guidare l’organo legislativo e mettere nero su bianco la visione politica del leader. E l’ideologo Wang Huning, l’eminenza grigia di Xi, che supervisionerà due aree sensibili: affari etnici e religiosi e Taiwan. 

Un momento delicato per l'economia

Cambiamenti che arrivano in un momento delicato per l'economia, già azzoppata dalle chiusure Covid e da un giro di vite sui settori tecnologico e immobiliare. In una situazione geopolitica tesa, con le posizioni cinesi sulla guerra in Ucraina. E nel mezzo di un rinnovato scontro con l’America.

Xi insiste col suo mantra sull’autosufficienza per contrastare le restrizioni imposte dagli Usa. Citato dalla radio, dice che "guidato dagli Stati Uniti, l'Occidente ha attuato un contenimento per sopprimere la Cina, portando a sfide senza precedenti per il nostro sviluppo”. Aggiungendo che rimuoverà gli ostacoli che impediscono alle aziende private di competere in modo equo invitandole però ad essere "ricche e amorevoli” per raggiungere la “prosperità per tutti”.

Xi ha già annunciato cambiamenti "di vasta portata”. Ci si attende una ulteriore centralizzazione, trasferendo responsabilità dagli organi governativi a quelli che dipendono direttamente dal Partito, soprattutto in materia di sicurezza, finanza e gestione dei dati.