Georgia, proteste contro la legge sugli "agenti stranieri". Dura repressione di polizia
di Salvatore Giuffrida , di Salvatore GiuffridaProteste e scontri a Tblisi: la legge che limita Ong e mass media infiamma la Georgia. Più di 40mila persone hanno manifestato in viale Rustalevi davanti al Parlamento e più volte sono state dispersi dalle forze speciali di polizia con gas lacrimogeni, proiettili di gomma e idranti. Secondo l'agenzia di stampa russa Ria Novosti, i manifestanti hanno anche sfondato le barriere di ferro all'ingresso del Parlamento, tentando di entrare nel cortile del palazzo.
In corteo, i protagonisti della protesta hanno cantato inni all’Europa, sventolato bandiere degli Stati Uniti e dell’Ue, ma a tarda sera, per le vie del centro di Tblisi, risuonavano lugubri le sirene di decine di ambulanze che facevano la spola da viale Rustalevi verso gli ospedali: difficile dire con certezza quanti sono i feriti e gli arrestati. “La polizia ha usato in modo pesante gas e proiettili di gomma, le ambulanze sono dappertutto”, ha spiegato Irakli Kavtaradze, già m…
Proteste e scontri a Tblisi: la legge che limita Ong e mass media infiamma la Georgia. Più di 40mila persone hanno manifestato in viale Rustalevi davanti al Parlamento e più volte sono state dispersi dalle forze speciali di polizia con gas lacrimogeni, proiettili di gomma e idranti. Secondo l'agenzia di stampa russa Ria Novosti, i manifestanti hanno anche sfondato le barriere di ferro all'ingresso del Parlamento, tentando di entrare nel cortile del palazzo.
In corteo, i protagonisti della protesta hanno cantato inni all’Europa, sventolato bandiere degli Stati Uniti e dell’Ue, ma a tarda sera, per le vie del centro di Tblisi, risuonavano lugubri le sirene di decine di ambulanze che facevano la spola da viale Rustalevi verso gli ospedali: difficile dire con certezza quanti sono i feriti e gli arrestati. “La polizia ha usato in modo pesante gas e proiettili di gomma, le ambulanze sono dappertutto”, ha spiegato Irakli Kavtaradze, già membro del parlamento e ora all’opposizione, anche lui presente fra i 40mila della piazza.
Nei prossimi giorni il piccolo paese caucasico dovrà fare i conti con se stesso dopo l’approvazione della legge voluta dal partito di maggioranza - fotocopia di quella imposta da Putin in Russia - che costringe i mass media e le Ong finanziate per oltre il 20% dall’estero a registrarsi come “agenti di influenza stranieri”. Una legge criticatissima dalla società civile e dall’opposizione al governo del premier Giorgi Garibashvili, promotore della legge e delfino dell’oligarca filorusso Bidzina Ivanishvili, “homo sovieticus” e amico personale di Putin: dietro la legge votata in Parlamento e voluta dal governo, infatti, si staglia proprio l’ombra del Cremlino, che non vuole perdere il controllo sull’ex repubblica sovietica e le regioni separatiste di Abkhazia e Ossezia del sud.
La presidente Salome Zourabichvili ha già fatto sapere che metterà il veto alla legge perché è in aperto contrasto con il percorso di integrazione della Georgia con la Nato e soprattutto con l’Unione Europea, già piuttosto difficile a causa delle ombre filorusse del governo di Garibashvili e del caso Saakashvili, l’ex presidente atlantista e leader della Rivoluzione delle Rose, al momento detenuto in carcere contro ogni rispetto dei diritti umani, in pessime condizioni di salute e sottoposto a torture..