✕

Nord Stream, gli Usa assolvono Mosca: "Distrutto da sabotatori filo-ucraini"

Perdita di gas dal Nord Stream, settembre 2022 (afp)
Le rivelazioni del New York Times sull'attacco ai gasdotti sui quali viaggiava il gas naturale dalla Russi al Nord Europa
2 minuti di lettura

NEW YORK - Dietro l'attacco ai gasdotti Nord Stream sui quali viaggiava il gas naturale dalla Russia al Nord Europa non c'erano sabotatori russi vicini al presidente Vladimir Putin, ma un "gruppo pro-Ucraina", non legato in modo diretto a Washington e, probabilmente, neanche a Kiev. È quanto emerge in un report dell'Intelligence americana rivelato dal New York Times. Gli Usa sostengono di non aver trovato prove che il sabotaggio, avvenuto a settembre, a una delle infrastrutture chiave per la Russia, fosse opera di entità legate al Cremlino, ma non spiegano da chi fosse formata questa unità speciale e da chi finanziata.

I sabotatori, dicono, erano probabilmente anti-Putin, erano ucraini o russi, o forse entrambi. Per mesi è andato in scena un lungo scambio di accuse incrociate che, a turno, ha visto indicate Washington, Kiev, Mosca e Londra. Meno di sei mesi dopo appare una ricostruzione Usa che assolve tutti i governi, a cominci…

NEW YORK - Dietro l'attacco ai gasdotti Nord Stream sui quali viaggiava il gas naturale dalla Russia al Nord Europa non c'erano sabotatori russi vicini al presidente Vladimir Putin, ma un "gruppo pro-Ucraina", non legato in modo diretto a Washington e, probabilmente, neanche a Kiev. È quanto emerge in un report dell'Intelligence americana rivelato dal New York Times. Gli Usa sostengono di non aver trovato prove che il sabotaggio, avvenuto a settembre, a una delle infrastrutture chiave per la Russia, fosse opera di entità legate al Cremlino, ma non spiegano da chi fosse formata questa unità speciale e da chi finanziata.

I sabotatori, dicono, erano probabilmente anti-Putin, erano ucraini o russi, o forse entrambi. Per mesi è andato in scena un lungo scambio di accuse incrociate che, a turno, ha visto indicate Washington, Kiev, Mosca e Londra. Meno di sei mesi dopo appare una ricostruzione Usa che assolve tutti i governi, a cominciare da quello russo, e chiama in causa un indefinito gruppo pro-Ucraina.

Il 26 settembre 2022 una serie di bombe clandestine aveva provocato, sott'acqua, perdite nei gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2. Entrambi trasportavano gas naturale dalla Russia alla Germania, attraverso il Baltico. Prima dell'attacco, le condotte di Gazprom erano già inutilizzate dai Paesi dell'Unione europea, come ritorsione dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Le esplosioni, avvenute a diciassette ore l'una dall'altra, erano sembrate perfette per chiudere i rubinetti alla Russia e dare una svolta al conflitto. Le perdite si erano verificate in acque internazionali, seppure in aree economiche utilizzabili da Danimarca e Svezia. Tre giorni dopo Vladimir Putin aveva definito l'attacco un "atto di terrorismo internazionale senza precedenti". La domanda successiva era: da parte di chi?

Gli ucraini e i loro alleati avevano molti motivi per agire: per anni Kiev aveva parlato di rischio sicurezza, perché Mosca continuava ad arricchirsi vendendo gas all'Europa. Ma all'indomani del sabotaggio, l'Ucraina si era tirata fuori. Kiev aveva accusato Putin di essersi autosabotato per alzare il livello del conflitto. Il Cremlino aveva accusato Londra di aver agito sotto traccia. E Washington? Il mese scorso Seymour Hersh, leggendario reporter della guerra in Vietnam e giornalista investigativo, aveva parlato in un lungo articolo di sabotaggio voluto dal presidente Joe Biden, e di un piano portato avanti per nove mesi in una serie di briefing con l'Intelligence.La Casa Bianca aveva definito la storia "fiction" e "completamente falsa". Però l'attacco era stato di alta qualità, con sommozzatori esperti in grado di piazzare sott'acqua più di 500 chili di tritolo, in un'operazione in stile militare. All'inizio dell'anno scorso, dopo aver incontrato il cancelliere Olaf Scholz, Biden aveva detto che se la Russia avesse invaso l'Ucraina, gli Usa avrebbero messo fine al gasdotto Nord Stream 2. "Vi garantisco - aveva affermato - che siamo in grado di farlo". Un paio di settimane dopo, i russi avevano attraversato il confine ucraino.