Taiwan, l'analista Shen Ming-Shih: "Prima o poi la Cina ci attaccherà"
di Anna Lombardi , di Anna Lombardi"Ogni conflitto fra Washington e Pechino fa male a Taiwan. L'invasione cinese, d'altronde, non è questione di se, ma di quando. La tensione costante nella quale ormai viviamo, ci rende però meno impressionabili. Pensiamo che la Cina oggi mostri i muscoli agli Stati Uniti ad uso interno: l'economia fatica e Xi Jinping cerca di scaricare le colpe sugli americani". Shen Ming-Shih, è il vice direttore dell'Institute for National Defense and Security di Taipei, think tank del Ministero della Difesa dell'isola.
La Cina accusa gli Usa di voler creare una Nato asiatica a un passo da casa loro. Non teme che Taiwan faccia la fine dell'Ucraina?
"Non vogliamo la guerra: ma ci prepariamo al peggio. È triste dire che un Paese che soffre ci ispira, ma è così. Stanno tenendo testa a una superpotenza. Ma pure Xi vede la debolezza della Russia isolata".
"Ogni conflitto fra Washington e Pechino fa male a Taiwan. L'invasione cinese, d'altronde, non è questione di se, ma di quando. La tensione costante nella quale ormai viviamo, ci rende però meno impressionabili. Pensiamo che la Cina oggi mostri i muscoli agli Stati Uniti ad uso interno: l'economia fatica e Xi Jinping cerca di scaricare le colpe sugli americani". Shen Ming-Shih, è il vice direttore dell'Institute for National Defense and Security di Taipei, think tank del Ministero della Difesa dell'isola.
La Cina accusa gli Usa di voler creare una Nato asiatica a un passo da casa loro. Non teme che Taiwan faccia la fine dell'Ucraina?
"Non vogliamo la guerra: ma ci prepariamo al peggio. È triste dire che un Paese che soffre ci ispira, ma è così. Stanno tenendo testa a una superpotenza. Ma pure Xi vede la debolezza della Russia isolata".
Il ministro degli Esteri cinese Qin Gang lo ha detto chiaro: "Taiwan è la linea rossa da non oltrepassare". Lamentando che gli americani vi vendono armi ma non vogliono che loro le forniscano ai russi.
"A innervosire Pechino è stata la visita, un mese fa, del vice segretario alla Difesa Usa Chase, tra i più alti funzionari del Pentagono arrivati qui: un quasi riconoscimento della nostra sovranità. Insieme alla recente vendita di armi per 620 milioni di dollari approvata dal Congresso. Ma l'invasione non è ancora alle porte. Avverrà non prima di un anno: ed entro il 2027 centenario dell'Esercito Popolare di Liberazione e ultimo anno al potere di Xi".
Non prima di un anno: perché?
"La Cina aspetterà il risultato delle nostre presidenziali, ad Aprile 2024. Le recenti amministrative sono state vinte dal Kuomintang, i nazionalisti filocinesi dell'opposizione, Se andranno loro al governo, Xi non avrà bisogno di invaderci. Attraverso una sorta di soft power farà di noi una nuova Hong Kong. Per questo è attento a non provocare: non vuol irritare chi qui si è sentito messo in pericolo dalla visita di Nancy Pelosi ad agosto".
È per questo che la presidente Tsai Ing-wen ha preferito non far venire a Taipei il nuovo speaker Usa Kevin McCarthy, che incontrerà invece in California ad Aprile?
"Evitare tensioni è oggi nel nostro interesse. Ma anche il Pentagono non vuol stuzzicare oltre Pechino. Una nuova visita di così alto livello metterebbe tutti a dura prova".