“Wojtyla da cardinale sapeva dei preti pedofili”, nuove accuse in Polonia
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziUna trasmissione televisiva in Polonia è tornata a sostenere che quando era arcivescovo di Cracovia Karol Wojtyla era a conoscenza delle accuse nei confronti di alcuni preti pedofili ma non agì adeguatamente per fermarli, spostandoli invece da una parrocchia all’altra.
Una simile accusa è contenuta in un libro che viene pubblicato mercoledì in Polonia, “Maxima Culpa. Giovanni Paolo II sapeva”. L’autore, il giornalista olandese Ekke Overbeek, già nei mesi scorsi aveva anticipato di aver trovato casi concreti di preti che abusavano di bambini nell’arcidiocesi di Cracovia che sarebbero stati a conoscenza del futuro Giovanni Paolo II. Il libro è frutto delle ricerche in documenti d’archivio provenienti dai servizi segreti comunisti dell’epoca.
Documentari su Youtube e sanzioni vaticane
Il problema della pedofilia del clero è esploso in Polonia negli anni scorsi grazie in particolare a due do…
Una trasmissione televisiva in Polonia è tornata a sostenere che quando era arcivescovo di Cracovia Karol Wojtyla era a conoscenza delle accuse nei confronti di alcuni preti pedofili ma non agì adeguatamente per fermarli, spostandoli invece da una parrocchia all’altra.
Una simile accusa è contenuta in un libro che viene pubblicato mercoledì in Polonia, “Maxima Culpa. Giovanni Paolo II sapeva”. L’autore, il giornalista olandese Ekke Overbeek, già nei mesi scorsi aveva anticipato di aver trovato casi concreti di preti che abusavano di bambini nell’arcidiocesi di Cracovia che sarebbero stati a conoscenza del futuro Giovanni Paolo II. Il libro è frutto delle ricerche in documenti d’archivio provenienti dai servizi segreti comunisti dell’epoca.
Documentari su Youtube e sanzioni vaticane
Il problema della pedofilia del clero è esploso in Polonia negli anni scorsi grazie in particolare a due documentari postati su Youtube dai fratelli registi Marek e Thomasz Sekielski. Diversi vescovi polacchi hanno rassegnato le dimissioni ultimamente in quanto, in forza della nuova normativa promulgata da papa Francesco, sono risultati “negligenti” di fronte alle denunce di abusi sessuali nei confronti di preti delle loro diocesi.
Il ruolo di Karol Wojtyla è controverso. La conferenza episcopale polacca ha recentemente respinto con una dichiarazione le critiche alla gestione dei casi di abusi sui minori da parte di Wojtyla da Papa (1978-2005), denunciando il fatto che sembra essere diventata una "specie di moda" affermare che l'ex pontefice non si è occupato adeguatamente di questi crimini o li ha coperti. Quanto agli anni in cui era arcivescovo di Cracovia (1964-1978), le accuse nei suoi confronti non sono nuove. E’ noto, peraltro, che all’epoca del regime comunista, osteggiato dalla Chiesa cattolica, l’abuso sessuale fosse usato dai servizi segreti per screditare gli oppositori, e diversi biografi hanno ipotizzato che Wojtyla diffidasse per questo di alcune accuse. Prima che la crisi degli abusi esplodesse negli Stati Uniti a inizio degli anni Duemila, inoltre, era prassi piuttosto diffusa, oggi condannata unanimemente, spostare un sacerdote pedofilo di parrocchia anziché sanzionarlo.
Le nuove testimonianze
Nel documentario trasmesso ora dal canale televisivo polacco TVN24, il giornalista Marcin Gutowski riporta anch’egli documenti tratti dagli archivi dei servizi segreti, ma riferisce altresì la testimonianza diretta di alcune vittime, di loro famigliari e di ex dipendenti dell’arcidiocesi. Dalle sue ricerche emerge che due sacerdoti, Eugeniusz Surgent e Jozef Loranc, furono trovati colpevoli di abuso e imprigionati per un certo periodo. Un uomo che riferisce anonimamente al giornalista di aver informato nel 1973 Wojtyla degli abusi di don Surgent, ma non ci furono conseguenze. Un terzo caso riguarda don Boleslaw Sadus che venne raccomandato da Wojtyla all’arcivescovo di Vienna dell’epoca, il cardinale Franz Koenig, in una lettera nella quale non menzionava i suoi abusi ma spiegava che egli stava facendo ricerche scientifiche sulla psicologia dei minorenni. Il sacerdote divenne parroco in Austria. Le vittime hanno riferite di non essere mai state ricevuta da un esponente della Chiesa polacca fino ad oggi.
I documenti per la canonizzazione
Il documentario ha già suscitato accese reazioni in Polonia. L’Associated Press riporta che alcuni accusano l’inchiesta giornalistica di essere un tentativo della sinistra di distruggere la memoria di Giovanni Paolo II, altri chiedono che la Chiesa sveli la verità. Il primo ministro Mateusz Morawiecki ha twittato una foto di Giovanni Paolo II accompagnata dall’esortazione del Pontefice polacco, “Non abbiate paura”, senza commenti. Il vescovo Slawomir Oder, postulatore della causa di beatificazione e canonizzazione di Wojtyla, ha dichiarato che “questi problemi sono stati accuratamente analizzati negli archivi del Vaticano nell'ambito del processo di beatificazione” e “queste accuse sono negate dai fatti". Un gesuita polacco, Krzysztof Madel, ha scritto su Twitter che l’attenzione dovrebbe essere dedicata alle vittime e alla loro esigenza di verità.