Gran Bretagna, contrordine dopo la Brexit: servono più migranti
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Dopo la Brexit, il mantra oltremanica, o per lo meno del governo di Boris Johnson, è stato: basta migranti a basso costo dall’Europa, possiamo farcela da soli. È il vecchio sogno della piena immigrazione “autarchica”, che, nell’epoca ideologica post Brexit, è stato adottato paradossalmente anche da Keir Starmer, leader del Labour Party e molto probabile prossimo primo ministro britannico. Anche per questo, il governo Johnson nel 2021 ha approvato il nuovo, severo sistema di immigrazione a punti “australiano", che ha complicato decisamente gli arrivi dei nuovi migranti economici, europei e italiani inclusi.
LONDRA - Dopo la Brexit, il mantra oltremanica, o per lo meno del governo di Boris Johnson, è stato: basta migranti a basso costo dall’Europa, possiamo farcela da soli. È il vecchio sogno della piena immigrazione “autarchica”, che, nell’epoca ideologica post Brexit, è stato adottato paradossalmente anche da Keir Starmer, leader del Labour Party e molto probabile prossimo primo ministro britannico. Anche per questo, il governo Johnson nel 2021 ha approvato il nuovo, severo sistema di immigrazione a punti “australiano", che ha complicato decisamente gli arrivi dei nuovi migranti economici, europei e italiani inclusi.
Per questo, come scrive oggi il Financial Times, sull'occupazione è in arrivo un significativo dietrofront del governo di Rishi Sunak. Il 43enne primo ministro britannico è molto più pragmatico dei suoi predecessori Johnson e Truss, viene dalla finanza e sa di cosa ha bisogno l’economia. Per questo, è molto probabile che nei prossimi mesi verranno concessi migliaia di visti facili ai migranti di tutto il mondo, non solo europei. Si inizierà dalle costruzioni, che hanno sofferto molto la recente carenza di lavoratori. Ma, come scrive il quotidiano della City, è molto probabile che il nuovo schema, presentato la prossima settimana, venga presto esteso anche ad altri settori dell’economia britannica, che non può più sostenere un numero così alto di posti di lavoro vacanti.
Parallelamente, c’è la questione degli sbarchi dei barconi dalla Manica, che ha convinto Sunak a lanciare nei giorni scorsi una nuova, dura legge contro migranti e rifugiati che attraversano illegalmente il Canale. Secondo la nuova legislazione, coloro che arriveranno irregolarmente sulle coste inglesi saranno detenuti, espulsi nei loro Paesi di origine o terzi sicuri come il Ruanda, le loro richieste di asilo saranno ignorate e non potranno mai più vivere oltremanica o chiedere la cittadinanza britannica o asilo nel Regno Unito. Parola d’ordine di Sunak e della ministra dell’interno Suella Braverman: “Stop the Boats”, “fermare i barconi”.