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La manifestazione dell'8 marzo a Tbilisi (afp)

Georgia, dopo le proteste marcia indietro del governo sulla legge anti "agenti stranieri". Cremlino: "Siamo preoccupati"

In una nota l'esecutivo spiega: “In quanto responsabili nei confronti di ogni membro della società abbiamo deciso di ritirare incondizionatamente il disegno che abbiamo sostenuto senza alcuna riserva". Ma non demorde: "Quando si attenuerà l'emotività faremo capire alla popolazione a cosa serviva"
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Dopo due giorni di violenti scontri di piazza, il governo georgiano fa marcia indietro e ritira i controversi progetti di legge che miravano a stringere le maglie del controllo nei confronti delle organizzazioni della società civile, innanzitutto le Ong e i media.

“In quanto responsabili nei confronti di ogni membro della società - si legge in una nota pubblicata giovedì mattina sul sito del canale televisivo Rustavi2 - abbiamo deciso di ritirare incondizionatamente il disegno di legge che abbiamo sostenuto senza alcuna riserva”. E intanto la Russia si dice "preoccupata" per quanto sta avvenendo nel Paese, come ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, spiegando che "non ha nulla a che fare col disegno di legge sugli agenti stranieri in Georgia" e che "nulla è stato ispirato dal Cremlino".

Anche la scorsa notte, decine di migliaia di georgiani in protesta sono stati violentemente disper…

Dopo due giorni di violenti scontri di piazza, il governo georgiano fa marcia indietro e ritira i controversi progetti di legge che miravano a stringere le maglie del controllo nei confronti delle organizzazioni della società civile, innanzitutto le Ong e i media.

“In quanto responsabili nei confronti di ogni membro della società - si legge in una nota pubblicata giovedì mattina sul sito del canale televisivo Rustavi2 - abbiamo deciso di ritirare incondizionatamente il disegno di legge che abbiamo sostenuto senza alcuna riserva”. E intanto la Russia si dice "preoccupata" per quanto sta avvenendo nel Paese, come ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, spiegando che "non ha nulla a che fare col disegno di legge sugli agenti stranieri in Georgia" e che "nulla è stato ispirato dal Cremlino".

Anche la scorsa notte, decine di migliaia di georgiani in protesta sono stati violentemente dispersi dalla polizia in tenuta antisommossa, che ha usato idranti, gas lacrimogeni e spray al peperoncino. Si ha notizia di oltre 130 arresti e decine di feriti.

Secondo Sogno Georgiano, il partito al governo fondato dall'oligarca che ha costruito la propria fortuna a Mosca, Bidzina Ivanishvili, la normativa proposta sarebbe stata posta in una cattiva luce a causa della “macchina della menzogna” che le è stata scagliata contro. “Le è stata affibbiata un'etichetta falsa di 'legge russa', e la sua approvazione in prima lettura è stata vista da parte dell'opinione pubblica come un allontanamento dal corso europeo. Inoltre, alcune forze radicali sono state in grado di coinvolgere parte dei giovani in attività illegali”, continua il comunicato.

Due diversi progetti di legge, presentati dal movimento Potere del Popolo, composto da fuoriusciti dal partito al governo ma ancora parte della maggioranza, prevedevano per tutte le organizzazioni non statali che ricevevano più del 20% dei loro finanziamenti dall'estero l'obbligo di registrarsi in un apposito registro, detto “degli agenti stranieri”, che consegnava alle autorità il diritto di accedere alle informazioni personali dei membri delle organizzazioni interessate e dei terzi coinvolti nelle loro attività, nonché di fornire a scadenza regolare una serie di informazioni sulla natura dei fondi ricevuti e sul modo in cui erano spesi.

L'argomentazione utilizzata dal governo richiamava alla necessità di una maggiore trasparenza. Tuttavia, una legislazione sulla trasparenza è già in vigore in Georgia, e le organizzazioni non statali hanno già l'obbligo di rendere conto di ogni loro movimento bancario. Il vero scopo, secondo gli oppositori dei progetti di legge, era quello di demonizzare i media liberi e le ONG (il termine 'agente straniero' ha un'accezione estremamente negativa nelle ex repubbliche sovietiche) e mettere loro i bastoni tra le ruote.

Le proposte ricordavano molto da vicino la famigerata normativa russa, approvata nel 2012 e successivamente inasprita, che ha distrutto la società civile del paese nell'arco di 10 anni. Tuttavia, il governo georgiano non sembra intenzionato a gettare la spugna, ha solo cambiato strategia: “Quando si attenuerà il background emotivo, spiegheremo meglio all'opinione pubblica a che cosa serviva questa normativa e perché era importante garantire la trasparenza delle influenze straniere nel nostro Paese. Terremo degli incontri con la popolazione e faremo conoscere loro la verità”.

Secondo i sondaggi più recenti, circa l'85% dei georgiani aspira a entrare nella famiglia europea. E la guerra russo-georgiana del 2008 ha definitivamente screditato Mosca agli occhi della popolazione. Schierata fermamente con l'Ucraina, non è difficile capire perché sia scesa in piazza in massa di fronte alla possibile adozione di una legge di stampo russo che prometteva di chiuderle le porte dell'Europa. Tuttavia, il governo ha ancora bisogno di mettere un freno alla libera circolazione delle informazioni in vista delle elezioni del 2024, dove Sogno Georgiano si presenta per un quarto mandato.  

A seguito dell'annuncio di Sogno Georgiano e Potere del Popolo, il Parlamento dovrà votare il ritiro della prima versione del progetto di legge sulle “influenze straniere”, che era stata approvata in prima lettura martedì. La seconda versione, non essendo stata ancora approvata, può essere direttamente ritirata dai proponenti. La delegazione europea in Georgia ha espresso soddisfazione per il ritiro della normativa, e si appella alle autorità del Paese, perché riprendano la strada delle “riforme pro-EU, in una modalità inclusiva e costruttiva”. Stasera alle 19:00 ora locale, riporta il sito di news indipendente OC Media, ci sarà un'altra manifestazione di fronte al Parlamento per chiedere al governo “chiarimenti” sul ritiro delle proposte di legge e sul rilascio dei dimostranti arrestati.