Idranti per spegnere il sogno europeo: Tbilisi si ribella alla legge filo-Putin. E il governo fa marcia indietro
di Luna de Bartolo , di Luna de BartoloDopo un secondo giorno di proteste in Georgia, ancora una volta disperse in tarda serata dalla polizia in tenuta antisommossa il governo della Georgia ha deciso di ritirare la controversa legge contro gli "agenti stranieri".
La marcia per la Giornata internazionale della donna era stata l'occasione per continuare a ribellarsi a due proposte di legge che prendono di mira le Ong scomode e i media liberi che minacciano di strozzare le aspirazioni democratiche del Paese. Su viale Rustaveli, nella capitale Tbilisi, le bandiere che sventolano erano quelle della Georgia, dell'Ucraina, e dell'Unione europea.
"No alla legge russa", scandiscono i manifestanti. No a una legge che temono possa far scivolare lo Stato del Caucaso meridionale verso l'autoritarismo. "Questa legge può essere arrivata solo per volere di Mosca". Non usa mezzi termini la presidente georgiana Salomé Zurabichvili. In un video registrato da N…
Dopo un secondo giorno di proteste in Georgia, ancora una volta disperse in tarda serata dalla polizia in tenuta antisommossa il governo della Georgia ha deciso di ritirare la controversa legge contro gli "agenti stranieri".
La marcia per la Giornata internazionale della donna era stata l'occasione per continuare a ribellarsi a due proposte di legge che prendono di mira le Ong scomode e i media liberi che minacciano di strozzare le aspirazioni democratiche del Paese. Su viale Rustaveli, nella capitale Tbilisi, le bandiere che sventolano erano quelle della Georgia, dell'Ucraina, e dell'Unione europea.
"No alla legge russa", scandiscono i manifestanti. No a una legge che temono possa far scivolare lo Stato del Caucaso meridionale verso l'autoritarismo. "Questa legge può essere arrivata solo per volere di Mosca". Non usa mezzi termini la presidente georgiana Salomé Zurabichvili. In un video registrato da New York, dove si trova per impegni istituzionali, si rivolge alle migliaia di cittadini scesi in piazza: "Rappresentate la Georgia libera. La Georgia vede il suo futuro in Europa, e non permetterà a nessuno di rubarglielo".
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E proprio l'invasione dell'Ucraina da parte di Mosca ha provocato uno smottamento nel comportamento del governo georgiano. "Credo che Ivanishvili (l'oligarca fondatore del partito al comando, ndr) sia convinto che Putin alla fine vincerà. Non si tratta di essere filorussi, ma di chi pensa possa garantirgli la permanenza al potere", afferma Khidasheli.
Gli attivisti avevano annunciatoi che avrebbero continuato a manifestare. Vedremo cosa decideranno dopo l'annuncio del ritiro della legge. Le immagini di migliaia di georgiani in strada con le bandiere europee richiamano alla mente le scene viste a Kiev nel 2013, in quell'Euromaidan sfociato in rivoluzione all'inizio dell'anno successivo. Tina Khidasheli preferisce però pensare alla sua Rivoluzione delle rose, che nel 2003 portò alla caduta del presidente Eduard Shevardnadze e di cui è stata protagonista di rilievo. Se le chiedi di tracciare un parallelo, sorride. È prematuro, certo, ma "i georgiani sono sempre pronti alla rivoluzione". Intanto hanno incassato una vittoria.