Armi e tattiche, Putin mostra la forza di cui ancora dispone
di Gianluca Di Feo , di Gianluca Di FeoL'attacco contro le città ucraine ha avuto un'intensità senza precedenti. E probabilmente testimonia come i russi stiano evolvendo tattiche e mezzi, sfruttando molto meglio la loro aviazione. Mosca ha impiegato le sue armi migliori, quelle che le difese ucraine non riescono a intercettare, riuscendo a infliggere danni rilevanti. Lo rivela un dato statistico: il comando di Kiev ha ammesso che solo 34 degli 81 missili sono stati abbattuti.
Un segno di allarme sulla tenuta della contraerea si era già registrato a metà febbraio, con 16 missili distrutti su 36. Sono risultati preoccupanti. Per avere un termine di confronto - e sempre basandosi sulle informazioni fornite da Kiev - negli ultimi giorni di dicembre erano stati bloccati 54 ordigni su 69: tutti i droni e i cruise diretti verso la capitale erano stati spazzati via prima di arrivare sul bersaglio. Il 26 gennaio sono stati buttati giù 47 missili su 55 e tutti i 24 droni iraniani. Quella c…
L'attacco contro le città ucraine ha avuto un'intensità senza precedenti. E probabilmente testimonia come i russi stiano evolvendo tattiche e mezzi, sfruttando molto meglio la loro aviazione. Mosca ha impiegato le sue armi migliori, quelle che le difese ucraine non riescono a intercettare, riuscendo a infliggere danni rilevanti. Lo rivela un dato statistico: il comando di Kiev ha ammesso che solo 34 degli 81 missili sono stati abbattuti.
Un segno di allarme sulla tenuta della contraerea si era già registrato a metà febbraio, con 16 missili distrutti su 36. Sono risultati preoccupanti. Per avere un termine di confronto - e sempre basandosi sulle informazioni fornite da Kiev - negli ultimi giorni di dicembre erano stati bloccati 54 ordigni su 69: tutti i droni e i cruise diretti verso la capitale erano stati spazzati via prima di arrivare sul bersaglio. Il 26 gennaio sono stati buttati giù 47 missili su 55 e tutti i 24 droni iraniani. Quella che appariva come una barriera possente adesso si rivela fragile.
Perché ora i russi riescono a sorpassare le difese? La domanda non ha una risposta netta. Alcuni analisti sostengono che le batterie terra-aria siano sempre più logore. I sistemi SA-300, di origine sovietica ma aggiornati con strumentazioni occidentali, con cui l'Ucraina dal 24 febbraio 2022 ha affrontato il conflitto soffrono la carenza di ricambi e di missili. Inoltre gli ingegneri di Mosca hanno realizzato apparati di disturbo che accecano le frequenze dei radar e la guida degli ordigni: "cannoni elettronici" che si stanno dimostrando sempre più efficienti.
Senza scudo protettivo
Però da novembre sono schierate batterie molto moderne - gli Iris-T tedeschi e i Nasams americani - che sembravano offrire una cupola protettiva almeno intorno alla capitale. La risposta del Cremlino è stata usare armi ancora più avanzate: i missili ipersonici Kinzhal, scagliati dai caccia Mig-31 decollati dalla Bielorussia. Non esistono scudi in grado di respingerli: i Kinzhal viaggiano a diecimila chilometri l'ora e - stando alle poche notizie disponibili - sono in grado di compiere manovre evasive nella fase finale del volo.
Secondo Valery Zaluzhny, il comandante in capo delle forze ucraine, sei Kinzhal sono stati usati nel nuovo raid: un numero altissimo, che pare indicare come la produzione è stata intensificata negli scorsi mesi. Sarebbero state queste armi a far esplodere la centrale elettrica Energo 5 della capitale, che finora era sopravvissuta a tutte le incursioni.
L'arrivo di nuovi sistemi
Ultimo punto. Stando ai primi resoconti, il quartiere generale russo ha sincronizzato l'assalto simultaneo da parte di aerei e navi. Ci sono stati venti Kalibr partiti da navi e sottomarini e 28 cruise KH-101 lanciati dai bombardieri. Ridotto a sei il numero dei KH-22, vecchi ma micidiali: ordigni concepiti per distruggere le portaerei, che hanno una testata devastante e velocità altissime. Evidentemente le scorte si stanno esaurendo.
Questi dati possono apparire tecnici e noiosi. Hanno però un significato che non va sottovalutato: l'operazione contro le città dimostra quante risorse abbia ancora a disposizione Putin. Una considerazione estremamente allarmante. Nei prossimi mesi probabilmente i Patriot concessi da Stati Uniti e Germania offriranno maggiore protezione, poi arriveranno pure i Samp-T donati da Italia e Francia. Finora però i russi sono riusciti a reagire a ogni strumento messo in campo, anche il più evoluto. Un'altra lezione da tenere ben presente.