Brexit, Sunak oggi a Parigi per ricucire i rapporti oltremanica
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - "Credo sia l'inizio di una bella amicizia". Qualcuno all'Eliseo la chiama così, citando il film "Casablanca" con Humphrey Bogart. Un eccellente paragone, dettato dalla rinnovata amicizia tra Regno Unito e Francia, e dalla "bromance" tra Emmanuel Macron e Rishi Sunak. Che proprio oggi sarà all'Eliseo per la prima visita ufficiale di un leader britannico a Parigi, dopo ben cinque anni densi di sospetti, incomprensioni, antipatie. Vedi il rapporto quasi pessimo tra il presidente francese in carica e l'ex leader Boris Johnson.
Ma oggi c'è Sunak a Downing Street e la Brexit è alle spalle come principale motivo di attrito, per lo meno per la Francia. Il 42enne leader britannico è un brexiter pragmatico, non ideologico come i suoi predecessori, e per questo vuole ricostruire i rapporti con Parigi e con l'Europa dopo il dolorosissimo scisma del Regno Unito…
LONDRA - "Credo sia l'inizio di una bella amicizia". Qualcuno all'Eliseo la chiama così, citando il film "Casablanca" con Humphrey Bogart. Un eccellente paragone, dettato dalla rinnovata amicizia tra Regno Unito e Francia, e dalla "bromance" tra Emmanuel Macron e Rishi Sunak. Che proprio oggi sarà all'Eliseo per la prima visita ufficiale di un leader britannico a Parigi, dopo ben cinque anni densi di sospetti, incomprensioni, antipatie. Vedi il rapporto quasi pessimo tra il presidente francese in carica e l'ex leader Boris Johnson.
Ma oggi c'è Sunak a Downing Street e la Brexit è alle spalle come principale motivo di attrito, per lo meno per la Francia. Il 42enne leader britannico è un brexiter pragmatico, non ideologico come i suoi predecessori, e per questo vuole ricostruire i rapporti con Parigi e con l'Europa dopo il dolorosissimo scisma del Regno Unito nel 2016. Lo ha dimostrato il recente accordo sull'Irlanda del Nord che Sunak ha firmato con l'Ue in pochi mesi, dopo le inutili barricate e le scorribande di Johnson e dell'altro predecessore Liz Truss. Certo, l'intesa deve essere ancora accettata dagli unionisti in Irlanda del Nord, ma i rapporti tra Londra e Parigi non sono mai stati così fertili e distesi.
Dunque, gli inglesi vogliono capitalizzare questo momento per costruire solide fondamenta di collaborazione con Parigi e l'Europa, nonostante la Brexit. Non è un caso che a fine mese arriverà a Parigi un altro ospite eccellente, re Carlo III, che qualche giorno dopo si recherà pure a Berlino. La scelta è significativa, perché in genere un monarca britannico, nella sua prima visita all'estero, sceglie sempre un Paese del Commonwealth, ossia ciò che rimane oggi dell'impero coloniale di Londra. Invece Carlo, insieme a Downing Street e al Foreign Office, ha deciso per Parigi. E oggi viaggeranno con Sunak addirittura sette ministri britannici, tutti pesi massimi, tra cui quelli degli Esteri e della Difesa.
Certo, la guerra lanciata dalla Russia e la necessità di tutto l'Occidente di restare unito ha aiutato a sanare molte ferite e divisioni tra il Regno Unito, la Francia e il resto dell'Europa. Allo stesso tempo, Sunak e Macron si sono presi sin da subito, sin dal loro primo incrocio al vertice Onu sul clima Cop27 qualche mese fa in Egitto. Le affinità elettive sono tante. Entrambi sono molto giovani per la politica: Sunak 42 anni, Macron di tre più vecchio è stato il più giovane presidente francese, a 39. Entrambi non sono troppo alti, e vestono con lo stesso stile Navy di abiti su misura. Ed entrambi vengono dalla finanza. Insomma, a Londra non si parla d'altro: è "bromance" tra Sunak e Macron, ossia un "flirt fraterno", da grandi amici.
Questo è il primo bilaterale tra i due leader e sia da Londra che da Parigi sottolineano quante siano le cose che uniscono i propri Paesi: Francia e Regno Unito sono gli unici due membri europei permanenti nel Consiglio di Sicurezza Onu; sono coloro con i maggiori eserciti del Vecchio Continente nonché i maggiori contribuenti europei della Nato; sono le due principali potenze nucleari d'Europa e Londra analizza le sue testate proprio in Francia, mentre Parigi gestisce molto del nucleare civile al di là della Manica. Dunque, spiegano da Downing Street, "Regno Unito e Francia hanno la responsabilità di lavorare insieme per la sicurezza dell'Europa, vista la nostra alleanza storica e profonda".
La sicurezza è il pilastro portante di questo summit. Per Londra nell'immediato significa fermare i barconi nella Manica che partono dalle coste francesi, altro motivo di attrito tra i due Paesi negli ultimi anni. Sunak con Parigi ha subito stretto un mini-accordo sulla sorveglianza delle coste qualche mese fa, ma intanto in patria ha annunciato una nuova legge draconiana contro gli sbarchi illegali, promettendo arresti e divieto di richiesta di asilo automatici qualora si arrivi sulle coste inglesi in maniera irregolare. Difficile che il primo ministro britannico strappi qualcosa di rilevante oggi, ma lo spirito di collaborazione sembra molto alto.
Poi ovviamente c'è la guerra in Ucraina e l'opposizione unita alla Russia di Putin. Sunak e Macron parleranno di come rafforzare ancora di più la Nato "per proteggere i popoli europei e l'autodifesa dei Kiev, sia sul breve che sul lungo termine". Francia e Regno Unito dovrebbero inoltre accordarsi per una maggiore cooperazione e interoperabilità militare e nella Difesa comune, oltre alla ripresa della collaborazione nello sviluppo di nuove armi e missili sospesa dopo lo sgarbo di Aukus, ossia l'asse Usa-Uk nell'Indo-pacifico due anni fa anti Cina per la fornitura di sottomarini nucleari all'Australia. Una mossa sottobanco, quella di Biden e Johnson, che fece infuriare Macron.
Proprio l'Indo-Pacifico sarà un altro importante tema dell'incontro oggi all'Eliseo. Londra vuole far tornare Parigi in prima linea, dopo lo screzio di Aukus, perché è indispensabile una collaborazione solida anche in quella parte del mondo in chiave anti Cina: "È una regione cruciale per la nostra protezione e prosperità", sottolinea Downing Street, "la cui sicurezza è indivisibile da quella del resto dell'Europa. Sunak e Macron discuteranno anche di una presenza navale permanente nell'Indo-Pacifico attraverso l'invio di navi da guerra e da ricognizione europee (in gergo Carrier strike group) che contempli anche la portaerei francese Charles de Gaulle e le britanniche Queen Elizabeth e Prince of Wales.
"La nostra storia profonda, la nostra vicinanza geografica e la nostra comune visione del mondo significano che una stretta collaborazione tra Regno Unito e Francia non ha solo gran valore, ma è cruciale", dirà oggi all'Eliseo il primo ministro britannico Sunak. "Londra e Parigi hanno un ruolo privilegiato come difensori della sicurezza europea e globale. Siamo di fronte a nuove minacce senza precedenti, ed è dunque vitale fortificare la nostra alleanza per essere pronti alle sfide del futuro". Eppure sono passati solo pochi mesi da qualche il predecessore di Sunak, Liz Truss, aizzava la folla degli iscritti conservatori, chiedendo tra grasse risate: "Macron: amico o nemico?".