Meloni a Netanyahu: "Pronti a favorire ogni processo politico nei rapporti tra Israele e Palestina"
di Emanuele Lauria e Anna Lombardi , di Emanuele Lauria e Anna LombardiUn incontro durato oltre un'ora a Palazzo Chigi: le delegazioni di Italia e Israele a confronto, come non accadeva dal 2014. Giorgia Meloni e Benjamin Netanyahu hanno parlato di pace, degli accordi di Abramo ("C'è il pieno sostegno dell'Italia al processo di normalizzazione dei rapporti tra Israele e alcuni Paesi arabi sul quale il primo ministro Netanyahu ha fatto un lavoro molto importante", dice Meloni), ma non della richiesta del primo ministro israeliano di spostare la capitale a Gerusalemme. Dei temi di politica interna israeliana, seppur di rilievo internazionale, non si è fatto cenno. Dunque neppure delle proteste che il progetto di riforma della giustizia di Netanyahu sta suscitando nel Paese.
Alla fine i due leader hanno rilasciato due dichiarazioni: "Vogliamo organizzare un nuovo incontro intergovernativo. Siamo pronti a favorire ogni processo politico nei rapporti tra Israele e Palestina e a fare tutto quello che possiamo per facil…
Un incontro durato oltre un'ora a Palazzo Chigi: le delegazioni di Italia e Israele a confronto, come non accadeva dal 2014. Giorgia Meloni e Benjamin Netanyahu hanno parlato di pace, degli accordi di Abramo ("C'è il pieno sostegno dell'Italia al processo di normalizzazione dei rapporti tra Israele e alcuni Paesi arabi sul quale il primo ministro Netanyahu ha fatto un lavoro molto importante", dice Meloni), ma non della richiesta del primo ministro israeliano di spostare la capitale a Gerusalemme. Dei temi di politica interna israeliana, seppur di rilievo internazionale, non si è fatto cenno. Dunque neppure delle proteste che il progetto di riforma della giustizia di Netanyahu sta suscitando nel Paese.
Alla fine i due leader hanno rilasciato due dichiarazioni: "Vogliamo organizzare un nuovo incontro intergovernativo. Siamo pronti a favorire ogni processo politico nei rapporti tra Israele e Palestina e a fare tutto quello che possiamo per facilitare la ripresa di accordi e per la de-escalation", dice Meloni. Il collega israeliano si è dichiarato "molto colpito dalla sua leadership e da come sta portando avanti il suo lavoro". Meloni, che ha espresso preoccupazione e "solidarietà per gli attacchi terroristici", ha poi dichiarato di voler realizzare un nuovo incontro tra qualche mese per confrontarsi su una "decina di argomenti di cooperazione a beneficio di Israele, dell'Italia e dell'Europa".
Un incontro, quello tra i due premier, che Meloni ha definito un confronto lungo e amichevole. "Ci conosciamo e stimiamo da tempo, e Israele rappresenta per l'Italia una nazione amica e un partner fondamentale in Medioriente e ovviamente a livello globale", ha aggiunto ricordando che Il governo italiano è "molto impegnato" nella lotta all'antisemitismo, anche con "la nostra piena adesione alla definizione di antisemitismo dell'Ihra".
L'incontro di Netanyahu con gli imprenditori italiani
Nella grande Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l'ex salone d’onore decorato con gli imponenti tessuti realizzati da Ferruccio Ferrazzi nel 1932, gli almeno 50 amministratori delegati e presidenti di grandi aziende invitati – e fra questi i rappresentanti di Eni, Enel, Cia Agricoltori Italiani, Fincantieri, Poste, Leonardo, Cdp – hanno aspettato per oltre 20 minuti il premier israliano Benjamin Netanyahu, arrivato in ritardo rispetto all'agenda. Ad accoglierlo, il ministro Adolfo Urso che ha dato il via al Forum Economico delle Imprese – aperto ai giornalisti solo per i saluti iniziali – esprimendo innanzitutto solidarietà al popolo israeliano per l’attacco terroristico di ieri sera a Tel Aviv.
L'incontro è poi subito entrato nel vivo. Urso ha sottolineato “le relazione bilaterali profonde che intercorrono fra i nostri paesi, iniziate 75 anni fa: subito dopo il varo della Costituzione dello stato di Israele”. Una lunga amicizia, essenziale “a dare una risposta congiunta alle sfide globali. Una collaborazione che può sortire un effetto positivo e costruttivo per tutta l'area e nel Mediterraneo”, ha aggiunto. Venendo presto al nocciolo dell’incontro: l’energia, oggi ancor più cruciale nel pieno della crisi ucraina. “Dobbiamo vincere la sfida dell'autonomia energetica e assieme possiamo farlo meglio. L'Italia ambisce a diventare l'hub del gas europeo”.
Un evidente riferimento al progetto di gasdotto EastMed: infrastruttura in buona parte sottomarina che correrebbe per circa 2000 chilometri nel Mediterraneo orientale, collegando i giacimenti di gas israeliani e ciprioti con la Grecia e in rete anche con l’Italia, che dal Salento potrebbe diventare hub di mezza Europa. A realizzarla sarebbe Igi Poseidon, una joint venture fra la società statale greca Depa e l’italiana Edison (che in realtà appartiene alla Edf francese).
Il ministro ha poi ricordato altri campi di collaborazione: e su tutti, da questione del riciclo d’acqua, campo nel quale Israele è all’avanguardia ed è "essenziale in un’era di cambiamenti climatici”. Toccando poi il tema della transizione green attraverso energie rinnovabili: “Il destino dell'Europa si gioca nel Mediterraneo e i nostri Paesi insieme possono indicare la strada da percorrere anche grazie a sistemi economici e produttivi complementari, particolarmente congeniali per affrontare le nuove frontiere tecnologiche.
Netanyahu ha immediatamente fatto sue le parole di Urso: “La prima cosa che voglio dire alla premier Giorgia Meloni è di venire in visita a Gerusalemme accompagnata dalle maggiori aziende leader”. E definendo l'Italia “terra benedetta” per l'imprenditoria e il design ha promesso: "Condivideremo con voi il nostro vantaggio tecnologico, vogliamo aumentare l'export di gas verso l'Italia e da questa verso l'Europa. Ci saranno ingenti investimenti nelle infrastrutture, e amplieremo il settore del gas per aumentare i flussi verso il vostro Paese. Già stiamo valutando di aggiungere una struttura per il gas liquefatto per poterlo portare in Europa”. Soffermandosi pure sulla questione delle tecnologie di riciclo dell’acqua: “Per migliaia di anni il Medio Oriente ha fatto guerre per accedere all’acqua. Noi non abbiamo più questo problema perché se abbiamo bisogno di acqua la produciamo, prima di tutto con il riciclo. E vogliamo condividere con voi le nostre tecnologie”, ha concluso.
Uno scambio di cortesie e aperture che poco è piaciuto agli attivisti di Greenpeace che hanno subito duramente criticato “la scelta di Meloni di includere il gas tra i temi dell'incontro con Netanyahu. La sete di gas del nostro governo è implacabile, con buona pace degli accordi di Parigi e del fatto che si tratti di un combustibile fossile responsabile non solo della crisi climatica, ma anche di molti conflitti geopolitici. Investire sulle fonti fossili e su infrastrutture come EastMed è pericoloso per la pace come per il clima".