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Usa, l'ex star del football Kaepernick accusa i genitori adottivi di comportamenti razzisti

È diventato un simbolo della lotta alle discriminazioni quando nel 2016, prima di una partita, da giocatore dei San Francisco 49ers si inginocchiò per protesta al momento dell’esecuzione dell’inno americano
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NEW YORK - I nuovi bersagli della crociata antirazzista di Colin Kaepernick sono due miti signori bianchi del Wisconsin, sposati da una vita, di nome Rick e Teresa Kaepernick. Sono i genitori adottivi dell’ex giocatore di football americano, quelli che lo accolsero in casa quando aveva poche settimane, lo hanno cresciuto, aiutato e sostenuto quando non riusciva a sfondare come quarterback a causa del colore della sua pelle. I due genitori, che nella docuserie su Kaepernick erano emersi come persone chiave del successo di Colin, sono stati accusati dal figlio di aver “perpetuato” atteggiamenti razzisti, dicendogli da giovane che portare i capelli con le treccine rasta “non era professionale” e che lo faceva somigliare a un piccolo delinquente, perpetuando l’equazione capelli rasta più pelle nera uguale teppa.

L'ira di Trump

Kaepernick, 35 anni, è diventato un simbolo della lotta al razzismo quando nel 2016, prima di…

NEW YORK - I nuovi bersagli della crociata antirazzista di Colin Kaepernick sono due miti signori bianchi del Wisconsin, sposati da una vita, di nome Rick e Teresa Kaepernick. Sono i genitori adottivi dell’ex giocatore di football americano, quelli che lo accolsero in casa quando aveva poche settimane, lo hanno cresciuto, aiutato e sostenuto quando non riusciva a sfondare come quarterback a causa del colore della sua pelle. I due genitori, che nella docuserie su Kaepernick erano emersi come persone chiave del successo di Colin, sono stati accusati dal figlio di aver “perpetuato” atteggiamenti razzisti, dicendogli da giovane che portare i capelli con le treccine rasta “non era professionale” e che lo faceva somigliare a un piccolo delinquente, perpetuando l’equazione capelli rasta più pelle nera uguale teppa.

L'ira di Trump

Kaepernick, 35 anni, è diventato un simbolo della lotta al razzismo quando nel 2016, prima di una partita di football, da giocatore dei San Francisco 49ers si inginocchiò per protesta al momento dell’esecuzione dell’inno americano. Il gesto era stato una forma di protesta verso la brutalità della polizia nei confronti degli afroamericani. La scena dell’inchino diventò virale sulla rete ma scatenò reazioni contrapposte: il futuro presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, chiese alla lega di football di cacciarlo, molti tifosi di football protestarono, altri lo difesero. Kaepernick finì per perdere il posto e fu messo fuori dalla lega, isolato da quel mondo in cui era diventato una star. Da allora l’ex quarterback è diventato una voce potente contro la discriminazione, producer e autore di sé stesso con la docuserie uscita su Netflix “Colin in Black & White”.

L'infanzia di Kaepernick

Nato nell’87 a Milwaukee, Wisconsin, da una ragazza bianca, Heidi Russo, 19 anni, e da padre afroamericano rimasto sconosciuto, Colin venne dato in adozione quando aveva cinque settimane. I genitori adottivi furono Rick e Teresa Kaepernick, una coppia che aveva deciso di adottare un bambino dopo averne persi due per problemi cardiaci. Nei primi quattro anni Colin aveva vissuto a Fond du Lac, Wisconsin, poi la famiglia si era trasferita in California. A otto anni, Kaepernick aveva cominciato a giocatore a football, a nove faceva il quarterback, al liceo era diventato una star in tre sport: football, basket e baseball. Un predestinato, prima al College in Nevada poi scelto nel 2011 da San Francisco. Ma questa è storia già raccontata su Netflix. Quello che non era emerso era la delusione di Colin verso i genitori adottivi.

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Parlando alla Cbs per promuovere una graphic su di lui, Kaepernick ha spiegato: “So che i miei genitori mi volevano bene, ma ci sono state cose complicate che ho vissuto”. “Penso - ha aggiunto - che fosse importante mostrarlo, questo può succedere a tutti, anche nel momento in cui vai avanti nell’affrontare il razzismo che viene perpetuato”.  Kaepernick ha rivelato che quando aveva i capelli rasta da bambino sua madre gli disse: “I tuoi capelli non sono professionali, sembri un piccolo delinquente”. “Quello - ha continuato l’ex quarterback - è stato uno dei momenti in cui ti chiedi, e ora come la gestisci? Ma è anche quello che mi ha portato ad avere i capelli lunghi oggi”. Finora Rick e Teresa non hanno commentato le dichiarazioni del figlio.

I media li hanno contattati, ma loro hanno preferito restare in silenzio. Il padre, ex manager in un’azienda di formaggi, una volta aveva parlato dell’adozione come di una esperienza andata “liscia”. “Io so che di solito non è così - aveva aggiunto - ma a noi è andata liscia. Colin non ha mai avuto problemi”. “La sola differenza - aveva scherzato - è che la sua pelle è un pochino più scura della nostra”. La madre aveva ricordato il giorno dell’adozione. “Non lo dimenticherò mai. Portarono quel piccolino in una culla. La madre naturale era lì. La guardai e lei mi fece cenno con il capo che potevo prenderlo in braccio. Appena lo presi, scoppiai a piangere”.