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I topolini nati da due papà. Gli scienziati hanno creato gli ovuli dalle cellule della pelle di un maschio

Esperimento eseguito in Giappone grazie alle cellule staminali. Ma ci sono voluti 630 embrioni per far nascere 7 cuccioli. Difficilmente la tecnica verrà eseguita anche sull'uomo
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Nel mondo dell’ingegneria genetica, anche due maschi possono avere un figlio. Si tratta al momento di cuccioli di topo, se non altro perché la tecnica è troppo sperimentale per essere applicata sull’uomo. Sono nati nel laboratorio del biologo Katsuhiko Hayashi all’università di Kyushu, in Giappone. Sono cresciuti normalmente e hanno a loro volta avuto figli in modo naturale.

L'esperimento

L’ardito percorso scientifico è stato raccontato da Hayashi nel convegno di editing del genoma in corso a Londra, una kermesse delle ricerche che si trovano alla frontiera della biologia. La possibilità di generare un cucciolo di mammifero partendo da due genitori maschi è sicuramente uno dei sacri graal di questo settore, perseguito senza troppo successo da una ventina d’anni.

Hayashi è stato il primo a centrare l’obiettivo. E’ partito da una cellula della pelle di un topo maschio. Con una tecnica messa…

Nel mondo dell’ingegneria genetica, anche due maschi possono avere un figlio. Si tratta al momento di cuccioli di topo, se non altro perché la tecnica è troppo sperimentale per essere applicata sull’uomo. Sono nati nel laboratorio del biologo Katsuhiko Hayashi all’università di Kyushu, in Giappone. Sono cresciuti normalmente e hanno a loro volta avuto figli in modo naturale.

L'esperimento

L’ardito percorso scientifico è stato raccontato da Hayashi nel convegno di editing del genoma in corso a Londra, una kermesse delle ricerche che si trovano alla frontiera della biologia. La possibilità di generare un cucciolo di mammifero partendo da due genitori maschi è sicuramente uno dei sacri graal di questo settore, perseguito senza troppo successo da una ventina d’anni.

Hayashi è stato il primo a centrare l’obiettivo. E’ partito da una cellula della pelle di un topo maschio. Con una tecnica messa a punto sempre in Giappone nel 2006, questa cellula è stata fatta regredire allo stato di staminale.

Le staminali sono le cosiddette cellule bambine: rappresentano lo stadio iniziale della vita di una cellula, quando ancora non è stato deciso "cosa farà da grand"e. Se una cellula adulta della pelle altro non può fare che il mestiere di cellula della pelle, una staminale ha tutti i destini aperti davanti a sé. Può trasformarsi in qualunque tipo di tessuto. Ovulo incluso.

Il "cambio di sesso"

Anche se trasformata con successo in staminale, una cellula di topo maschio resta pur sempre munita di una coppia di cromosomi X e Y, che in ovulo non possono certo funzionale. La cellula femminile per eccellenza deve avere due cromosomi X. E da questo nasce la tappa successiva del percorso di Hayashi.

Con un altro trattamento e una serie di divisioni della cellula, il cromosoma Y è stato eliminato dal nucleo, rimpiazzato da un X. A quel punto la cellula adulta resa bambina, poi trasformata da maschio in femmina, è stata fatta crescere e maturare. La sua culla è stata una provetta foderata con cellule di ovaio di topo, un ambiente il più possibile vicino a quello naturale, dal quale è uscita identica, o quanto meno sufficientemente simile, a una cellula uovo generata da un normale topo femmina.

Il passo successivo è stato il più facile: gli ovuli sono stati fecondati con lo sperma del padre numero due (ma nulla esclude di usare un unico maschio per tutto il processo). L’operazione, per avere qualche chance di successo, è stata ripetuta molte volte. Alla fine, 630 embrioni generati nel laboratorio di Hayashi hanno dato vita a 7 cuccioli sani.

Il dilemma della tecnica applicata all'uomo

Un tasso di fallimento così alto è solo l’ultima delle ragioni per cui l’esperimento non verrà presto applicato all’uomo. Lo scienziato giapponese, sull’onda dell’ottimismo, prevede di poter curare vari problemi di infertilità usando la tecnica, ma il suo entusiasmo a Londra è stato condiviso solo in parte dai colleghi, che hanno salutato l’esperimento come una prova di concetto, più che una rivoluzione medica.

Anche perché i topolini con due padri sono stati concepiti grazie a una enorme dose di scienza e tecnologia. Ma gli embrioni, una volta tirati fuori dalla provetta, per crescere hanno trovato ospitalità nel grembo di un topo femmina. A un utero artificiale i ricercatori non sono infatti mai arrivati. Sia pur surrogata, il topolino con due padri alla fine si è così ritrovato anche con una mamma.