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Cina, Li Qiang eletto nuovo premier: è un fedelissimo di Xi, pragmatico e pro-business

(afp)
Il Congresso nazionale del popolo, il ramo legislativo del parlamento, lo ha eletto con 2.936 voti favorevoli, 3 contrari e otto astenuti. Nato nello Zhejiang, ricca provincia del Sud, ha fatto carriera come capo del partito a Shanghai, la capitale finanziaria, e ha poca esperienza nazionale
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PECHINO - Non ha fatto l’en plein come il presidente Xi Jinping, ma ci è andato molto vicino. Con 2.936 voti favorevoli, 3 contrari e 8 astenuti, i delegati dell’Assemblea Nazionale del Popolo hanno messo il timbro su un’altra candidatura scontata ai vertici del potere cinese: Li Qiang, fedelissimo di Xi, è il nuovo premier. 

La sua ascesa era iniziata al Congresso del Partito comunista dell’ottobre scorso quando divenne il numero due nel Comitato permanente del Politburo, la ristretta cerchia che guida la Cina. E fin da allora si sapeva che sarebbe diventato il nuovo capo del Consiglio di Stato: il governo cinese.

Un fedelissimo di Xi

Fedelissimo del presidente da due decenni, a lui deve la sua carriera politica. Nonostante la gestione di province importanti in questi anni, a differenza di tutti i premier dal 1976 non ha mai ricoperto però il ruolo di vice o altre posizioni di leadership del governo nazionale. Li Qiang è sta…

PECHINO - Non ha fatto l’en plein come il presidente Xi Jinping, ma ci è andato molto vicino. Con 2.936 voti favorevoli, 3 contrari e 8 astenuti, i delegati dell’Assemblea Nazionale del Popolo hanno messo il timbro su un’altra candidatura scontata ai vertici del potere cinese: Li Qiang, fedelissimo di Xi, è il nuovo premier. 

La sua ascesa era iniziata al Congresso del Partito comunista dell’ottobre scorso quando divenne il numero due nel Comitato permanente del Politburo, la ristretta cerchia che guida la Cina. E fin da allora si sapeva che sarebbe diventato il nuovo capo del Consiglio di Stato: il governo cinese.

Un fedelissimo di Xi

Fedelissimo del presidente da due decenni, a lui deve la sua carriera politica. Nonostante la gestione di province importanti in questi anni, a differenza di tutti i premier dal 1976 non ha mai ricoperto però il ruolo di vice o altre posizioni di leadership del governo nazionale. Li Qiang è stato paracadutato l’anno scorso dentro al gotha del potere rosso dopo aver servito come capo del Pcc a Shanghai: fedele esecutore nella primavera scorsa del lockdown nella metropoli finanziaria, chiusa a chiave per due mesi. Ma anche, secondo un retroscena dell’agenzia Reuters di qualche giorno fa, l’uomo che ha spinto per una rapida riapertura e l’abbandono della politica zero-Covid dopo le proteste di fine novembre dello scorso anno che hanno scosso l’intera Cina. Chi è allora Li Qiang, il nuovo braccio destro del leader Xi?

Chi è Li Qiang

Sessantatré anni, Li nasce nello Zhejiang, ricca provincia del Sud. Studia meccanica agraria, si iscrive al Partito nell’83, scala posizioni dentro ai vari comitati provinciali. I legami con Xi nascono nel 2004, quando diventa uno dei suoi più fidati pupilli. Per tre anni, fino al 2007, lavora alle dirette dipendenze di Xi come capo del suo staff nel Comitato provinciale del Partito dello Zhejiang, che Xi dirigeva. Da quando Xi sale al vertice del Pcc nel 2012, a Li vengono affidati incarichi di primo piano nei principali centri della costa orientale. Diventa governatore del Zhejiang. Poi Segretario del Partito della provincia del Jiangsu. Infine, nel 2017, è nominato capo del Pcc di Shanghai.

I rapporti con Musk e Jack Ma

Li gode di una certa reputazione tra la comunità imprenditoriale, un funzionario pragmatico, aperto al business. Sotto la sua guida nel 2018 la Tesla di Elon Musk ha aperto a Shanghai il suo più grande stabilimento all’estero, nel mezzo delle crescenti tensioni della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Alla sua spinta si deve pure, nello stesso anno, la nascita in città dello Star, nuovo mercato azionario in stile Nasdaq. Ha coltivato negli anni passati uno stretto rapporto con Jack Ma, il fondatore di Alibaba.

Come da tradizione, il premier avrà in mano i dossier economici. Resta da vedere se - visto il rapporto che lo lega a Xi - saprà avere voce in capitolo per rimettere in sesto la seconda economia del pianeta scossa lo scorso anno dalle continue chiusure per il Covid e le altre strette del Partito (immobiliare e Big Tech), le restrizioni americane e una forza lavoro interna che si sta restringendo a causa del calo demografico. O se invece rischia di essere un mero esecutore della linea del capo, sempre più accentratore di potere. La vicinanza di Li a Xi è al tempo stesso un punto di forza e di debolezza. I dettagli del suo programma economico verranno rivelati lunedì, quando Li pronuncerà le sue prime dichiarazioni da premier durante l’annuale conferenza stampa al termine dei lavori dell’Assemblea Nazionale. 

Il ruolo di premier - lo si è visto con il dimissionario Li Keqiang - si è ridimensionato durante questi anni al potere di Xi. Alla vigilia del suo canto del cigno domenica scorsa quando all’Assemblea Nazionale si è esibito nel suo ultimo atto prima di andare in pensione e sparire dalla scena politica dopo essere stato spesso eclissato durante il suo mandato, Li Keqiang ha mandato un messaggio criptico al suo staff: "Il cielo guarda quello che fanno gli uomini. Il firmamento ha occhi”. Frecciate a Xi o un messaggio per esortare i colleghi mandarini a sostenere il nuovo premier?