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Francia, dal Senato via libera alla riforma delle pensioni. Borne: "Passo decisivo"

Scontri tra polizia e manifestanti a Parigi (ansa)
Mercoledì il testo sarà esaminato da una Commissione mista per elaborare un progetto di compromesso tra le due Camere che poi dovranno esprimersi separatamente
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PARIGI - Settimana cruciale per la riforma delle pensioni. Mentre il movimento di protesta segna nei cortei di ieri un calo di partecipazione, il Senato ha approvato nella notte la controversa rivoluzione del sistema previdenziale voluta da Emmanuel Macron e in particolare l'innalzamento dell'età legale da 62 a 64 anni. Il testo, discusso con una procedura accelerata attivata dall'esecutivo per evitare numerosi emendamenti presentati dall'opposizione, ha ricevuto il sostegno di 195 senatori, 112 voti contrari (su 345 votanti). Già giovedì c'era stato il via libera dei senatori al controverso articolo 7 che cambia l'età pensionabile con 201 sì e 115 no.

L'ok del Senato era atteso: la destra dei Républicains, maggioranza nella seconda camera del parlamento, è favorevole da tempo a una riforma del sistema pensionistico, e anzi in passato molti dirigenti hanno proposto cambi ancora più radic…

PARIGI - Settimana cruciale per la riforma delle pensioni. Mentre il movimento di protesta segna nei cortei di ieri un calo di partecipazione, il Senato ha approvato nella notte la controversa rivoluzione del sistema previdenziale voluta da Emmanuel Macron e in particolare l'innalzamento dell'età legale da 62 a 64 anni. Il testo, discusso con una procedura accelerata attivata dall'esecutivo per evitare numerosi emendamenti presentati dall'opposizione, ha ricevuto il sostegno di 195 senatori, 112 voti contrari (su 345 votanti). Già giovedì c'era stato il via libera dei senatori al controverso articolo 7 che cambia l'età pensionabile con 201 sì e 115 no.

L'ok del Senato era atteso: la destra dei Républicains, maggioranza nella seconda camera del parlamento, è favorevole da tempo a una riforma del sistema pensionistico, e anzi in passato molti dirigenti hanno proposto cambi ancora più radicali di quelli proposti da questo governo. Il senatore Bruno Retailleau, capofila dei Républicains, ha difeso una riforma del sistema pensionistico giudicata necessaria per salvarlo dallo "shock demografico" dei prossimi anni. A pochi minuti dal voto del Senato, la premier francese Elisabeth Borne ha festeggiato il "passo decisivo" verso una riforma che "garantirà il futuro" delle pensioni francesi. "Pieno impegno per consentire un'adozione definitiva nei prossimi giorni" ha aggiunto la premier.

Il testo della riforma delle pensioni ora torna all'Assemblée Nationale: mercoledì sarà esaminato in una commissione mista per concordare una versione comune che dovrà poi essere validata a partire da giovedì. L'Assemblée Nationale non aveva votato il disegno di legge in prima lettura e si annuncia battaglia all'ultimo voto per l'approvazione: 255 deputati su 577 sono contrari.

E se il blocco macronista può contare sul sostegno di una parte dei deputati dei Républicains una trentina di loro non ha ancora dato certezza sull'orientamento del voto. In mancanza di certezze, l'esecutivo potrebbe ricorrere al passaggio in forze della legge con l'articolo 49.3 previsto dalla Costituzione, ma è uno strappo che la premier vorrebbe evitare.? "Per un governo significa non essere riusciti a convincere una maggioranza, quindi è la prova di un fallimento " ha commentato Borne.

Nei sondaggi, una maggioranza dei francesi resta contraria alla riforma. Questa settimana i sindacati hanno scritto a Macron per chiedere un incontro che il capo dello Stato ha declinato. "Il governo vi sta ascoltando, come ha sempre fatto - ha risposto il Presidente in un messaggio - per andare avanti attraverso il dialogo, trovare soluzioni innovative, senza compromettere la necessità di ripristinare un equilibrio sostenibile del nostro sistema pensionistico".

I margini per negoziare sono pochi: le confederazioni riunite nella protesta - dalla più radicale Cgt alla moderata Cfdt - continuano a chiedere un ritiro della riforma e ora propongono un referendum popolare se sarà approvata.