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L'indiscrezione Reuters che innervosisce la Cina: "Il Regno Unito ha aumentato le forniture per i sottomarini a Taiwan"

(reuters)
Per l'agenzia britannica cresce l'export di forniture meccaniche e tecnologiche per la costruzione di mezzi navali di Difesa
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LONDRA - Mentre si combatte la guerra in Ucraina, venti di tensione spirano anche nell'Indo-Pacifico. A Londra lo ripetono da oramai un anno: cedere alla Russia di Putin vorrebbe dire "lanciare un pessimo segnale per altri autocrati". Il riferimento è ovviamente alla Cina, le cui mire su Taiwan sono da sempre esplicite e crescenti: "Taiwan è nostra", ripetono costantemente da Pechino, "e tornerà presto alla Cina".

Uno scenario inquietante per gli alleati occidentali, soprattutto per gli Stati Uniti, per molti as…

LONDRA - Mentre si combatte la guerra in Ucraina, venti di tensione spirano anche nell'Indo-Pacifico. A Londra lo ripetono da oramai un anno: cedere alla Russia di Putin vorrebbe dire "lanciare un pessimo segnale per altri autocrati". Il riferimento è ovviamente alla Cina, le cui mire su Taiwan sono da sempre esplicite e crescenti: "Taiwan è nostra", ripetono costantemente da Pechino, "e tornerà presto alla Cina".

Uno scenario inquietante per gli alleati occidentali, soprattutto per gli Stati Uniti, per molti aspetti: geopolitici (per la posizione dell'isola), economici (vedi la produzione di microchip) e la battaglia globale in difesa della libertà e della democrazia. Ora, secondo Reuters, si scopre che Londra ha aumentato sensibilmente le forniture meccaniche e tecnologiche a Taiwan per la costruzione di sottomarini di Difesa. L'anno scorso, anzi solo nei primi nove mesi del 2022, questo particolare export è ammontato a 190 milioni di euro. Ossia più delle forniture degli ultimi sei anni messe insieme. Nel 2020 si era arrivati a circa 100 milioni, mentre l'anno dopo (causa Covid) non si è superato i 10 milioni. Insomma, una chiara escalation.

La scoperta ha ovviamente innervosito Pechino. "Se i dati sono veri", ha detto il ministero degli Esteri cinese all'agenzia di stampa, "questa è l'ennesima riprova della interferenza del Regno Unito nella nostra politica di una sola Cina", ossia l'idea secondo Pechino che Taiwan non possa mai essere indipendente e che verrà presto incorporata dalla sua "madrepatria", come del resto sta già accadendo all'ex colonia britannica di Hong Kong. "In questo modo gli interessi, la sicurezza e la sovranità cinesi vengono messi a rischio, così come la pace e la stabilità nello stretto di Taiwan". Il Regno Unito ufficialmente non riconosce l'indipendenza di Taipei, ma nella capitale ha una ambasciata de facto e negli ultimi tempi si sono intensificati i rapporti diplomatici, con spedizioni di deputati statunitensi e britannici a Taiwan per mostrare vicinanza e sostegno all'isola.

La questione sottomarini è sempre più bollente nell'Indo-Pacifico. Proprio oggi, nella californiana San Diego, c'è un vertice tra il presidente americano Joe Biden, il primo ministro britannico Rishi Sunak e quello australiano Anthony Albanese che rilancerà l'alleanza Aukus, annunciata circa due anni fa, per la fornitura di sottomarini nucleari a Canberra. Sono i primi passi concreti compiuti dalle tre nazioni dei "Five Eyes" per approfondire questa ambiziosa partnership strategica da qualcuno considerata il primo passo verso una sorta di Nato del Pacifico. L'intesa militare prevede che i tre Paesi espandano la loro capacità di produrre questi sommergibili, condividendo l'addestramento e - per la prima volta in 65 anni - la relativa tecnologia nucleare Usa. Nel caso dell'Australia, Canberra dapprima acquisterà i sottomarini dagli Stati Uniti e poi dalla Gran Bretagna, prima di crearne di propri.

Di Indo-Pacifico si è parlato anche venerdì scorso nel vertice tra Sunak e il presidente francese Macron nella prima visita di un leader britannico all'Eliseo dopo cinque anni di tensioni e litigi causa Brexit. Nella circostanza, i due hanno ribadito il loro impegno nell'area in chiave anti Cina (nonostante la Francia sia stata snobbata da Aukus due anni fa scatenando la furia di Macron) e hanno discusso la presenza fissa di navi da guerra delle Marine Militari dei due Paesi nell'Indo-Pacifico. Un'area che, come Sunak ha detto a Repubblica in treno verso Parigi, "ospita metà della popolazione mondiale, il 40% del Pil della Terra e che crescerà ancora nei prossimi anni".