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Israele, i veterani di Entebbe manifestano contro Netanyahu all'aeroporto di Tel Aviv

Guidati dal fratello del primo ministro, nel 1976 liberarono gli ostaggi del volo Tel Aviv-Parigi dirottato in Uganda. Oggi si sono uniti alla manifestazione contro la riforma della giustizia allo scalo Ben Gurion prima della partenza per Berlino del premier
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GERUSALEMME - Anche gli eroi di Entebbe, i veterani che nel 1976, guidati da Yoni Netanyahu, fratello dell'attuale premier Benjamin che fu ucciso nell'azione, liberarono gli ostaggi del volo Tel Aviv-Parigi dirottato in Uganda, si schierano contro la riforma della giustizia. Come riportato dall'emittente israeliana Kan, Pinchas Buchris, Adam Kolman, Noam Malmud, Eyal Shafroni, Meka Magal e Amir Ofer hanno partecipato alle manifestazioni anti-governative organizzate oggi per disturbare l'accesso all'aeroporto di Ben Gurion e il viaggio del primo ministro in Germania (viaggio che è stato abbreviato anticipando il ritorno a venerdì mattina). Per farlo, si sono presentati alla manifestazione con una Mercedes nera d'epoca come quella usata dal commando come esca durante la missione di salvataggio. Insieme ai veterani, anche alcuni degli ostaggi di allora.

"Yoni si è sacrificato per il Paese, il primo ministro invece sacrifica il Paese,…

GERUSALEMME - Anche gli eroi di Entebbe, i veterani che nel 1976, guidati da Yoni Netanyahu, fratello dell'attuale premier Benjamin che fu ucciso nell'azione, liberarono gli ostaggi del volo Tel Aviv-Parigi dirottato in Uganda, si schierano contro la riforma della giustizia. Come riportato dall'emittente israeliana Kan, Pinchas Buchris, Adam Kolman, Noam Malmud, Eyal Shafroni, Meka Magal e Amir Ofer hanno partecipato alle manifestazioni anti-governative organizzate oggi per disturbare l'accesso all'aeroporto di Ben Gurion e il viaggio del primo ministro in Germania (viaggio che è stato abbreviato anticipando il ritorno a venerdì mattina). Per farlo, si sono presentati alla manifestazione con una Mercedes nera d'epoca come quella usata dal commando come esca durante la missione di salvataggio. Insieme ai veterani, anche alcuni degli ostaggi di allora.

"Yoni si è sacrificato per il Paese, il primo ministro invece sacrifica il Paese," dice Shafroni, che spiega che come il gruppo abbia ribattezzato l'azione di oggi "operazione Netanyahu", sottolineando come l'obiettivo sia "liberarlo dai suoi carcerieri nella coalizione". Un riferimento ai partiti di estrema destra con cui il Likud forma l'attuale maggioranza, di cui secondo molti critici il premier si trova ormai in balia. Già una decina di giorni fa il gruppo aveva pubblicato una lettera aperta al leader accusandolo di anteporre gli interessi personali a quelli di Israele.

Manifestanti all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv (afp)
Oggi i veterani sono scesi in piazza per partecipare a una nuova giornata di proteste pubbliche, che ormai scandiscono la vita del Paese da due mesi e mezzo, una o due volte la settimana e tutti i sabato sera (la settimana scorsa secondo alcuni i manifestanti hanno sfiorato il mezzo milione, anche se stime più prudenti hanno parlato di 250 o 300mila persone). Obiettivo dei cortei, convincere il governo a ritirare la controversa proposta di riforma della giustizia, il cui iter parlamentare procede a tappe spedite.

Tra i capisaldi della riforma, ci sono il quasi azzeramento della possibilità dell'Alta Corte di bocciare le leggi approvate dalla Knesset - che potrà comunque legiferarle nuovamente dopo l'annullamento -, la modifica della composizione della commissione incaricata di nominare i giudici a tutti i livelli per conferire la maggioranza dei suoi membri alle forze di governo e la proibizione di utilizzare il criterio di ragionevolezza per annullare atti amministrativi a livello locale e nazionale. Se chi sostiene la proposta ritiene la riforma necessaria per riequilibrare i poteri dello Stato a favore dei rappresentati eletti dal popolo, per i critici se approvata essa rappresenterà un colpo fatale al carattere democratico di Israele, svuotando l'unico organo - la Corte Suprema appunto - in grado di contro-bilanciare l'esecutivo.


Contro la proposta non si sono schierati solo tanti israeliani in piazza. A esprimere preoccupazione oggi è stato anche il governatore della Banca Centrale di Israele Amir Yaron. "I cambiamenti introdotti dalla riforma giudiziaria potrebbero parzialmente indebolire l'indipendenza della magistratura. Inoltre, lo stesso processo di approvazione è frettoloso e non ha un ampio consenso da parte del pubblico", ha detto Yaron in un'intervista alla Cnn.