Francia, battaglia all’ultimo voto: Macron si gioca tutto sulle pensioni
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - Montagne di rifiuti, in alcuni quartieri di Parigi la spazzatura è abbandonata in strada da oltre una settimana. È uno dei tanti effetti della protesta contro la riforma delle pensioni che allunga l'età legale da 62 a 64 anni. Nel caso dei netturbini l'allungamento sarebbe da 57 a 59 anni. Tre impianti di incenerimento alla periferia della capitale sono fermi e oltre 5.400 tonnellate di rifiuti si accumulano nelle strade. Oggi è prevista una nuova giornata di mobilitazione, con un corteo che sfilerà a Parigi. Sono ore decisive per la rivoluzione del sistema previdenziale che Emmanuel Macron vuole approvare. Il capo dello Stato non ci era riuscito durante il primo mandato all'Eliseo e ne ha fatto un simbolo politico nonostante resti una misura impopolare: una larga maggioranza di francesi è contraria.
PARIGI - Montagne di rifiuti, in alcuni quartieri di Parigi la spazzatura è abbandonata in strada da oltre una settimana. È uno dei tanti effetti della protesta contro la riforma delle pensioni che allunga l'età legale da 62 a 64 anni. Nel caso dei netturbini l'allungamento sarebbe da 57 a 59 anni. Tre impianti di incenerimento alla periferia della capitale sono fermi e oltre 5.400 tonnellate di rifiuti si accumulano nelle strade. Oggi è prevista una nuova giornata di mobilitazione, con un corteo che sfilerà a Parigi. Sono ore decisive per la rivoluzione del sistema previdenziale che Emmanuel Macron vuole approvare. Il capo dello Stato non ci era riuscito durante il primo mandato all'Eliseo e ne ha fatto un simbolo politico nonostante resti una misura impopolare: una larga maggioranza di francesi è contraria.
Dopo il via libera del Senato, la legge torna all'Assemblée Nationale. Oggi sarà esaminata in una commissione mista tra deputati e senatori per concordare una versione comune sottoposta domani alle due Camere. Sarà battaglia all'ultimo voto per l'approvazione all'Assemblée Nationale dove il governo non ha una maggioranza assoluta. Se il blocco macronista può contare sul sostegno di una parte dei deputati dei Républicains una trentina di loro non ha ancora dato certezza sull'orientamento nel segreto dell'urna. Secondo gli ultimi calcoli, mancano ancora una decina di voti. Elisabeth Borne si è mostrata ieri tranquilla: "Esiste una maggioranza che crede nel lavoro e in un sistema più sostenibile" ha detto la premier, chiamando i deputati della destra a essere "responsabili".
Dietro le quinte, però, l'incertezza resta forte. L'esecutivo potrebbe ricorrere al passaggio in forze della legge con l'articolo 49.3 previsto dalla Costituzione. Uno strappo istituzionale che il governo vuole evitare. "Significa non essere riusciti a convincere, quindi sarebbe la prova di un fallimento" ha commentato Borne per cui l'ipotesi peggiore è comunque una bocciatura in aula della riforma. L'uso del 49.3 resta quindi "l'arma finale". Con il rischio di incendiare la rivolta.
Tutti i governi sono andati incontro a feroci opposizioni ogni volta che hanno toccato il sistema previdenziale. Negli anni Novanta la Francia si fermò contro la riforma delle pensioni dell'allora governo Juppé: tre settimane di paralisi e alla fine Juppé fu costretto a ritirarla. "Rispetto al 1995 il rigetto è ancora più forte, anzi: più il governo difende il suo progetto, più si rafforza l'opposizione nei sondaggi" nota il politologo Frédéric Dabi, direttore dell'istituto Ifop secondo cui "la battaglia dell'opinione è persa". Dabi sottolinea altre due novità: la contestazione è presente anche in piccoli comuni di provincia, dove in passato si erano radunati i gilet gialli, e si registra un'adesione massiccia dei lavoratori dipendenti. Nonostante il piano dell'esecutivo sia visto da una maggioranza di cittadini come "ingiusto, inefficace e poco chiaro", osserva Dabi, esiste nel Paese una forma di "rassegnazione".
Le opposizioni - la sinistra di Jean-Luc Mélenchon e l'estrema destra di Marine Le Pen - hanno strategie diverse. Mélenchon e il suo movimento La France Insoumise hanno condotto una guerriglia di emendamenti. "Una catastrofe democratica" sostiene il politologo Dabi che sottolinea invece la trasformazione di Le Pen "che ha indossato i panni della donna politica responsabile". La leader del Rassemblement National ha già promesso che, se arriverà all'Eliseo, cancellerà la riforma: nel suo programma per la presidenziale del 2022 aveva inserito l'abbassamento a 60 anni per smettere di lavorare, come anche Mélenchon. Nel braccio di ferro sulla riforma, Macron si gioca una parte di credibilità in Europa mentre è cominciato ieri un altro conto alla rovescia per un appuntamento internazionale che preoccupa: mancano esattamente 500 giorni all'inizio delle Olimpiadi e la Francia tenta di rispondere a dubbi e preoccupazioni, in particolare su sicurezza e logistica dei trasporti. Dopo la pandemia, la guerra in Ucraina e il balzo dell'inflazione, gli scioperi non aiutano a scongiurare la paura di ritardi nei cantieri.