Xi Jinping presenta l'iniziativa sulla "civilizzazione globale": la risposta cinese al modello occidentale per sedurre i Paesi in via di sviluppo
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Mandare un messaggio ai Paesi in via di sviluppo del Sud del mondo e continuare a rimodellare un ordine internazionale provando a dargli una forma diversa da quella scolpita finora dagli Stati Uniti. Forte del terzo mandato presidenziale, di un Partito sempre più sotto il suo controllo, del successo diplomatico arrivato con la mediazione tra Iran e Arabia Saudita dopo sette anni di gelo e di un imminente viaggio a Mosca dall’amico Putin a cui dovrebbe seguire pure una telefonata con il presidente ucraino Zelensky (oggi il ministro degli esteri cinese ha parlato con il suo omologo a Kiev per ribadire la posizione di Pechino sull’importanza del dialogo, del negoziato e di una soluzione politica alla crisi), Xi Jinping aggiunge un altro tassello alla visione e al ruolo della sua Cina nell’arena internazionale. Dopo la Via della Seta partita dieci anni fa e dopo quelle iniziative su sviluppo e sicurezza globali lanciate lo scorso anno, il leader cinese s…
PECHINO - Mandare un messaggio ai Paesi in via di sviluppo del Sud del mondo e continuare a rimodellare un ordine internazionale provando a dargli una forma diversa da quella scolpita finora dagli Stati Uniti. Forte del terzo mandato presidenziale, di un Partito sempre più sotto il suo controllo, del successo diplomatico arrivato con la mediazione tra Iran e Arabia Saudita dopo sette anni di gelo e di un imminente viaggio a Mosca dall’amico Putin a cui dovrebbe seguire pure una telefonata con il presidente ucraino Zelensky (oggi il ministro degli esteri cinese ha parlato con il suo omologo a Kiev per ribadire la posizione di Pechino sull’importanza del dialogo, del negoziato e di una soluzione politica alla crisi), Xi Jinping aggiunge un altro tassello alla visione e al ruolo della sua Cina nell’arena internazionale. Dopo la Via della Seta partita dieci anni fa e dopo quelle iniziative su sviluppo e sicurezza globali lanciate lo scorso anno, il leader cinese svela ora un nuovo cardine della sua politica estera da contrapporre “all’unilateralismo” americano: una “iniziativa sulla civilizzazione globale”. Che si baserà sul rispetto reciproco, sulla tolleranza e sull’uguaglianza: un ordine mondiale migliore di cui la Cina si presenta come leader.
Rispettare la diversità delle civiltà, sostenere i valori comuni dell'umanità, dare valore alla tradizione e all’innovazione, promuovere congiuntamente solidi scambi e cooperazione internazionali tra i popoli: questi i concetti chiave della nuova iniziativa svelata da Xi in videocollegamento con i leader dei partiti politici di 150 Paesi come Sudafrica, Nicaragua, Russia.
Dopo tre anni di isolamento da Covid, la Cina si sta riaprendo al mondo. Dal Sudest asiatico al Medio Oriente, dall’Asia Centrale all’Africa fino all’America Latina, Pechino vuole rafforzare la propria posizione sul palcoscenico globale. Lo fa attraverso ad esempio l'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (di cui fa parte anche Mosca) presentandosi come partner economico e di sicurezza della regione centro-asiatica, allargato a Paesi come l’Iran e con un’Arabia Saudita che preme per entrarci. Con gli altri Paesi dei Brics (Brasile, Russia, India e Sudafrica). Corteggia le nazioni insulari del Pacifico (vedi il patto sulla sicurezza con le Salomone). In Africa: tra il 2000 e il 2020, gli istituti di credito statali cinesi hanno concesso prestiti per 160 miliardi di dollari ai Paesi africani. In America Latina, dove negli ultimi anni ha sfilato a Taiwan diversi alleati diplomatici. Da ultimo l’Honduras che ha annunciato di voler allacciare relazioni ufficiali con Pechino. Presto potrebbe seguire il Paraguay se alle prossime elezioni vincesse l’opposizione. Sempre attenta a non immischiarsi nelle politiche interne altrui, chiedendo lo stesso in cambio: specialmente su questioni come i diritti umani.