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Francia, ecco cosa prevede la riforma delle pensioni di Macron

(afp)
È la "madre di tutte le riforme". Emmanuel Macron l'aveva già inserita nel programma per farsi eleggere nel 2017 ma poi, tra movimento dei gilet gialli e pandemia, era stato costretto ad accantonarla.
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È la "madre di tutte le riforme". Emmanuel Macron l'aveva già inserita nel programma per farsi eleggere nel 2017 ma poi, tra movimento dei gilet gialli e pandemia, era stato costretto ad accantonarla. Rieletto per un secondo mandato, il capo dello Stato ha messo la rivoluzione del sistema previdenziale francese al centro dell'azione del governo di Elisabeth Borne.

La svolta: in pensione a 64 anni

In base alla nuova normativa si potrà andare in pensione solo a 64 anni nel 2030, con un aumento graduale da subito di 3 mesi per ogni anno. È una svolta per uno dei pochi Paesi in cui l…

È la "madre di tutte le riforme". Emmanuel Macron l'aveva già inserita nel programma per farsi eleggere nel 2017 ma poi, tra movimento dei gilet gialli e pandemia, era stato costretto ad accantonarla. Rieletto per un secondo mandato, il capo dello Stato ha messo la rivoluzione del sistema previdenziale francese al centro dell'azione del governo di Elisabeth Borne.

La svolta: in pensione a 64 anni

In base alla nuova normativa si potrà andare in pensione solo a 64 anni nel 2030, con un aumento graduale da subito di 3 mesi per ogni anno. È una svolta per uno dei pochi Paesi in cui l'età pensionabile è ancora a 62 anni e durante l'ultima campagna presidenziale tanti leader proponevano addirittura di anticiparla a 60 anni. Le opposizioni - dalla sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon all'estrema destra di Marine Le Pen - gareggiano nel proporsi come leader della protesta. I sindacati hanno convocato manifestazioni con cadenza settimanale. Macron ha coalizzato contro di lui un'unità sindacale che non si vedeva più da tempo.

Un'ulteriore stretta: 43 anni di contributi a partire dal 2027

Altra stretta prevista dalla riforma, i 43 anni di contributi previsti dalla legge Touraine del 2014 come necessari a partire dal 2035 per andare in pensione, saranno ora necessari dal 2027. Resta invece a 67 anni l'età alla quale si potrà andare in pensione senza decurtazioni per i contributi mancanti e a 62 quella per i lavoratori in situazione di invalidità o incapacità.

La cancellazione dei regimi speciali

La riforma delle pensioni prevede la cancellazione dei principali regimi speciali nei settori quali le industrie elettriche e del gas (a cominciare dal gruppo Edf), nella società di trasporto parigino Ratp, per i notai e i dipendenti della Banca di Francia. Tuttavia questo provvedimento riguarderà solo chi verrà assunto dal 1 settembre 2023 in poi, in quanto alla fine il governo ha optato per la cosiddetta "clausola del nonno", la stessa che fu varata nel 2018 in occasione della riforma della compagnia ferroviaria Sncf. In questa cancellazione non rientrano invece i regimi autonomi, ovvero le professionali liberali, gli avvocati e quelle categorie soggette a regimi specifici quali marinai, dipendenti dell'Opera di Parigi e della Comédie Française.

Un'iniziativa a favore dell'occupazione degli anziani

Il governo ha poi annunciato un'iniziativa a favore dell'occupazione degli anziani: la creazione di un indice "sul posto dei dipendenti a fine carriera". Una sorta di indice delle buone pratiche per i senior nelle imprese che diventerà obbligatorio per le aziende con più di 1.000 dipendenti da quest'anno, e nel 2024 per quelle con più di 300 dipendenti.