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L'Ue unita sul sostegno all'Ucraina, ma l'Italia è "anello debole": il sondaggio del think tank europeo

(afp)
Il nuovo rapporto dello European Council on Foreign Relations (Ecfr) mostra una nuova coesione nell'opinione pubblica europea, schierata con Kiev più di un anno fa. Ma il costo della vita in aumento, la crisi dei migranti ed eventuali sconfitte sul campo potrebbero far venire meno il consenso
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L’Unione europea sta dimostrando unità e determinazione nel sostenere l’indipendenza dell’Ucraina. Ma la coesione dell’opinione pubblica non va data per scontata. Il nuovo rapporto dell’European Council on Foreign Relations (Ecfr), primo think tank europeo, mette in guardia su come il costo della vita, le sconfitte di Kiev sul campo di battaglia e la crisi dei migranti potrebbero “far venire meno” il consenso dei cittadini. 

“Se l'Ucraina dovesse subire battute d'arresto sul campo di battaglia, i costi per accogliere i rifugiati aumenteranno e c’è il rischio che Washington si ritiri. I leader europei dovrebbero usare quest'anno per prepararsi ai tempi più difficili che ci aspettano”, ha commentato l’autore del rapporto e direttore dell’Ecfr Mark Leonard. 

L’Italia "anello debole"

I dati raccolti, attraverso sondaggi d’opinione in dieci Paesi…

L’Unione europea sta dimostrando unità e determinazione nel sostenere l’indipendenza dell’Ucraina. Ma la coesione dell’opinione pubblica non va data per scontata. Il nuovo rapporto dell’European Council on Foreign Relations (Ecfr), primo think tank europeo, mette in guardia su come il costo della vita, le sconfitte di Kiev sul campo di battaglia e la crisi dei migranti potrebbero “far venire meno” il consenso dei cittadini. 

“Se l'Ucraina dovesse subire battute d'arresto sul campo di battaglia, i costi per accogliere i rifugiati aumenteranno e c’è il rischio che Washington si ritiri. I leader europei dovrebbero usare quest'anno per prepararsi ai tempi più difficili che ci aspettano”, ha commentato l’autore del rapporto e direttore dell’Ecfr Mark Leonard. 

L’Italia "anello debole"

I dati raccolti, attraverso sondaggi d’opinione in dieci Paesi (Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Polonia, Portogallo, Romania e Spagna), mostrano un’Europa più unita che mai. Con la sola eccezione dell’Italia, dove l’opinione pubblica è ancora molto divisa. Già nell’ultimo rapporto Ecfr, pubblicato in occasione dell’anniversario della guerra in Ucraina, era stato evidenziato come un italiano su quattro consideri ancora la Russia un “alleato” o un “partner strategico”. 

Lo scorso maggio, l'opinione prevalente nei Paesi intervistati dall’Ecfr, era che la guerra dovesse finire il prima possibile, anche a costo di perdite territoriali per Kiev. Oggi, a un anno dall’inizio dell’invasione russa, sono in pochi a ritenerla ancora l’opzione migliore: e la maggior parte di loro sono in Italia e Romania. Il 41% degli italiani intervistati, infatti, è a favore di una rapida fine del conflitto. Una risposta che ha portato gli autori del rapporto, il direttore dell’Ecfr Mark Leonard e il presidente del Center for Liberal Strategies Ivan Krastev, a definire Italia e Romania gli “anelli deboli del Sud”. 

L'opinione pubblica italiana frammentata

L’opinione pubblica italiana appare piuttosto frammentata rispetto agli altri Paesi coinvolti nel sondaggio. I sostenitori del partito al potere, Fratelli d'Italia, preferiscono che la guerra si concluda il prima possibile, piuttosto che uno scenario di guerra lungo in cui l’Ucraina riconquisti tutti i territori persi (dal 42% al 32%). In linea con i sostenitori del Rassemblement National di Marine Le Pen in Francia (dal 39% al 30%), Vox in Spagna (dal 35% al 31%) e Chega in Portogallo (dal 42% al 28%). L’Ecfr ha rilevato che tra i leghisti la preferenza per una rapida fine della guerra è del 68% contro l'11%, e del 50% contro il 22% tra i sostenitori del Movimento Cinque Stelle.

Inoltre, il 42% degli italiani, il terzo punteggio più alto dei Paesi intervistati dietro Spagna, e Portogallo e Romania che sono al secondo posto, ritiene che la Russia sia "più forte" rispetto a un anno fa. Al contrario, il 43% degli italiani considera l’Ue “debole come prima della guerra” o “più debole”. Un dato su cui, ancora una volta, detiene il primato rispetto agli altri Paesi.

Una linea meno uniforme e coesa nel nostro Paese ha portato Leonard e Krastev a considerare l’Italia un possibile “anello debole” della coalizione occidentale. Gli autori del rapporto, infatti, hanno suddiviso l’Europa in tre gruppi in base all’atteggiamento che hanno manifestato nei confronti del conflitto. Oltre a quello già citato, troviamo i “falchi del Nord e dell’Est”, con Estonia, Polonia, Danimarca e Regno Unito, dove si registra un forte supporto per Kiev e l’“ambiguo Occidente”, che comprende Francia, Germania, Spagna e Portogallo, dove le opinioni dei cittadini sono divise. 

I tre fattori dell'unità in Ue

In generale, è chiaro quanto, contrariamente alle aspettative del Cremlino, il sostegno europeo a Kiev sia aumentato nell’ultimo anno. Non esiste un'unica spiegazione per queste dinamiche, si legge nel rapporto, ma i dati suggeriscono che tre fattori principali hanno influenzato l’opinione pubblica: le vittorie dell'Ucraina sul terreno, il consenso politico tra i partiti di sinistra e destra e la coesione tra Stati Uniti e Ue sugli obiettivi di politica estera.

I successi dell’esercito ucraino sul campo di battaglia hanno portato gli europei a considerare la sconfitta della Russia sempre più realistica. E, di conseguenza, a sostenere l'Ucraina nel reclamare tutto il territorio perso. Considerando i dieci Paesi intervistati, il 38% dei cittadini è d'accordo con questa opzione, anche a costo di una guerra più lunga. La tenacia degli ucraini e il successo nel respingere l'offensiva russa, unito alla percezione di una Russia più debole e al venir meno di scenari catastrofici come un’escalation nucleare, è stata determinante per l’unità europea. 

Un altro fattore importante si deve al consenso politico che unisce gran parte dei partiti di sinistra e destra in Europa. I dati dimostrano,infatti, come anche anche gli elettori di partiti euroscettici o di estrema destra sono riluttanti nel definire la Russia “un alleato”. 

Secondo il rapporto, gli Stati Uniti hanno avuto un forte impatto sull'opinione pubblica in Ue. L’amministrazione Biden ha contribuito a una nuova unità tra euro-atlantici e sovranisti europei. Per queste ragioni, avvertono gli autori, il pericolo maggiore per questa unità potrebbe essere un cambiamento dei vertici a Washington. Cosa accadrebbe se Donald Trump, o un altro repubblicano "America First", tornasse alla Casa Bianca? 

Fondamenta fragili

I leader europei potrebbero sentirsi rassicurati da questi risultati, ma ognuna delle tre forze su cui si fonda il sostegno potrebbe cambiare nel corso del prossimo anno. Le fondamenta che legano gran parte dell'Europa sono fragili e potrebbero essere "distrutte" da questioni che il continente deve affrontare, come l’inflazione e le preoccupazioni sul costo della vita. Principale timore dei cittadini intervistati, un dato che è aumentato in tutti i Paesi parte del sondaggio dallo scorso anno. 

“I leader europei dovrebbero utilizzare questo periodo per rafforzare la resilienza del continente agli shock, come le pressioni sul costo della vita, e per fornire sostegno all'Ucraina, in modo che possa garantire un accordo di pace e vincere la guerra alle migliori condizioni possibili per i propri cittadini e per il pubblico europeo”, ha avvertito Krastev commentando il rapporto del sondaggio.